
Il panico morale sul presunto traffico di bambini organizzato su Vinted
Da settimane influencer e semplici utenti in Europa stanno alimentando questa tesi cospirativa, ma a oggi non esiste alcuna prova della sua fondatezza
In Europa da diversi giorni circola con forza sui social media una teoria secondo cui su Vinted sarebbe in corso un traffico mascherato di bambini. La prova sarebbero vari annunci sospetti comparsi sulla nota piattaforma online, fondata nel 2008 in Lituania, che permette agli utenti di acquistare, vendere e scambiare articoli di seconda mano. Annunci di vendita poi denunciati online da influencer e semplici utenti che hanno alimentato voci incontrollate e panico morale.
Dopo le segnalazioni ricevute e la viralità della tesi cospirativa, in diversi Paesi europei (compresa l’Italia) sono state aperte delle indagini preliminari da parte delle forze dell’ordine, con lo scopo di verificare la fondatezza di simili accuse. Ad oggi, tuttavia, non sono emersi elementi concreti o prove di un traffico di bambini su Vinted e l’intera vicenda sembra assumere i contorni di una spregiudicata operazione di trolling.
Origine e diffusione della teoria
Lo scorso 15 giugno, “Djena_story”, un’influencer francese con oltre 20mila follower su Instagram e quasi 370mila su TikTok, ha pubblicato un video sui propri canali social per denunciare un presunto traffico di bambini in atto su Vinted. La clip è subito diventata virale, raggiungendo, a oggi, oltre 10 milioni di visualizzazioni e più di un milione di like.
Nel video “Djena_story” mostra una serie di presunti annunci in francese sulla piattaforma che presentano dettagli di vendita apparentemente strani. Ad esempio, un annuncio riguardava una piccola statuetta di una serie di pupazzetti lanciata nel 2021 da Burger King, la nota catena di fast-food statunitense, disponibile all’epoca con l’acquisto dei menù per bambini. Nell’annuncio una delle statuine viene messa in vendita a «30 0000,00» euro e nella descrizione del prodotto si legge in francese «7 ans / 122 cm Bon état» (in italiano, «7 anni / 122 cm Buone condizioni»). Uno screenshot di un altro annuncio mostra invece un fiore presentato come «raro», venduto a 21mila euro e descritto in questo modo: «Jusqu’à 1 mois / 50 cm Très bon état» (in italiano, «Fino a 1 mese / 50 cm Ottime condizioni»). Infine, in un terzo annuncio un peluche di Stitch, personaggio Disney, è venduto a 25mila euro e presentato in questo modo «1-3 mesi / 56 cm. Ottime condizioni».
Per l’influencer i dettagli presenti negli annunci mostrati sarebbero codici che i pedofili userebbero per nascondere un traffico segreto di bambini. «Prenderanno un oggetto innocuo e lo renderanno costosissimo, e ci saranno piccoli indizi che indicheranno se si tratta di una bambina o di un bambino. Per esempio, la rosa: sappiamo che è una bambina, conosciamo la sua taglia, è in ottime condizioni, ecc», afferma la donna nel suo video, per poi invitare i propri follower a condividerlo quanto più possibile per denunciare il tutto.
Nei giorni seguenti, altri influencer francesi hanno rilanciato la presunta notizia del traffico di bambini su Vinted, viralizzandola ancora di più, e mostrando altri presunti annunci contenenti le stesse caratteristiche indicate come “codici” da “Djena_story”. Uno di questi influencer mostra anche gli screenshot di una presunta chat avuta con una persona che aveva messo in vendita una statuetta di Mario Bros a 20mila euro. A una domanda diretta sull’età da parte dell’influencer, che si era finto interessato all’acquisto, la persona dietro l’altro account avrebbe risposto: «Un anno e mezzo». Poi, continua l’influencer nel video, «gli ho chiesto se fosse una bambina o un bambino e mi ha risposto che era un bambino. Stiamo parlando di una statuetta, che normalmente non ha sesso». Il video si conclude, come gli altri, con la richiesta di denunciare alle autorità questi contenuti “strani” nel caso ci si imbattesse su Vinted.
Video di simili denunce si sono diffuse successivamente a macchia d’olio in Germania, dove vari influencer e semplici utenti hanno pubblicato post e video con migliaia di like in cui rilanciano la teoria, mostrando anche screenshot di presunti annunci presenti in tedesco su Vinted. Anche in questo caso, gli articoli o i giocattoli vengono venduti a prezzi molto alti con delle descrizioni ritenute sospette perché non sembrano rispecchiare le caratteristiche del prodotto venduto, ma quelle di bambini.
