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No, questo non è un brevetto di Pfizer che prevede di “tracciare a distanza” le persone vaccinate

No, questo non è un brevetto di Pfizer che prevede di “tracciare a distanza” le persone vaccinate

29 maggio 2026
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  • Circola su Facebook un presunto brevetto di Pfizer che punta a tracciare a distanza, tramite la connessione internet, le persone vaccinate.
  • È un contenuto fuorviante.
  • Il brevetto è reale, ma non è di Pfizer e il suo obiettivo è invece quello di contrastare la diffusione della Covid-19, utilizzando il bluetooth nei cellulari per determinare il potenziale grado di infettività di un individuo in base ai suoi movimenti.

Il 30 aprile 2026 è stato pubblicato su Facebook un post in cui si legge che nel 2021 sarebbe stata approvata una domanda di brevetto presentata dalla casa farmaceutica statunitense Pfizer in cui si prevede di «tracciare a distanza» le persone vaccinate in tutto il mondo connesse a internet «tramite una connessione quantistica utilizzando frequenze a microonde pulsate di 2,4 GHz o superiori provenienti da torri cellulari e satelliti». 

Nel post è presente anche lo screenshot della domanda di brevetto in questione intitolata “​​Methods and systems of prioritizing treatments, vaccination, testing and/or activities while protecting the privacy of individuals” (in italiano, “Metodi e sistemi per dare priorità a trattamenti, vaccinazioni, test e/o attività nel rispetto della privacy degli individui”) e datata 31 agosto 2021.

È un contenuto fuorviante che circola online dal 2021 e diffonde una notizia falsa.

Il documento citato nel post in analisi è reale, ma non appartiene a Pfizer e non prevede di tracciare le persone vaccinate connesse a Internet.

La domanda di brevetto in questione è stata presentata negli Stati Uniti il 30 novembre 2020 da Gal Ehrlich e Maier Fenster, due avvocati specializzati in brevetti, e accolta dall’Ufficio brevetti degli Stati Uniti il 31 agosto 2021. Contatti all’epoca dai fact-checker di AFP Ehrlich e Fenster avevano spiegato che il brevetto era stato concepito tra aprile e maggio 2020 durante le prime fasi della pandemia di Covid-19 – prima cioè che i vaccini contro il Sars-CoV-2 fossero disponibili per la campagna di vaccinazione globale – e chiarito che il loro progetto non aveva alcun legame con Pfizer o con qualsiasi altro produttore di vaccini. A sua volta anche Pfizer aveva confermato all’agenzia di stampa internazionale di non aver mai presentato una simile domanda di brevetto.

I due avvocati avevano spiegato sempre ad AFP che il brevetto riguarda un sistema che sarebbe servito per combattere la diffusione della Covid-19 utilizzando il bluetooth nei cellulari per determinare il potenziale grado di infettività di un individuo in base ai suoi movimenti. «L’implementazione di questo approccio potrebbe avvenire tramite il conteggio delle interazioni sociali, monitorando le interazioni Bluetooth tra i telefoni cellulari degli individui che interagiscono socialmente, in un modo tecnologicamente simile a quello comunemente noto come tracciamento digitale dei contatti», aveva spiegato Gal Ehrlich.

Ad oggi, ha dichiarato il 15 maggio 2026 l’avvocato, non ci sono state richieste da parte di aziende farmaceutiche o governi per adottare il loro sistema di tracciamento.

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