- Circola su Facebook la notizia che in un documento di Pfizer si leggerebbe che l’infezione da hantavirus sarebbe un effetto avverso del vaccino anti-Covid.
- È un contenuto presentato in maniera ingannevole.
- Il documento di Pfizer esiste, ma da nessuna parte c’è scritto quanto sostenuto nei post analizzati. L’OMS ha confermato che si tratta di una notizia del tutto infondata.
Il 7 maggio 2026 su Facebook è stato pubblicato un video in cui viene mostrato che in un presunto documento in inglese redatto dalla casa farmaceutica Pfizer del 2021 si legge a pagina 33 che tra i possibili eventi avversi del vaccino anti-Covid ci sarebbe anche l’infezione polmonare da Hantavirus.
Il riferimento è al focolaio del ceppo andino di hantavirus segnalato il 2 maggio 2026 dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) a bordo della nave da crociera Mv Hondius, con finora 8 casi identificati e 3 decessi. La nave è sbarcata il 10 maggio a Tenerife tra rigide misure sanitarie.
Il post in analisi presenta in maniera fuorviante un documento reale, diffondendo una notizia falsa.
Innanzitutto, come spiegato dall’Istituto superiore di sanità (ISS), gli hantavirus sono virus zoonotici che infettano naturalmente i roditori e vengono occasionalmente trasmessi all’uomo: nelle Americhe i virus Andes (ANDV) causano la sindrome cardiopolmonare da hantavirus (HCPS) che colpisce polmoni e cuore, mentre in Europa e in Asia i virus Puumala e Dobrava sono noti per causare la febbre emorragica con sindrome renale (HFRS), che colpisce principalmente i reni e i vasi sanguigni. Tuttavia, come ha precisato l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), l’hantavirus identificato a bordo della nave non è come il Sars-CoV-2 (il coronavirus che ha causato la pandemia di Covid-19) perché si diffonde in modo molto diverso: la trasmissione da uomo a uomo è possibile, ma il rischio di infezioni a livello globale rimane basso.
Passiamo al documento citato nel post in analisi. Si tratta di un testo utilizzato più volte dalla disinformazione antivaccinista negli anni passati per diffondere notizie false e infondate sui vaccini contro la Covid-19.
Il documento in questione si intitola “CUMULATIVE ANALYSIS OF POST-AUTHORIZATION ADVERSE EVENT REPORTS OF PF-07302048 (BNT162B2) RECEIVED THROUGH 28-FEB-2021”, è composto da 38 pagine ed è stato redatto dalla casa farmaceutica Pfizer. È stato ottenuto il 17 novembre 2021 dal collettivo Public Health and Medical Professionals for Transparency, un’organizzazione non-profit che si batte per la pubblicazione e la condivisione dei dati scientifici dei vaccini anti-Covid. A settembre 2021 l’organizzazione aveva chiesto attraverso un Foia (Freedom of Information Act, una richiesta di accesso ai documenti della pubblica amministrazione) la pubblicazione dei dati su cui la Food and Drug Administration (FDA), l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, si era basata per autorizzare il vaccino prodotto da Pfizer.
A pagina 33, nell’appendice 1 intitolata “LIST OF ADVERSE EVENTS OF SPECIAL INTEREST” (in italiano “Lista di eventi avversi di interesse particolare”), compare la dicitura «Hantavirus pulmonary infection» (in italiano “Infezione polmonare da hantavirus”). Questo però non significa che tra le possibili reazioni avverse del vaccino da Covid-19 di Pfizer ci sia questo tipo di infezione polmonare.
Come si legge infatti a pagina 5, il testo contiene i dati presenti nel database Pfizer sulla sicurezza del proprio vaccino in base alle segnalazioni degli eventi avversi ricevuti per un periodo di tre mesi, cioè tra l’11 dicembre 2020 (data in cui la FDA ha autorizzato il vaccino per l’uso di emergenza) e il 28 febbraio 2021. Le segnalazioni, che provengono sia dagli Stati Uniti che da altri Paesi, sono di diverso tipo: spontanee alla casa farmaceutica, casi segnalati alle autorità sanitarie nazionali, report clinici di possibili reazioni avverse e altro.
Sempre a pagina 5 e in quella successiva vengono spiegati la metodologia utilizzata e quali limiti di lettura presentano queste segnalazioni. Queste sono influenzabili da diversi fattori esterni, in alcuni casi si tratta di informazioni incomplete e, inoltre, sono state raccolte anche indipendentemente dalla valutazione del nesso di causalità tra l’evento avverso e la somministrazione del vaccino, si legge nel documento. La stessa Pfizer nel documento specifica che «una raccolta di segnalazioni di eventi avversi non indica necessariamente che un particolare evento è stato causato dal farmaco; piuttosto, l’evento può essere dovuto a una malattia pregressa o a qualche altro fattore». Questo quindi significa che le segnalazioni di possibili eventi avversi contenute nel documento non indicano un rapporto certificato di causa ed effetto con la somministrazione del vaccino Pfizer.
La dicitura «Hantavirus pulmonary infection» è presente nell’appendice 1 del documento riguardante gli “Adverse Events of Special Interest (AESI)”. Come spiega l’OMS «un AESI è un evento clinicamente rilevante prestabilito che potrebbe essere causalmente associato a un vaccino e che deve essere attentamente monitorato e confermato da ulteriori studi specifici». Quindi l’infezione polmonare da hantavirus citata nel doc fa parte di un lungo elenco di possibili situazioni che, nel caso si fossero presentate durante il periodo di studio, sarebbero dovute essere analizzate con attenzione. Non esiste nessuna prova che dimostri che l’infezione da hantavirus sia stata indicata come un possibile effetto avverso del vaccino anti-Covid. La stessa OMS ha smentito questa notizia infondata.
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