La tesi è stata poi ripresa, in particolare su TikTok e X, in diversi Paesi europei, come Spagna e Italia, e arrivando fino agli Stati Uniti. La modalità è sempre la stessa: utenti e svariati content creator rilanciano queste voci, utilizzando screenshot di presunti annunci bizzarri o strani scovati su Vinted. In molti casi, si tratta degli stessi annunci iniziati a circolare a metà giugno, ma tradotti nelle rispettive lingue.
La risposta di Vinted
Contattata da Facta, la piattaforma lituana ha dichiarato che ad oggi «non è stata trovata alcuna prova credibile che colleghi gli annunci presenti su Vinted ad attività di traffico di minori». L’azienda ci ha inoltre rimandato a uno statement pubblico in cui si legge che nei casi in cui «gli annunci siano stati deliberatamente falsificati per alimentare questa discussione, li stiamo rimuovendo tempestivamente e stiamo adottando provvedimenti nei confronti degli account, compreso il blocco».
Vinted riporta anche di aver riscontrato, come conseguenza delle diffusione di simili voci online, un aumento dei commenti offensivi rivolti ai venditori di articoli di prezzo elevato, di membri che creano inserzioni con l’intento di “incastrare” presunti pedofili, «o che contattano altri utenti fingendo di essere acquirenti e minacciando di denunciarli alla polizia».
La piattaforma sottolinea poi che, «pur comprendendo la preoccupazione alla base di tali comportamenti, questo tipo di condotte costituisce una forma di molestia, rende più difficile per noi moderare efficacemente la piattaforma e può interferire con le indagini» in corso. Vinted aggiunge inoltre di star «collaborando strettamente con le autorità competenti mentre conducono le loro indagini».
Le indagini delle autorità
In Francia e in Germania, dove la viralità della tesi sembra essere al momento più forte, sono arrivate infatti alla polizia svariate richieste di indagare sul caso.
La procura di Nanterre, capoluogo del dipartimento Hauts-de-Seine, nella regione dell’Île-de-France, lo scorso 25 giugno ha comunicato di aver aperto un’indagine preliminare proprio a seguito di diverse segnalazioni da parte di utenti di internet riguardanti annunci sospetti sulla piattaforma di rivendita.
Sarah El Haïry, politica francese alla guida dell’Alto Commissario per l’Infanzia, ha annunciato su X di aver contattato Arcom – l’Autorità indipendente francese di regolamentazione della comunicazione audiovisiva e digitale – e la piattaforma Pharos – il portale ufficiale del governo francese per segnalare contenuti o comportamenti illegali su internet – per denunciare «l’esistenza di account sospettati di essere collegati al traffico di minori su Vinted». «Proteggere i bambini richiede la mobilitazione di tutti, ovunque, anche online», ha concluso El Haïry.
Intervistata da Le Journal des Femmes, El Haïry ha poi specificato di aver presentato queste denunce a «titolo precauzionale» (quindi non perché in possesso di elementi di prova concreti). «Preferisco che vengano svolte le indagini necessarie, anche se alla fine non si trova nulla, piuttosto che sapere che potrebbero esserci bambini vittime di abusi e che esiste una rete di traffico di esseri umani che opera attraverso questa piattaforma, e rendermi conto di non aver fatto abbastanza», ha dichiarato la politica francese.
Europe1 spiega che tutte queste segnalazioni sono giunte in un momento di forte mobilitazione nazionale delle autorità pubbliche francesi contro gli abusi sessuali sui minori. Il recente caso di Lyhanna – una bambina di 11 anni trovata morta nella provincia di Gers e per il cui omicidio è sospettato un uomo di 41 anni – ha infatti molto colpito l’opinione pubblica del Paese e riacceso il dibattito sulla tutela dei minori. Per questo motivo, continua il media francese, «le autorità hanno fatto di questa problematica una priorità». Ad oggi, comunque, non risultano essere state comunicate dagli inquirenti francesi conferme di questo presunto traffico di bambini su Vinted.
