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Questo video non mostra un cittadino somalo torturato dalla polizia giapponese per aver abusato di una minore

Questo video non mostra un cittadino somalo torturato dalla polizia giapponese per aver abusato di una minore

28 maggio 2026
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  • Circola il filmato di un uomo somalo che sarebbe stato torturato dalla polizia giapponese per aver abusato di una minore.
  • Il video è reale, ma la sua descrizione è fuorviante.
  • L’uomo era un richiedente asilo che nel 2019 stava per essere espulso dopo il respingimento della sua domanda. Nessun media aveva parlato di crimini di violenze sessuali.

Il 26 maggio 2026 su è stato condiviso su X (qui archiviato) il filmato di un uomo ammanettato in una stanza che urla e piange mentre viene trattenuto con forza da alcuni agenti delle forze dell’ordine. Secondo chi ha condiviso il filmato, l’uomo sarebbe un somalo di nome «Mohammad» che «ha abusato di una minore giapponese». La polizia giapponese, si legge ancora, lo avrebbe torturato e diffuso il video «affinché nessun immigrato commetta un reato simile in futuro».

È un video presentato in maniera fuorviante, che diffonde una notizia falsa.

Come riportato nel 2023 da media giapponesi, la scena, verificatasi nel 2019, mostrava «un uomo africano» di circa 40 anni fuggito in Giappone in cerca di protezione internazionale, la cui domanda di asilo però era stata respinta. Subito dopo il diniego dello status di rifugiato, l’uomo era stato fatto salire con forza su un autobus dal centro di immigrazione di Ushiku, in cui si trovava, e portato all’aeroporto di Narita per essere espulso dal Paese. In quell’occasione era stato immobilizzato con la forza dagli agenti di polizia.

Successivamente l’uomo aveva intentato una causa per ottenere un risarcimento per le modalità con cui gli agenti avevano gestito la sua espulsione. Nel corso del processo il suo avvocato aveva reso pubblico il video in analisi (e non quindi la polizia, come sostenuto erroneamente nel post in analisi).

La causa si è conclusa nel 2023 con la sentenza dell’Alta Corte di Tokyo che aveva giudicato illegali le azioni delle autorità per l’immigrazione giapponesi, ordinando al governo di pagare un risarcimento all’uomo.

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