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Perché le donne sono ossessionate dal gay romance

Nelle storie d’amore gay i protagonisti non presentano una disparità di genere e le loro asimmetrie hanno meno peso nello sguardo del pubblico, specie femminile

23 gennaio 2026
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Uscita a fine 2025, la serie TV canadese “Heated Rivalry”, che racconta la storia d’amore tra due giocatori di hockey sul ghiaccio, ha subito ottenuto un ampio successo a livello internazionale, in particolare tra il pubblico femminile. Ancora una volta il gay romance tiene molte donne, soprattutto etero e bisessuali, incollate allo schermo. Qual è il motivo di questo interesse?

La serie TV canadese è tratta dalla saga “Game changer” di Rachel Reid, un insieme di libri che appartengono al genere smut, particolarmente virale su TikTok, composto da storie romantiche con un alto contenuto erotico pensato per uno sguardo femminile. “Heated Rivalry” si colloca in particolare all’interno dell’hockey romance, un sottogenere letterario che ha tanto successo da essere utilizzato da alcune squadre della National Hockey League (NHL) canadese nelle proprie campagne di marketing, e racconta la storia d’amore clandestina tra il canadese Shane Hollander (Hudson Williams) e il rivale russo Ilya Rozanov (Connor Storrie). Lo stesso hockey come disciplina sportiva ha recentemente attirato tanta attenzione da parte del pubblico femminile da essere definito su TikTok “the boy aquarium”, cioè un luogo dove osservare gli uomini interagire tra loro dietro un vetro.

Prodotta dalla piattaforma canadese Crave, con poco più di 4 milioni di abbonati, la serie ha ricevuto talmente tanto entusiasmo dopo l’uscita del trailer che il fandom dei libri da cui è tratta ha iniziato a condividere online consigli su come vedere gli episodi fuori dal Paese in modo non legale. Per questo poco prima del lancio, HBO Max ne ha acquistato i diritti, rendendola disponibile per un pubblico nettamente più ampio. In Italia arriverà a febbraio.

Prima del successo di questa serie TV, il pubblico femminile aveva nutrito una forte passione per altri gay romance come “Red, White & Royal Blue” (dal libro di Casey McQuiston), “Fellow Travelers” (dal romanzo di Thomas Mallon), “Heartsopper” (dai fumetti di Alice Oseman), “Young Royals” (di Lisa Ambjörn), “Chiamami col tuo nome” (dal romanzo di André Aciman) e “Brokeback Mountain” (da quello di Annie Proulx). A ciò si aggiunge un’enorme produzione di storie simili, spesso ad alto contenuto erotico, su Wattpad e tra i manga BL (Boy’s Love o Yaoi).

Già nel 2022 un sondaggio tra il pubblico di Archive of Our Own (AO3), piattaforma di fanfiction, ha rilevato che la maggior parte di chi legge storie MM (Male/Male o MLM, Men Loving Men, con due protagonisti maschili) si identifica come donna cisgender. L’ha confermato anche Jacob Tierney, produttore di “Heated Rivalry”, in un’intervista per Teen Vogue: «La fanbase segreta di questo genere è composta da donne, e questo è un target molto più ampio delle sole persone queer o degli uomini queer». E non è solo il pubblico del gay romance a essere prettamente femminile. Anche a firmare i libri e la fanfiction da cui nascono film e serie TV sono soprattutto donne, per la maggior parte eterosessuali.

Ciò ha sollevato un’accusa di feticismo, per cui le autrici sfrutterebbero i personaggi gay per soddisfare le fantasie erotiche proprie e del proprio pubblico e per incrementare le vendite. Questa critica si estende anche al pubblico femminile di libri, fanfiction, manga, film e serie TV che ritraggono due uomini gay alle prese con la loro relazione amorosa e sessuale. 

Il rischio di oggettificare i protagonisti di queste narrazioni è presente, tra club night in cui le scene erotiche vengono proiettate sugli schermi e accolte dalle grida del pubblico, ed edit (video creati dai fan montando diverse clip su una base musicale) diffusi sui social media. Eppure nel corso degli ultimi anni qualcosa è cambiato: i modelli di maschile e femminile che le donne ritengono interessanti e il modo in cui si relazionano.

