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Non è vero che un giornalista indiano è stato arrestato per aver mostrato la casa di Netanyahu distrutta

Non è vero che un giornalista indiano è stato arrestato per aver mostrato la casa di Netanyahu distrutta

16 marzo 2026
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  • Sta circolando la presunta notizia che un giornalista indiano sia stato arrestato perché avrebbe mostrato la casa di Benjamin Netanyahu distrutta.
  • Il giornalista in questione, Aditya Raj Kaul, non è stato arrestato e non ha mai dato una simile notizia: ha invece raccontato la visita del primo ministro israeliano a Beit Shemesh, città attaccata dall’Iran.
  • La casa di Netanyahu non è stata distrutta.

Il 15 marzo 2026 su X è stato pubblicato il servizio televisivo, in inglese, di un giornalista che viene ripreso davanti alle macerie di alcuni edifici. Secondo la descrizione del post, quello sarebbe un «giornalista indiano che ha rivelato il luogo dell’attacco che ha preso di mira la casa di Netanyahu e ha mostrato la sua casa distrutta», motivo per cui sarebbe stato «arrestato». Lo stesso contenuto è stato diffuso anche su Facebook.

È un contenuto presentato in maniera fuorviante, che diffonde una notizia falsa.

Il servizio risale al 2 marzo 2026, quando il giornalista del canale televisivo indiano NDTV Aditya Raj Kaul si trovava a Beit Shemesh, in Israele, per documentare la visita di Benjamin Netanyahu alla città colpita il 1º marzo da missili iraniani, che hanno ucciso 9 persone, secondo quanto riferito da fonti locali.

Nel video integrale si sente il giornalista dire che dietro di lui c’è «Benjamin Netanyahu, che ha visitato questo posto, uno dei luoghi sotto attacco e dove sono state uccise 9 persone». Lo stesso primo ministro viene inquadrato più volte nel reportage, ed è stato successivamente intervistato dal giornalista indiano.

Non è dunque vero che Raj Kaul ha mostrato «la casa di Netanyahu distrutta». Tra l’altro, non esistono riscontri che documentino un attacco alla casa del primo ministro: come già verificato su Facta, questa notizia è falsa.

Lo stesso giornalista ha avvertito sul proprio account X che quel reportage del 2 marzo è stato utilizzato in maniera fuorviante per diffondere disinformazione. 

Infine, precisiamo che Raj Kaul non è stato arrestato, come confermato da lui stesso e da altri suoi colleghi.

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