Logo
Questi atti vandalici alle chiese non sono stati commessi da migranti marocchini a Ceuta

Questi atti vandalici alle chiese non sono stati commessi da migranti marocchini a Ceuta

24 agosto 2026
Condividi
  • Su X, le persone marocchine arrivate a Ceuta a fine luglio 2026 sono state accusate di aver vandalizzato la croce sul tetto di una chiesa e di averne bruciata una (entrambi ripresi in video).
  • Quei due episodi ripresi non hanno niente a che fare con la crisi migratoria di luglio e agosto 2026 a Ceuta.
  • I due episodi sono accaduti tempo fa in India e in Spagna, e le persone coinvolte non erano marocchine.

Il 21 agosto 2026 è stato pubblicato su Instagram il filmato di un uomo che sta cercando di togliere la croce dal tetto di una chiesa. Successivamente, viene mostrata la clip dell’entrata di una chiesa in fiamme. 

Nella descrizione si legge che questi episodi sarebbero successi «molto recentemente a Ceuta» per mano di persone marocchine.

Nell’exclave spagnola su territorio africano, a fine luglio decine migliaia di persone provenienti dal Marocco sono entrate attraversando il confine senza documenti regolari. 

Il video è stato presentato in maniera fuorviante, e diffonde una notizia falsa.

Quei due episodi ripresi non hanno niente a che fare con la crisi migratoria di luglio e agosto 2026 a Ceuta.

Il primo video infatti riprende un membro dell’Hindu Jagran Manch – un gruppo nazionalista indù di destra affiliato all’organizzazione paramilitare Rashtriya Swayamsevak Sangh (RSS) di cui il primo ministro indiano Narendra Modi è un membro – vandalizzare una chiesa protestante in ristrutturazione a Buri Bot Tola, nella zona di Subhasgram a Sonarpur, nello Stato indiano del Bengala Occidentale, dove risiede una piccola comunità di famiglie cristiane. L’atto vandalico, riporta The Indian Express, è successo nel primo pomeriggio di domenica 5 luglio 2026, quando un centinaio di persone si trovava in chiesa per fare dei lavori di ristrutturazione.

L’incendio mostrato nella seconda registrazione, invece, era scoppiato il 3 maggio 2024 al Monastero della Concezione Francescana di Cuenca, in Spagna, dopo che era stato appiccato da un uomo di 55 anni con precedenti per disordini pubblici. Il responsabile, identificato dalle forze dell’ordine, è stato successivamente condannato a cinque anni di reclusione e al risarcimento dei danni causati. Nessuna testata aveva riportato che si trattava di una persona marocchina.

Potrebbero interessarti
Segnala su Whatsapp