Meno sessismo

Anche nel gay romance sono diffusi i trope, cioè degli schemi narrativi e luoghi comuni che si ripetono in modo fisso. I più apprezzati sono: Enemies to Lovers, Friends to Lovers, Fake Relationship e Love Triangle. Se nelle storie d’amore eterosessuali questi stessi schemi narrativi vengono visti come cliché dai toni sessisti, in questo genere dinamiche simili acquistano altre letture.

Con due uomini come protagonisti, spesso in contesti omofobi come il mondo dello sport, non è così rilevante che uno abbia più potere, salvi o prenda le decisioni al posto dell’altro, come spesso accade nelle narrazioni rosa. Il gay romance viene letto come genere narrativo in cui il sessismo pesa in modo minore e i ruoli sono maggiormente simmetrici. Il focus di queste storie è spesso più sul desiderio e meno sui cliché del corteggiamento eterosessuale standard.

Secondo l’autrice di romanzi MM Lucy Lennox, c’è anche una questione di immedesimazione. Intervistata per la testata In Magazine, Lennox spiega che davanti a una storia d’amore eterosessuale le donne sono solite immedesimarsi nella componente femminile della coppia, spesso rappresentata in modo stereotipico. Quando assistono al dipanarsi di una relazione tra due uomini (o tra due donne), invece, possono liberamente immedesimarsi in entrambi.

A ciò si aggiunge il modo in cui il sessismo ha un impatto sul senso di sicurezza provato dalle spettatrici e dalle lettrici. I personaggi maschili del gay romance non rappresentano una minaccia sessuale per il pubblico femminile e quindi producono un livello di comfort diverso da quello delle vicende rosa eterosessuali. In queste ultime uno squilibrio di potere e una relazione che ancora deve diventare stabile e sana non possono che essere letti come tratti potenzialmente tossici, problematici o addirittura violenti.

Nelle storie d’amore ed erotiche gay, invece, i protagonisti non presentano una disparità di genere e le loro asimmetrie hanno meno peso allo sguardo del pubblico. Come riporta Lucy Neville nel suo libro “Girls Who Like Boys Who Like Boys: Women and Gay Male Pornography and Erotica”: «Non è tanto che le lettrici di M/M espliciti vogliano diventare uomini, piuttosto vogliono l’intensità sessuale, il godimento sessuale, la libertà di scegliere che generalmente è concessa solo agli uomini e ai personaggi maschili. […] Quando leggono M/M SEM [Sexually Explicit Material] le donne non solo possono ammirare sessualmente un eroe, ma possono anche diventare un eroe».

La loro interazione risulta più piacevole anche quando riflette dei cliché. Quando un uomo, anche se caratterizzato in modo stereotipato come meno virile, compie l’azione che farebbe una donna in un romanzo rosa eterosessuale, il pubblico la percepisce come una scelta, non come risultato di un’imposizione data dagli standard sociali.

Il fandom femminile, quindi, si sente intrattenuto non nel vedersi rappresentato, mancando protagoniste di spessore, ma nell’osservare l’interazione tra non uno ma ben due fidanzati emotivamente intensi e coinvolti che agiscono sullo stesso piano. Proprio a questo proposito, sul BookTok, la bolla di TikTok dedicata ai libri, è in uso l’espressione «I want two boyfriends and I want the boyfriends to be boyfriends».

Ciò vale anche per le scene erotiche. Gli episodi più impetuosi tra uomini sono infatti percepiti come frutto di negoziazione e consenso. Quando le stesse scene vedono una coppia eterosessuale come protagonista, sono interpretate come campanelli d’allarme per una possibile violenza, a meno che non vengano ben contestualizzate in una dinamica BDSM esplicita. Risulta quindi più sicuro per una donna fruire di narrazioni MM, in cui non dovrà valutare costantemente se la scena a cui sta assistendo abbia una matrice sessista o oggettificante.

Meno mascolinità tossica

L’interesse del pubblico femminile si accende inoltre grazie a personaggi che si discostano da un modello di mascolinità tossica. La sessuologa Casey Tanner ha spiegato alla testata Women’s Health che osservare due protagonisti maschili che, in un contesto solitamente intriso di machismo, agiscono sovvertendo il copione, «permette a molte donne etero e bisessuali di sperimentare indirettamente il tipo di vulnerabilità maschile e di devozione che bramano nella propria vita».

