
La falsa notizia del calciatore Taremi pronto a partire in guerra per difendere l’Iran ha fatto il giro della stampa italiana
Alcuni media hanno rilanciato come vera una storia inventata da una pagina Facebook che aggrega di contenuti a tema calcistico
Mehdi Taremi, 33enne attaccante iraniano con un recente passato in Italia all’Inter, sarebbe pronto a lasciare la Grecia, dove gioca al momento, per tornare in patria e combattere in difesa dell’Iran attaccato militarmente da Stati Uniti e Israele. Questo è quanto stanno riportando diversi media italiani nelle ultime ore, compresi Sport Mediaset e La Stampa.
La notizia, però, è completamente infondata, come confermato a Facta dall’ufficio stampa dell’Olympiakos, la squadra per cui è sotto contratto il giocatore iraniano.
Genesi di una notizia falsa
La falsa notizia sulla decisione di Taremi si è diffusa rapidamente nel nostro Paese (ma è stata del tutto ignorata dai principali media stranieri), sebbene fin da subito sarebbe dovuta apparire poco credibile. Il calciatore iraniano è infatti noto per essere da anni molto critico verso il regime degli ayatollah: aveva infatti contestato la repressione delle proteste della fine del 2022, seguite all’uccisione di Mahsa Amini, 22enne arrestata e percossa dalla “polizia morale” perché non indossava correttamente l’hijab. Ha continuato a esporsi negli anni successivi, e di nuovo lo scorso gennaio, nel pieno degli omicidi dei dissidenti politici, aveva pubblicato tra le storie di Instagram una foto della Torre Azadi di Teheran, un monumento simbolo del Paese, il cui nome significa “libertà”.
Sia Sport Mediaset che La Stampa citano come fonte Tuttosport, che in un articolo a firma di Luigi Guelpa pubblicato quest’oggi cita addirittura le presunte parole di Taremi all’Olympiakos: «Il mio Paese ha bisogno di me». Si riporta inoltre che l’attaccante avrebbe chiesto alla squadra greca di poter tornare a casa per combattere, ma non viene citata nessuna fonte.
La storia sembra provenire originariamente dalla pagina Facebook “Football Stories”, un aggregatore di contenuti a tema calcistico gestito in Germania, ed è circolata con insistenza su X grazie al post dell’utente @vdmempire, che il 2 marzo scriveva in inglese le stesse esatte parole pubblicate la mattina seguente da Tuttosport, e poi riprese da altri media italiani: la richiesta di Taremi all’Olympiakos di difendere l’Iran e anche la frase attribuita al giocatore. Tutto falso, però, secondo il club greco. Smentita confermata dal fatto che la sera di domenica 1º marzo Taremi è sceso in campo nella partita di campionato contro il Panserraikos.
Il contenuto è rapidamente rimbalzato attraverso una serie di pagine Facebook dedicate alle notizie dal mondo, quasi tutte gestite da profili con sede nel continente africano che hanno ricondiviso la notizia inventata pochi minuti dopo la prima pubblicazione di “Football Stories”. Dinamiche di questo tipo indicano spesso un certo livello di coordinazione tra le pagine coinvolte.
L’attendibilità della notizia, totalmente priva di fonte, era già stata messa in discussione lunedì sera dal giornalista sportivo Nima Tavallaey Roodsary, che segnalava l’assenza di qualsivoglia conferma. Nella mattinata del 3 marzo l’informazione è stata smentita anche dal presidente dell’Olympiakos Kostas Karapapas e da Federico Pastorello, agente di Taremi, con altrettante storie Instagram che invitano a «evitare interpretazioni decontestualizzate e ricostruzioni inaccurate».

Se in Italia questa storia ha trovato spazio sulle pagine, cartacee e digitali, anche di testate di un certo prestigio, all’estero è stata pubblicata solo da media non proprio di primo piano. La testata kosovara Gazeta Express l’ha riportata martedì notte, attribuendola al media scandalistico turco Haberler. Ne ha parlato anche il sito vietnamita ZNews, citando come fonte dei non meglio specificati “media iraniani”. Tuttavia, la presunta notizia non è presente né su Tasnim News, l’agenzia di stampa vicina alle Guardia della Rivoluzione (che avrebbero tutto l’interesse a confermare l’impegno patriottico di uno dei più noti calciatori del Paese), né su Iran International, network con sede nel Regno Unito e notoriamente critico verso il regime di Teheran.
Già in passato la stampa italiana è caduta vittima di false notizie a tema sportivo, prendendo per buoni contenuti – come questo sul doppio misto Sinner-Kalinskaja – inventati dal web. Una circostanza che sottolinea ancora una volta la scarsa familiarità delle redazioni giornalistiche, in particolare di quelle sportive, agli strumenti di verifica dei fatti.
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