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La TV dei complottisti ha chiuso i battenti

Il canale era stato lanciato nel 2021 da Byoblu, che ora ha comunicato che sono mancate le donazioni dei sostenitori per continuare le trasmissioni

8 maggio 2026
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Lo scorso 5 maggio Byoblu.com, sito di cui negli anni ci siamo occupati più volte per aver diffuso diversi contenuti disinformativi e complottisti, ha annunciato la chiusura del suo canale televisivo sul digitale terrestre. 

Lanciato nel 2021, il canale era stato denominato “La Tv dei cittadini” e presentato da Claudio Messora, fondatore del sito nel 2007 ed ex capo comunicazione del Movimento 5 stelle durante la gestione di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, come uno progetto di «informazione indipendente» sovvenzionato «grazie agli abbonamenti e le donazioni volontarie».

«I soldi necessari per sostenere il canale questo mese, dunque per pagare la trasmissione sul digitale terrestre, non sono entrati. Ad oggi abbiamo raccolto solo il 38 per cento del fabbisogno di aprile, e il 4 per cento di quello di maggio», si legge nel comunicato di Byoblu con cui viene annunciato lo spegnimento del canale. Nel testo si spiega che è venuto meno il sostegno economico da parte di molti dei sostenitori, che invece era stato garantito negli anni precedenti (secondo i dati forniti dallo stesso sito, per 5 anni le trasmissioni sono andate in onda al costo di 250 mila euro al mese). 

Versione che è stata contraddetta però da un successivo comunicato redatto dalla redazione del sito. Nel testo pubblicato sempre su Byoblu il 6 maggio si sostiene infatti che «l’attuale stato di crisi non possa essere imputato ad un calo della partecipazione, né siamo d’accordo nel colpevolizzare il pubblico», ma che la responsabilità sia da additare a «scelte gestionali discutibili prese nel corso degli ultimi anni senza che la redazione sia mai stata coinvolta e di cui oggi paghiamo le conseguenze». 

L’idea di avere un proprio canale televisivo era stata proposta da Messora dopo che ad aprile di cinque anni fa YouTube aveva chiuso l’account ufficiale di Byoblu, attivo da 14 anni e che contava oltre 500mila iscritti. All’epoca la piattaforma video di Google aveva spiegato che la decisione era stata presa per le diverse violazioni da parte del profilo delle «nostre norme sulla disinformazione in ambito medico relativamente al COVID-19, introdotte nella primavera del 2020 in accordo con gli impegni presi con le istituzioni dell’UE per contrastare la disinformazione correlata al coronavirus», mentre Messora aveva parlato di «censura». 

Già nel 2017 sempre Google aveva tolto a Byoblu la possibilità di guadagnare grazie al proprio programma pubblicitario Adsense perché ritenuto un sito non affidabile per i contenuti pubblicati, insieme ad altri 200 siti online contro cui era stata presa la stessa decisione. Messora aveva commentato che la decisione dell’azienda informatica statunitense era un effetto «della campagna contro le cosiddette “fake news” (ma in realtà con l’obiettivo di colpire l’informazione libera e indipendente), orchestrata da Hillary Clinton, dal Parlamento Europeo, da Laura Boldrini, da Angela Merkel e da tutti quelli che hanno paura che l’informazione libera possa scalzare i loro privilegi e la loro posizione di forza». Non esistono prove tuttavia a sostegno di questa tesi.

Nel 2020, inoltre, NewsGuard, progetto di monitoraggio dei media che si occupa di analizzare le dinamiche della disinformazione a livello internazionale, aveva classificato il sito fondato da Claudio Messora come una delle principali fonti in Europa di disinformazione sulla pandemia di Covid-19 e sui vaccini. Secondo poi un’altra analisi del 2022, NewsGuard ritiene che Byoblu «pubblichi contenuti falsi, non raccolga e non presenti le informazioni in modo responsabile e non eviti titoli ingannevoli». Nel tempo, non a caso, il sito è stato più volte oggetto delle analisi delle organizzazioni di fact-checking italiane. 

In un approfondimento di giugno scorso, su Facta avevamo raccontato come diversi siti e canali di disinformazione scientifica nel mondo avessero cominciato durante la pandemia di Covid-19 a promuovere e a vendere integratori alimentari come parte parte integrante di una narrazione complottista secondo cui il benessere “naturale” diventa un atto di dissenso simbolico verso il “sistema” medico e istituzionale. È in questo contesto che in Italia, a novembre 2021, Byoblu ha annunciato il lancio sul mercato di una propria linea di integratori chiamata “Special Byo”. Nel video promozionale dedicato ai prodotti, Messora aveva dichiarato che con il lancio di questa linea di integratori «ristabiliamo un principio: non soltanto di Pfizer e Moderna è fatta la medicina, ma è fatta anche di rimedi naturali, fitoterapici, integratori». 

Nel nostro articolo avevamo raccontato come uno dei primi prodotti della linea Special Byo era un integratore a base di vitamina C (acido ascorbico), vitamina D e zinco. Negli anni della fase emergenziale della pandemia sono circolate numerose teorie infondate sui presunti effetti curativi di questi tre elementi nel trattamento della Covid-19. Lo stesso Byoblu aveva rilanciato queste teorie a inizio 2021 in diversi articoli, tra cui un’intervista ad Adriano Panzironi, un imprenditore noto per le sue posizioni molto controverse nel campo della salute e della nutrizione, e di recente condannato per esercizio abusivo della professione medica. In quell’intervista, Panzironi aveva esortato il ministero della Salute italiano a fornire gratuitamente integratori di vitamina C e D per “potenziare” il sistema immunitario dei cittadini contro il Coronavirus. Tuttavia, già nel 2021 la vitamina C la vitamina D (e neppure lo zinco) erano state ritenute utili dalla comunità scientifica nel prevenire o nel curare un’infezione di coronavirus già in corso.

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