
Sessualizzare l’immagine delle donne con l’intelligenza artificiale è diventato un business
L’ultimo eclatante caso è quello della falsa soldatessa statunitense fan di Trump con oltre 1 milione di follower
Nei giorni scorsi il Washington Post ha pubblicato la notizia che il profilo di una soldatessa statunitense di bell’aspetto, bionda, con occhi azzurri e sostenitrice di Donald Trump, che su Instagram ha raccolto in poco tempo più di un milione di follower, era in realtà un falso creato con l’intelligenza artificiale.
È solo l’ultimo eclatante caso di un preoccupante fenomeno social: la sessualizzazione dell’immagine femminile tramite l’IA per propagandare messaggi politici e monetizzare con l’inganno.
Army blonde Jessica Foster has gained more than a million followers since she began posting on Instagram four months ago.
But Foster is an illusion — a fake woman who experts say was probably created by AI. https://t.co/thdAVW352D pic.twitter.com/VxiWhWdoiJ
— The Washington Post (@washingtonpost) March 21, 2026
“Jessica Foster”. È questo il nome della falsa soldatessa che dai propri profili social ha pubblicato per mesi decine di foto e video realistici della sua vita militare. In alcune indossa una maglietta attillata sotto la bandiera americana, cammina su una pista d’atterraggio con il presidente Trump o posa con la first lady Melania Trump.
L’esercito statunitense ha però chiarito che non esiste alcuna traccia dell’esistenza di una soldatessa di nome “Jessica Foster”. Instagram ha successivamente rimosso l’account in questione per violazione delle sue norme.
Il Washington Post ha scritto che il successo virale di Foster «mette in luce una strategia sempre più diffusa per catturare l’attenzione online. Una serie di account di destra, che diffondono patriottismo mescolato a pornografia soft, utilizzano immagini di donne false e immagini convincenti» per attirare le persone e monetizzarne l’interesse ottenuto.
Il profilo Instagram di Foster era originariamente collegato a un account OnlyFans. Dopo che la piattaforma a pagamento, nota per i contenuti per adulti, ha rimosso il profilo per violazione delle sue regole sulla verifica degli account, “Foster” ha indirizzato i propri follower su una piattaforma concorrente.
Si tratta di una tecnica in voga sui social media per convertire gli spettatori gratuiti in clienti paganti con contenuti più espliciti e a pagamento, continua sempre il WAPO. Sui social media spopolano profili che ritraggono donne generate con l’intelligenza artificiale che, in pose ammiccanti o con abiti succinti, si spacciano per avvenenti soldatesse, camioniste e agenti di polizia sostenitrici di Trump. In molti casi nei profili sono presenti link che rimandano a contenuti esclusivi a pagamento.
Un fenomeno simile è stato raccontato dalla BBC, che ha scovato su Instagram e TikTok circa sessanta account di influencer nere, con costumi da bagno o abiti succinti, generate dall’intelligenza artificiale, utilizzati per indirizzare gli utenti verso siti che promuovono contenuti sessualmente espliciti.
Uno di questi account ha anche utilizzato l’IA per manipolare video reali di una modella che vive in Malesia di nome Riya Ulan, alterando il tono della sua pelle per renderla nera. Questo avatar è stato poi mostrato mentre compiva azioni provocanti, mai presenti nei video reali di Ulan.
Uno di questi video manipolati ha raggiunto oltre 35 milioni di visualizzazioni su TikTok e 173 milioni su Instagram. «Non so se mi preoccupa di più che usino il mio video per promuovere i loro contenuti espliciti o che la gente ci creda davvero», ha detto la modella alla BBC.
Dopo la segnalazione ricevuta dall’emittente britannica, TikTok ha dichiarato di aver bannato 20 profili, mentre Meta ha comunicato di aver avviato un’indagine. Riya ha detto alla BBC che in passato aveva segnalato l’account IA a entrambe le piattaforme più volte, ma che i contenuti non erano stati rimossi.
Per Jeremy Carrasco, esperto di intelligenza artificiale che ha collaborato all’indagine della BBC, simili video «sono razzisti perché la loro esistenza perpetua una lunga storia di sfruttamento delle persone di colore». Da tempo, inoltre, diversi esperti denunciano come un simile uso dell’Intelligenza artificiale normalizzi stereotipi di genere, perpetuando misoginia.
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