Molte testimonianze parlano del fascino di vedere due uomini, a volte idealizzati, interagire in modi che nelle relazioni eterosessuali sono spesso scoraggiati o stigmatizzati perché considerati non virili: vulnerabilità, tenerezza, bisogno dell’altro, comunicazione esplicita del desiderio e del dolore. In queste narrazioni – in cui sempre più spesso sono presenti anche uomini dichiaratamente bisessuali oltre a quelli gay – il romance diventa uno spazio in cui la maschilità può uscire dai codici di dominio, distanza emotiva e prestazione. Ѐ proprio questa dinamica a interessare alle donne. «I loro corpi rispondono alla tenerezza, all’ossessione reciproca, ai tabù e allo smantellamento della rigida mascolinità, piuttosto che al fatto che siano due uomini», spiega Tanner.

Anche l’identità gay ha subito una trasformazione. Come evidenzia Adrian Daub, docente di letteratura comparata e studi di genere alla Stanford University, in un articolo del The Guardian: «La serie [“Heated Rivalry”] sembra fare di tutto per dire che essere gay è molto maschile, ed è esattamente il motivo per cui alla gente piacciono quelle storie d’amore classiche, in cui l’omosessualità è un naturale traboccare di energia maschile. […] Una sorta di mascolinità non tossica ma anche non ansiosa, una mascolinità che non richiede costantemente alle donne di affermarla» o di prendersene cura affinché ci sia una crescita emotiva. La giornalista Liz Plank sostiene infatti che in show come “Heated Rivalry” la mascolinità è un progetto che non richiede le donne per essere realizzato. «Le donne non vogliono guardare le donne correggere gli uomini. Vogliono guardare gli uomini che correggono gli uomini».

Lontane dall’eterosessualità

Un’ulteriore questione riguarda il tema sollevato dal discusso articolo di Chanté Joseph per Vogue, “Is Having a Boyfriend Embarrassing Now?”. Nell’articolo, a partire dal fatto che sempre più donne non postino online le fotografie esplicite dei loro fidanzati perché si vergognano di avere delle relazioni con gli uomini, si arriva a comprendere come essere eterosessuali sembra non essere più interessante per un numero crescente di donne. 

Per descrivere le espressioni di rimpianto, imbarazzo e disperazione delle donne eterosessuali nei confronti delle proprie relazioni e del proprio orientamento sessuale, la studiosa di genere Asa Seresin ha coniato il termine “eteropessimismo”. La sociologa Jane Ward la definisce “tragedia dell’eterosessualità”, con cui non fa riferimento solo alla dinamica sessuale e relazionale, ma a un’intera cultura che regola il rapporto tra generi e che viene percepita con sempre più sofferenza dalle donne eterosessuali.

Alla luce di questo eterofatalismo – una rassegnazione davanti alla percezione che le relazioni eterosessuali siano intrinsecamente deludenti – anche fruire storie d’amore tra una donna e un uomo ha perso un po’ del suo interesse. Per alcune spettatrici guardare romance basati su coppie eterosessuali, caratterizzate da cliché tradizionali e stereotipi sessisti è imbarazzante. Il pubblico femminile trova più stimolante quando al centro della narrazione c’è una coppia di persone dello stesso genere, in particolare due uomini.

Le storie MM sono apprezzate inoltre dalle donne lesbiche e queer e da quelle che si stanno ponendo delle domande sulla propria sessualità. Il gay romance è diventato quindi uno spazio per esplorare la propria identità sessuale e la propria queerness, spesso a partire da una certa familiarità con il terreno emotivo che questi racconti esplorano: il desiderio proibito, l’amore segreto, la paura di essere smascherate. 

Ciò avviene anche perché le donne sono maggiormente abituate a immedesimarsi in personaggi di ogni genere e le narrazioni d’amore saffiche, con due donne come protagoniste, sono molto meno prodotte. Secondo la sessuologa Casey Tanner, «le risposte fisiologiche delle donne sono spesso meno strettamente legate al genere delle persone sullo schermo rispetto a quelle degli uomini. Gli uomini eterosessuali rispondono principalmente alle donne; gli uomini gay principalmente agli uomini, ma le donne di tutti gli orientamenti mostrano una gamma più ampia di modelli di eccitazione».

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