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La rete di stand-up comedian create con l’IA usata per monetizzare su OnlyFans

Sono avatar di comiche americane sessualizzate che fanno battute riciclate e rimandano a siti per adulti a pagamento

16 ottobre 2026
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Da mesi, la “sbobba artificiale” ha invaso anche il mondo della stand up-comedy. Scrollando i contenuti pubblicati su varie piattaforme social – Instagram, TikTok, Facebook e YouTube – si trovano centinaia di spezzoni di presunti spettacoli di stand-up comedian che si somigliano tra di loro. Tutte ragazze americane, giovani e attraenti, dai corpi formosi e con abiti scollati che scherzano e seducono il pubblico ai loro spettacoli.

Ragazze che però non sono delle vere persone, ma avatar sessualizzati realizzati con l’intelligenza artificiale che spesso riciclano battute e spettacoli di comici e comiche reali e rimandano gli utenti a siti per adulti a pagamento, con il fine ultimo di monetizzare. Tra questi contenuti non mancano poi avatar di comiche IA che fanno battute razziste, antisemite, sessiste, omofobiche e grassofobiche.

Tra sketch riciclati e siti per adulti

Il primo comico a denunciare pubblicamente il furto di un proprio sketch è stato l’americano George Brett Olson. In un reel su Instagram dello scorso 4 ottobre, Olson ha spiegato che a rubare le sue battute è stata “Tiffany Sloane”, che ha anche copiato il suo outfit: pantaloni color cachi e una camicia color salmone.

A sinistra, il video pubblicato dall’account IA Tiffany Sloane. A destra lo sketch reale del comico George Brett Olson.

Il punto cruciale è che Sloane non è una persona reale, ma un avatar creato con l’intelligenza artificiale. Iscritto su Instagram (qui archiviato) ad agosto 2026 con il nickname «tiffany.bbyx», l’account “Tiffany Sloane” si definisce «attrice, la ragazza con la vestaglia da notte carina». 

Una delle prime volte che la redazione di Facta ha visitato il profilo, l’8 ottobre 2026, Sloane risultava avere pubblicato 118 post, che però non comparivano nel feed ed erano dunque stati resi privati e momentaneamente nascosti dall’account. Al momento in cui scriviamo, il 14 ottobre, i post pubblicati sono aumentati a 134, e i 16 nuovi video appaiono visibili nella home.

In questi giorni i follower sono invece diminuiti leggermente, da 377mila a 375mila. Un punto interessante è che tra i pochi account seguiti da Sloane ci sono persone reali e famose come George Brett Olson, il comico a cui ha rubato le battute, ma anche account fake di ragazze IA simili a Sloane, come «zoeysjokes» (un profilo su cui torneremo più tardi).  

I video (qui uno archiviato) pubblicati da Sloane si possono dividere in due generi. Da un lato ci sono clip di sketch comedy ambientati in scenari casalinghi che ricordano una sitcom; dall’altro invece ci sono spezzoni di stand-up comedy in bar e pub in cui Sloane, in abiti aderenti e scollati, interloquisce con il pubblico, spesso uomini e ragazzi. Gli elementi che uniscono queste due categorie di filmati sono l’ambientazione e le battute a sfondo sessuale. In uno sketch Sloane esce da una macchina con il suo vicino di casa, e racconta alla vicina (la moglie dell’uomo con cui si trovava) che stavano testando i sedili riscaldati, suggerendo dunque di aver avuto un rapporto sessuale. In una clip di stand-up, la ragazza IA vestita con un abito arancione attillato si gira di spalle per mostrare il fondoschiena dopo che glielo chiede uno spettatore in prima fila.

Il profilo di Tiffany Sloane ha un’unica storia in evidenza (ovvero le storie pubblicate e salvate in modo permanente sul profilo IG, posizionate nei cerchietti sotto la biografia). Un selfie con il link che rimanda a un account OnlyFans dal nome «tiffany» (@tiffanyybabe), «la ragazza 19enne che entra nella scenetta con un top attillato e manda all’aria l’intera scena» (si legge in bio), con visibili diverse foto della ragazza in intimo. L’utente di Instagram viene quindi invitato ad abbonarsi (previo pagamento) all’account sulla nota piattaforma di intrattenimento, popolare soprattutto per i contenuti destinati a un pubblico adulto. 