Anche in Germania varie autorità stanno indagando sulle segnalazioni ricevute, ma finora non è stato trovato alcun riscontro, riporta Tagesschau, il principale notiziario del primo canale televisivo dell’emittente pubblica tedesca ARD. Stando al media tedesco, l’Ufficio federale di polizia criminale (BKA) ha dichiarato che «Il fenomeno descritto è generalmente noto al BKA. In passato, sono state presentate diverse segnalazioni di presunto traffico di minori tramite annunci online. Tali segnalazioni non sono state comprovate all’epoca». La polizia dell’Assia, uno dei sedici Stati federati del Paese, ha comunicato inoltre di non avere prove attendibili «che si tratti di offerte effettivamente legate al traffico di minori o di esseri umani. Allo stesso modo, al momento non ci sono informazioni concrete che indichino un pericolo imminente per i minori», ma che invece «secondo le attuali evidenze, vi sono forti indizi che suggeriscono che si tratti di pubblicità ingannevoli». Chi indaga ritiene al momento che gli annunci segnalati siano prevalentemente falsi, «manipolati o decontestualizzati».
In un post su Instagram, anche la polizia di Francoforte ha comunicato che «sulla base delle informazioni attuali», ci sono invece forti indizi «che si tratti di annunci falsi» e per questo motivo ha invitato le persone «a non condividere screenshot o link a tali annunci di vendita senza prima verificarli», ma di segnalare in caso alle autorità un’offerta ritenuta sospetta. L’Ufficio centrale per la lotta alla criminalità informatica (ZIT) della Procura di Francoforte afferma di non aver trovato alcun tipo di traffico in codice di bambini su Vinted, ma non esclude in linea di principio una simile possibilità.
In l’Italia, in base a quanto risulta a Facta, la polizia postale ha avviato indagini sulla presunta esistenza del fenomeno denunciato online.
I risultati delle inchieste indipendenti
Con la viralità di questi screenshot di presunti annunci in codice per pedofili su Vinted, diverse realtà di fact-checking europee, in particolare quelle che lavorano in francese e tedesco, hanno svolto delle verifiche per attestare o meno la veridicità di simili accuse. In tutti i casi, nessuna verifica indipendente (comprese quelle di Facta) ha trovato al momento prove o riscontri oggettivi.
Innanzitutto, anche se è vero che le piattaforme online possono essere utilizzate per commettere frodi, adescamenti e molestie, sarebbe rischioso per una rete di pedofili pubblicare annunci “strani”, “bizzarri” e “sospetti”, che possano attirare in qualche modo l’attenzione dell’opinione pubblica e quindi di conseguenza delle autorità.
Lo scorso 23 giugno i fact-checker austriaci di Mimikama hanno ricostruito che gli screenshot divenuti virali «mostrano pubblicità vistose, di cattivo gusto o volutamente ambigue“. Tuttavia, prosegue Mimikama, «non dimostrano che i bambini vengano effettivamente venduti tramite Vinted. L’affermazione, in questa forma generalizzata, è fuorviante e segue uno schema tipico delle teorie del complotto: un prezzo elevato, il nome di un bambino, l’età o una descrizione strana vengono interpretati come un presunto “codice” senza alcuna prova credibile». Questo non significa che questi presunti annunci non vadano segnalati, specifica ancora la testata austriaca, «ma c’è una differenza cruciale tra una “pubblicità inquietante” e una “prova di tratta di minori”».
In diversi casi, inoltre, un ricerca su Vinted per risalire agli annunci mostrati nei video virali non ha portato ad alcun risultato. Molte volte gli screenshot virali delle inserzioni sospette non erano accompagnati da un link che rimandasse all’annuncio effettivo sulla piattaforma di vendita. C’è quindi la probabilità che alcuni screenshot in questione possano essere stati creati appositamente per manipolare e ingannare l’opinione pubblica. Vinted potrebbe anche averne cancellati altri e bloccato gli utenti. Quei venditori “citati” nei video, rintracciati dall’agenzia di stampa francese Agence France-Presse (AFP), hanno assicurato invece di vendere effettivamente giocattoli.
Der Spiegel spiega poi che dietro questi annunci ci potrebbero essere ragioni differenti. «Prendiamo ad esempio gli annunci con prezzi eccessivamente alti: oltre agli oggetti da collezione di valore, potrebbe trattarsi di una tattica deliberata da parte di chi sceglie prezzi gonfiati per negoziare il prezzo reale o perché non ha intenzione di vendere i propri prodotti direttamente tramite Vinted». «Se altri utenti li contattano tramite chat, la vendita può essere gestita privatamente, aggirando il sistema di Vinted con la sua commissione di protezione dell’acquirente e la trasmissione di alcuni dati del venditore alle autorità fiscali», scrive il sito d’informazione tedesco. Le cifre esorbitanti che si possono trovare per oggetti apparentemente di poco valore economico possono essere spiegate anche con gli errori commessi da chi pubblica l’annuncio. Alcuni account che avevano messo prezzi sospetti perché troppo alti per semplici oggetti hanno ammesso ai media che li hanno contattati di aver digitato in maniera errata il prezzo e di averlo corretto immediatamente.
