- Circola su Facebook un video che ritrarrebbe schiave sessuali in vendita nei mercati locali della Siria.
- È un contenuto fuorviante.
- Il filmato mostra in realtà un momento di una performance artistica del 2023 in Iraq.
Il 14 luglio 2026 su Facebook è stato pubblicato un video che ritrae un uomo vestito con una tunica che scopre il volto coperto da un velo nero a un gruppo di donne in fila incatenate. La scena sembra verificarsi in una piazza.
Chi ha condiviso il filmato ha scritto che la scena mostrerebbe «schiave sessuali in vendita nei mercati locali della Siria», aggiungendo un commento di critica contro quella che definisce la «cultura islamica».
È un contenuto presentato in maniera fuorviante, utilizzata per diffondere disinformazione islamofoba.
Il video in analisi mostra in realtà una performance artistica intitolata “The Unheard Screams Of The Ezidkhan Angels” (in italiano “Le urla inascoltate degli angeli di Ezidkhan”) ideata e diretta nel 2023 dall’artista curda Aryan Rafiq ed eseguita a nella città di Erbil, in Iraq.
Contattata da Reuters, l’artista ha confermato che il filmato ritrae un momento in cui un passante (l’uomo con la tunica) si è imbattuto nelle riprese della performance, e spiegato che l’intento dell’opera era trattare il tema della schiavitù sessuale delle donne e delle ragazze yazide (una tribù di orgine e lingua curda, ndr) durante l’occupazione nel 2014 della Siria e dell’Iraq da parte dell’organizzazione terroristica autoproclamatasi “Stato islamico”.
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