Oltre a essere presente su Instagram, Tiffany Sloane ha un account YouTube e uno su TikTok. Su TikTok l’avatar è lo stesso, ma cambia l’handle e l’ambientazione dei video – l’avatar ad esempio gioca a tennis, fa boxe, o siede su un jet privato con due ragazzi – anche se resta, più o meno esplicito, il registro sessuale.

Come riporta la testata statunitense Mashable, questi tipi di account social generati con l’intelligenza artificiale vengono creati perché riescono a monetizzare. E ci riescono non tanto grazie ai programmi delle piattaforme (alcuni dei quali ad esempio vietano i contenuti IA), ma grazie ai link presenti sui loro profili che reindirizzano gli utenti verso piattaforme di abbonamento NSFW – Not safe for work, slang internet che indica le piattaforme con contenuti violenti, pornografici, o più in generale non appropriati – come OnlyFans o Fanvue.

Sloane è solo uno degli esempi di avatar IA di stand-up comedian che rimandano a queste piattaforme per monetizzare. «Aylenskye3000» presente su Instagram, scrive ancora Mashable, aveva rubato del materiale alla vera comica Olivia Carter già proposto sia in uno spettacolo per Netflix che al talk show americano di Jimmy Fallon “The Tonight Show”. Anche le comiche Sarah Purdum e Julia Jasunas hanno trovato delle proprie battute su questo falso account. Tra l’altro, i video IA comici in questione risultano cancellati su Instagram, ma sono ancora visibili su TikTok, dove il feed è pieno di sketch comici e spezzoni di stand-up. 

Il profilo Instagram di «aylenskye3000», creato a gennaio 2026 e che conta quasi 250mila follower, si è trasformato ora in una versione IA della modella Candice Swanepoel, famosa per essere stata uno dei volti più rappresentativi di Victoria’s Secret. L’avatar ripropone proprio la stessa ambientazione di una passerella del marchio di intimo femminile noto per far sfilare le modelle con ali personalizzate. Tra video di passerelle e foto in posa, sul feed Instagram di «Aylen» spunta però uno sketch comico a sfondo sessuale, peraltro identico a uno pubblicato da Tiffany Sloan. Le “comiche” interpretano le personal trainer di un uomo in una palestra casalinga; all’arrivo della moglie, la trainer chiarisce che il suo compenso aumenta con la vicinanza fisica al marito. I personaggi, l’ambientazione e il copione sono esattamente gli stessi; indizi che fanno pensare a una rete di account gestiti da un’unica regia. Perché proprio come Sloane, anche il profilo di «Aylen» è collegato a un account di una piattaforma per fare soldi – Fanvue, in questo caso – in cui pubblica contenuti per un pubblico maggiorenne, il cui link viene riproposto quotidianamente esclusivamente sulle storie.

I due sketch identici delle due comiche IA: A sinistra quello di «aylenskye3000», a destra quello di Tiffany Sloane.

Un altro profilo Instagram con queste caratteristiche è quello di “Luna Fallait”. Il profilo della ragazza mora creata con l’IA e con 60mila follower sembra più quello di un’influencer che di una comica, ma nel suo feed si trovano diversi video in cui appare ospite di un late night show del comico americano Conan O’Brien e in cui conduce spettacoli di stand-up comedy, dove non fa altro che provocare la platea di uomini presenti allo show. Sulle storie Instagram, caricate quotidianamente, c’è sempre un link che rimanda a OnlyFans.

Avere dati precisi sulla monetizzazione di questi contenuti è difficile, ma il fatturato generato su queste piattaforme da modelle IA sta crescendo sempre di più. Stando a  Fortune, su Fanvue a novembre 2023 le modelle IA che portavano pubblico dai social avevano rappresentato il 15 per cento dei ricavi.