Per quanto riguarda poi la stranezza in alcune descrizioni presenti nei testi degli annunci, questa potrebbe essere spiegata anche con gli errori e imprecisioni della funzione di traduzione integrata della piattaforma. Anche la questione del perché l’età venga inclusa negli annunci di giocattoli o peluche si ricollega alla logica di Vinted, precisa sempre Der Spiegel: «Paradossalmente, la piattaforma richiede “la taglia indicata sull’etichetta” anche quando si pubblicano annunci di statuette di plastica o mattoncini Lego, utilizzando categorie predefinite come “Prematuro”, “Neonato”, “18-24 mesi” e così via, che normalmente si riferiscono alle taglie di abbigliamento».
I fact-checker francesi di 20Minutes hanno poi verificato che la stessa voce complottista sul traffico di bambini su Vinted è stata alimentata anche da falsi annunci creati da utenti per dare la caccia a pedofili immaginari. Dopo aver contattato vari account che avevano pubblicati annunci sospetti (poi rivelatisi infondati), i giornalisti hanno ricevuto la risposta da parte di una persona che ha dichiarato che con il suo annuncio di un giocattolo stava effettivamente vendendo per migliaia di euro una bambina di 7 anni. Dopo ulteriori verifiche e la segnalazione alle forze dell’ordine, è però emerso che si trattava di una messinscena di un ragazzo di 17 anni. «Ho visto il video di Djena (l’influencer francese citata all’inizio del nostro articolo, ndr) e poi mi sono imbattuto in un altro video. Un ragazzo aveva pubblicato un annuncio su Vinted per truffare i pedofili che comprano bambini», ha detto l’adolescente a 20Minutes, ammettendo che, «per scherzo» e per «fare un po’ di soldi alle spalle dei pedofili», ha pubblicato questo annuncio cercando di vendere online una bambina immaginaria per 12mila euro.
Il ritorno di una vecchia teoria cospirativa
Non è la prima volta che una teoria simile su Vinted si diffonde sui social media. Nel 2023 in Francia su TikTok era diventata virale la voce che la piattaforma ospitasse annunci di natura pedofila. Le presunte prove, anche in quel caso, erano in articoli venduti a prezzi apparentemente gonfiati, accompagnati spesso da indicazioni di taglia ed età. In quel caso era poi emersa l’infondatezza di simili teorie.
Come aveva analizzato all’epoca Les Décodeurs, la sezione di fact-checking di Le Monde, l’origine di queste speculazioni derivava da una teoria del complotto priva di qualsiasi riscontro risalente al luglio 2020 negli Stati Uniti e legata a QAnon, secondo cui Wayfair, un rivenditore online americano di articoli per la casa, vendesse bambini dietro annunci pubblicitari di mobili con nomi e prezzi ritenuti sospetti. In quell’occasione alcuni utenti avevano ipotizzato «che un cuscino di nome Duplessis, in vendita a 9.999 dollari (9.140 euro), fosse un nome in codice per Sara Duplessis, una ragazzina di 13 anni scomparsa. Chi sosteneva questa teoria sembrava ignorare che la ragazza fosse stata ritrovata sana e salva due giorni dopo la sua fuga», avevano spiegato i fact-checker francesi.
Tre anni fa, commentando questa vicenda su Radio France, Rudy Reichstadt, giornalista francese e fondatore e direttore dell’osservatorio del complottismo Conspiracy Watch, 007, aveva dichiarato che in questi casi, al di là della teoria del complotto in sé, «ciò che è davvero notevole è l’emergere della figura del cittadino-investigatore, nata con il caso Kennedy e che oggi assume una nuova dimensione grazie agli strumenti tecnologici, a internet e agli smartphone, che consentono un approccio collaborativo in cui tutti contribuiscono alla costruzione della teoria del complotto». Per questo motivo, aveva continuato Reichstadt, «non è mai stato così facile erigere teorie del complotto così vaste, imponenti e intimidatorie come cattedrali cospirazioniste, dove tutto è simbolico, dove tutto ha un senso».
- No, Cristiano Ronaldo non ha inviato due jet con forniture mediche ai terremotati del VenezuelaNo, Cristiano Ronaldo non ha inviato due jet con forniture mediche ai terremotati del Venezuela
- Questo video di una tifosa ai Mondiali mentre si asciuga la canottiera bagnata d’acqua è falsoQuesto video di una tifosa ai Mondiali mentre si asciuga la canottiera bagnata d’acqua è falso
