- Su Facebook è stata pubblicata la presunta notizia, data da The People’s Voice, secondo cui negli Epstein Files sarebbe emerso che Leonardo DiCaprio avrebbe mangiato carne di bambino.
- È una notizia falsa.
- The People’s Voice è un sito noto per diffondere disinformazione su più tematiche.
Il 12 settembre 2026 su Facebook è stato pubblicato lo screenshot di un articolo in inglese del sito The People’s Voice intitolato: “Gli Epstein Files rivelano che Leonardo DiCaprio ha mangiato 32 chili di carne di bambino seguendo una “dieta cannibale”.
Stando alla didascalia in italiano del post,in questi documenti, rilasciati recentemente dal dipartimento di Giustizia statunitense (DOJ) sul caso giudiziario di Epstein ci sarebbe scritto che il finanziere morto suicida in carcere nel 2019 dopo essere stato accusato di abusi sessuali e traffico internazionale di minorenni avrebbe detto a Lapo Elkann: «mi devi un bambino».
Il post continua affermando che «la frase agghiacciante di contabilità di infanti» rivelerebbe che «alcuni membri della élite compiono dei rituali sacrificali di esseri umani, anche di bimbi e neonati, che non solo vengono sacrificati per fini sessuali, talvolta accompagnati a torture, ma in alcuni casi vengono anche divorati».
È un contenuto che diffonde una serie di notizie false e infondate utilizzate per alimentare false teorie del complotto, collettivamente note con il nome di PizzaGate e QAnon, che accusano il Partito Democratico statunitense e celebrità di Hollywood di pedofilia, abusi, rituali satanici e di praticare il cannibalismo.
Il 20 febbraio 2026 il sito The People’s Voice ha pubblicato l’articolo citato nel post in analisi. Nel pezzo non sono però presenti elementi o prove che dimostrino la fondatezza della presunta notizia secondo cui negli Epstein Files ci sarebbe scritto che il famoso attore statunitense abbia mangiato 32 chilogrammi di carne di bambino per seguire una fantomatica dieta a base di carne umana. The People’s Voice, precedentemente conosciuto come NewsPunch, è infatti un sito noto per diffondere notizie false e infondate su svariate tematiche.
Come è possibile verificare consultando i documenti diffusi dal DOJ sul caso Epstein, non esiste alcun passaggio in cui si afferma o si suggerisce che Leonardo DiCaprio abbia mangiato carne di bambino, o di una dieta a base di carne umana. Come ha ricostruito il sito di fact-checking statunitense Snopes, «nel complesso, l’attore non è l’autore di nessuno dei documenti o delle email citati e in nessuno di essi si esprime direttamente con le sue parole». Nei documenti pubblici sono invece presenti «riferimenti a Di Caprio da parte di terze persone, in genere nel contesto di citazioni di personaggi famosi, attività di networking o copertura mediatica del mondo dello spettacolo».
È bene poi precisare che negli Epstein Files si parla di presunti «sacrifici rituali» e «bambini smembrati» su uno yacht di proprietà del finanziere nel 2000. Questi però non sono dati di fatto, ma un’accusa fatta da un uomo all’FBI il cui nome risulta coperto dal segreto investigativo. In base a quanto riportato dal DOJ, questa persona non aveva fornito alcuna prova a sostegno della sua affermazione. Dai documenti emergono anche le parole «cannibale» e «cannibalismo» ma, come verificato sempre da Snopes, questi riferimenti non facevano riferimento a crimini commessi da Epstein o da persone a lui vicine.
È falso inoltre che nei documenti pubblici relativi al caso giudiziario del finanziere suicida ci sia scritto che Epstein avrebbe detto a Lapo Elkann: «mi devi un bambino». Consultando i documenti disponibili, l’imprenditore italiano compare citato in alcune mail del 2014. In esse Epstein veniva invitato dagli organizzatori di un evento pubblico a Londra per la presentazione del volume “The Italian”, libro-intervista fotografico pubblicato nel febbraio 2014 con protagonista Lapo Elkann (l’entourage del finanziere aveva risposto che Epstein non sarebbe potuto andare). In un’altra mail datata 7 settembre 2017, lo stesso Epstein, rispondendo a un conoscente in comune, aveva scritto di riferire a Lapo Elkann che erano amici.
È bene precisare che come spiegato poi dal New York Times, «essere menzionati in questi documenti non significa necessariamente qualcosa di losco, perché i fascicoli dei casi penali sono spesso pieni di identità delle vittime, nomi di testimoni e altre persone innocenti entrate in contatto con i sospettati».
Il nome di Lapo Elkann è stato recentemente legato agli Epstein Files perché a inizio settembre 2026, il deputato repubblicano Thomas Massie, intervenendo alla Camera dei Deputati, ha chiesto all’amministrazione Trump di rilasciare i documenti non ancora resi pubblici dal DOJ sul caso Epstein e di indagare alcuni nomi di spicco presenti negli Epstein Files. Tra i nomi citati da Massie compare anche Lapo Elkann. L’imprenditore italiano ha respinto le dichiarazioni di Massie, affermando che «vedere il proprio nome accostato a quello di Jeffrey Epstein, in assenza di elementi che giustifichino tale associazione, è inaccettabile». Elkann ha aggiunto di essere «in ogni momento, a completa disposizione delle autorità competenti per fornire ogni elemento, chiarimento o informazione che dovesse essere ritenuto utile» e precisato di aver incontrato Epstein due volte in totale, a un evento pubblico a New York e a uno di business a Roma.
Infine, la frase «you own me a bambini [sic]» («mi devi un bambini») compare invece in una mail che Jeffrey Epstein inviò il 18 gennaio 2017 a Edoardo Teodorani, figlio di Maria Sole Agnelli (sorella di Gianni Agnelli) e cugino di secondo grado di John, Lapo e Ginevra Elkann, nonché ex manager di Exor, Fiat, New Holland e Cnh International. Rispondendo a una mail in cui Teodorani chiedeva di fargli sapere se Epstein fosse riuscito a venire in Europa prima di febbraio, il finanziere aveva scritto: «Parigi la prossima settimana. Mi devi un bambini [sic]. La figlia della tua amica non ha mai usato Skype». Non esistono ad oggi elementi per contestualizzare con precisione questi messaggi. Dagli Epstein Files è emerso uno stretto legame tra i due uomini, iniziato nei primi anni del 2000.
Dopo un esposto presentato a marzo 2026, la Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine sugli Epstein Files, al momento nei confronti di ignoti, con l’ipotesi di violenza sessuale per accertare se cittadini italiani che si trovavano all’estero, oppure persone che abbiano agito sul territorio italiano, possano essere coinvolti in episodi perseguibili di natura sessuale.
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