Copioni identici e battute discriminatorie

La clip con Conan O’Brien condivisa da Luna Fallait non è l’unica che si trova online. Il comico e conduttore americano è infatti vittima di altri video IA in cui ospita delle “comiche” al proprio late night show sempre vestite con abiti attillati. In uno di questi video, O’Brien fa la stessa identica battuta in cui chiede all’ospite se è single perché è attratto da lei, e si propone come «uomo che la accompagna in giro per la città e le compra regali».

Alcuni di questi profili di ragazze IA che hanno pubblicato le clip con O’Brien hanno altri contenuti identici in comune. L’account Instagram «itszarafox» – una falsa ragazza americana creata con l’IA – a metà settembre ha pubblicato la clip di un suo show di stand-up in cui, vestita con un abito spezzato color magenta, chiede a un signore del pubblico se è single; lo spettatore risponde positivamente, aggiungendo che il motivo riguarda il suo aspetto fisico. Nei giorni e nelle settimane successive lo stesso scambio di battute è stato riproposto da altri account social di ragazze create con l’intelligenza artificiale; nella maggior parte dei casi, le false comiche erano anche vestite uguali, con lo stesso identico abito magenta. Tutti account che rimandano a un profilo personale su piattaforme di contenuti per adulti.

Video con protagonista Conan O'Brien pubblicati da account di false comiche.

Ma i contenuti e i rimandi a sfondo sessuale non sono l’unico genere di post pubblicati. Queste finte comiche infatti fanno anche dark humor, prendendo di mira categoriea di persone che subiscono già discriminazione – come donne, persone queer, musulmani ed ebrei – e continuando a perpetuare falsi miti e stereotipi pericolosi. Ad esempio la comica IA di turno fa stand up comedy mentre è seduta su uno sgabello sul palco in mezzo ad altre due persone, che cambiano ogni volta. Ospiti che nell’aspetto sono altamente stereotipati. Le femministe vengono rappresentate come donne grasse urlanti con indosso magliette con slogan femministi; le persone queer hanno sempre indosso abiti arcobaleno; le donne musulmane indossano il burqa; i messicani hanno in testa il sombrero e gli gli ebrei hanno sempre la Fedora. 

In generale, questi avatar di comiche hanno più profili social su più piattaforme (a volte con nomi diversi), contano migliaia di follower e raggiungono migliaia di visualizzazioni. L’account social «lill_yverse» ad esempio è presente su Instagram con 351mila follower, ma anche su YouTube, TikTok e Facebook per un totale di quasi 400mila follower. Su TikTok c’è un altro profilo, Miss Chatterbox, che pubblica video con lo stesso avatar. Questi account creati con l’intelligenza artificiale riescono dunque a intercettare e attirare un pubblico molto vasto; utenti che altrimenti, con molta probabilità, avrebbero seguito i comici in carne e ossa che hanno scritto quelle battute e che fanno sempre più affidamento su Instagram per diffondere il proprio lavoro.

Oltre a una questione etica del lavoro, casi come questi fanno riflettere sulle etichette delle piattaforme per identificare i contenuti generati artificialmente. Solo alcuni account, e solo in alcuni filmati, le varie etichette previste dalle piattaforme compaiono, omettendo in tutti gli altri dunque un’informazione di trasparenza nei confronti degli utenti.

Quello delle finte comiche IA si rivela così un modello di business ben preciso: usare il lavoro di comici e comiche reali, facendo leva sulla sessualizzazione delle protagoniste per raggiungere alte visualizzazioni e monetizzare rimandando a piattaforme per adulti a pagamento.

E, per parafrasare la già citata comica Olivia Carter a cui è stato rubato del materiale comico, il problema non è tanto il fatto che le fossero state rubate le battute – a cui i comici tengono moltissimo –, quanto che la gente pensasse che quell’avatar fosse una persona reale e l’autrice delle battute.

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