
L’FBI teme che gli agenti dell’ICE possano essere adescati da falsi profili sulle dating app
L’agenzia federale ha espresso preoccupazione attraverso un promemoria interno, che però presenta diverse criticità
Dall’inizio del secondo mandato, l’amministrazione di Donald Trump ha intensificato le operazioni dell’ICE, l’agenzia federale USA che si occupa del controllo della sicurezza delle frontiere e dell’immigrazione, contro le persone immigrate negli Stati Uniti. Queste azioni sono state fortemente criticate per la loro violenza. Nel 2025 32 persone sono morte mentre erano sotto la custodia di questa agenzia. Per tutti questi motivi questo corpo di polizia è finito al centro di numerose accuse. A inizio del 2026, durante delle operazioni dell’ICE a Minneapolis sono stati uccisi dagli agenti due cittadini statunitensi, Renee Good e Alex Pretti, mentre protestavano contro le politiche di controllo dell’immigrazione. A luglio 2026 Salgado Araujo, un migrante messicano, è stato ucciso dall’ICE durante un controllo. Per tutti questi motivi nel Paese sono nate forti proteste contro questo corpo di polizia, finito al centro di numerose accuse. Secondo quando comunicato a gennaio 2026 dal Dipartimento per la sicurezza interna (DHS), le minacce di morte contro gli agenti dell’ICE e le loro famiglie hanno visto un incremento dell’8mila per cento.
Lo scorso febbraio l’FBI ha diffuso un breve promemoria interno per avvertire gli agenti dell’ICE che un piccolo gruppo di donne a partire dal mese precedente aveva creato falsi profili di “tradwife” su siti di incontri online per adescarli e diffondere i loro dati personali. Le tradwife sono donne che sui social rappresentano un modello “tradizionale” di donna, cioè una moglie che rifiuta i ruoli di genere moderni e le istanze femministe.
A diffondere la notizia il 17 settembre 2026 è stato il Guardian, che ha potuto visionare il rapporto. Il documento è stato ottenuto attraverso una richiesta di accesso agli atti pubblici da Property of the People, un’organizzazione no-profit statunitense che si batte per la trasparenza governativa. Contattato da NBC News, l’FBI ha confermato l’autenticità del promemoria, che però sembra presentare diverse criticità, a partire dalla sua credibilità.
Nel documento in questione si legge che «questi profili incorporavano immagini che richiamavano l’estetica della ‘moglie tradizionale’ ed elencavano interessi specifici nel tentativo di attrarre individui appartenenti alle forze dell’ordine». «L’obiettivo – continuava l’FBI – era quello di attirare il personale delle forze dell’ordine affiliato in un’interazione online o di persona con la scusa di un appuntamento, dopodiché gli individui sarebbero stati pubblicamente smascherati e i loro dati personali diffusi online. La tattica è intesa a generare imbarazzo pubblico e a scoraggiare le attività di contrasto all’immigrazione».
Un portavoce dell’FBI, commentando la notizia del report interno, ha dichiarato che il corpo di polizia investigativa «condivide regolarmente informazioni con le forze dell’ordine per aiutarle a proteggere le comunità che servono, nonché coloro che servono e proteggono le comunità» e «si impegna a garantire che gli agenti delle forze dell’ordine siano al sicuro da minacce o violenze nello svolgimento delle loro funzioni».
Il Guardian e NBC News scrivono che il promemoria non specificava tuttavia dove fossero stati creati i profili di incontri, né forniva esempi del loro contenuto o specificava se gli agenti fossero stati effettivamente esposti a un pericolo. L’FBI ha dichiarato che il rapporto «non costituiva un’informazione di intelligence valutata in via definitiva». Il promemoria interno affermava invece che le informazioni provenivano da una «fonte collaborativa».
Secondo Gizmodo, sito specializzato nel settore tecnologico, l’origine dell’avvertimento di febbraio dell’FBI potrebbe risalire a un articolo del New York Post intitolato “Gli utenti di TikTok incitano gli utenti delle app di incontri come Grindr e Tinder a smascherare e diffondere i dati personali degli agenti dell’ICE: ‘Fatevi mandare le loro dick pic’” e pubblicato il 17 gennaio 2026, «con fonti piuttosto deboli, che citava due post su TikTok di donne che affermavano di utilizzare app di incontri per identificare gli agenti dell’ICE, nonché un singolo post di un’altra utente che esortava gli uomini gay su Grindr a fare lo stesso».
A sua volta l’articolo del quotidiano conservatore si basava su di un post pubblicato su X da “Libs of TikTok” in cui veniva riportato che «TikToker stanno organizzando gruppi di donne per ottenere appuntamenti con agenti dell’ICE così da poter rivelare le loro identità e pubblicare online le loro informazioni personali». Come presunta prova nel post compariva lo screenshot di un post di un’utente social che affermava di far parte di un gruppo di una ventina di donne del Massachusetts di cui una parte organizzava appuntamenti galanti con uomini mentre un’altra parte cercava informazioni e precedenti di queste persone. Non erano tuttavia stati forniti riscontri di questa presunta pratica.
Libs of TikTok è un noto account di estrema destra con un seguito di quasi 5 milioni di follower che da anni diffonde contenuti anti-Lgbtq+, disinformazione e teorie del complotto su varie tematiche. Il profilo è gestito dall’ex agente immobiliare Chaya Raichik, un’influencer con una grande influenza nell’amministrazione Trump e nel pubblico MAGA: nel 2023 Raichik è stata ospite dello stesso presidente statunitense nel suo country club a Mar-a-Lago e nel 2025 la donna ha anche accompagnato l’ex segretaria alla Sicurezza Interna Kristi Noem in un raid dell’ICE in Arizona.
Al Guardian, Mike German, ex agente dell’FBI da tempo impegnato nella difesa delle libertà civili, dopo aver esaminato il promemoria interno della polizia investigativa, ha detto che era strano che il briefing non avesse note a piè di pagina o citazioni. Riferendosi alla probabilità che il documento fosse stato creato proprio sulla base dell’articolo del New York Post e quindi anche del post, privo di riscontri, di Labs of TikTok, German ha dichiarato «la cassa di risonanza della destra crea minacce e l’apparato di intelligence del governo si limita a ripeterle senza alcun contesto, dettaglio o istruzione su come agenti o ufficiali dovrebbero reagire». Secondo l’ex agente il documento, elaborato e redatto in questo modo, finisce solo per rafforzare «la mentalità paranoica del ‘noi contro di loro’ all’interno delle forze dell’ordine».
Per Ryan Shapiro, direttore esecutivo di Property of the People (che ha ottenuto il documento) «è assurdo che l’FBI abbia emesso un allarme di sicurezza con fonti inattendibili riguardo ai problemi sentimentali online degli agenti dell’ICE» ed «è altrettanto ridicolo che l’FBI stia spendendo i soldi dei contribuenti per proteggere gli agenti dell’ICE da possibili ‘imbarazzi’ per mano di un presunto ‘piccolo gruppo di donne’ che potrebbero nominarli e ridicolizzarli online».
Contattati sempre dal Guardian, l’FBI si è rifiutata di rispondere a domande dettagliate sul memorandum, affermando che l’agenzia in genere non commenta i briefing di intelligence, mentre il Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS) non ha risposto alle richieste di commento.
Avvertenza: la foto in apertura dell’articolo è stata generata con l’intelligenza artificiale
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