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La frode dei finti rabbini generati con l’IA porta le truffe online in un territorio inesplorato

Oltre a un danno economico per le vittime, questa truffa diffonde antisemitismo e teorie del complotto

25 agosto 2026
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Seduto in una stanza del suo appartamento, un rabbino parla davanti alla videocamera. Sul tavolo, delle candele e una Torah srotolata sulla scrivania. Sullo sfondo, degli specchi riflettono una Ferrari fiammante, apparentemente parcheggiata nella stanza. Vestito in modo impeccabile, il rabbino spiega in italiano con voce calma che chi aspira a diventare milionario deve fare scelte consapevoli anche sull’alimentazione. Alla fine del video, invita ad acquistare il suo libro “Il segreto della ricchezza. il modello mentale ebraico per costruire ricchezza. Il nome dell’autore sulla copertina è semplicemente “Rabbino Ricco”. Il risultato è un video straniante, che mescola l’immaginario antisemita dell’ebreo milionario con quello tipico dei fuffa guru, i venditori di corsi o strategie finanziarie basate su promesse di guadagni facili.

Il video proviene da uno dei numerosi account in varie lingue – Facta ne ha individuati più di venti – in cui rabbini generati tramite intelligenza artificiale dispensano sui social consigli su ricchezza e potere, o riflessioni sull’attualità. Il fenomeno ha iniziato a diffondersi molto rapidamente qualche mese fa, tanto che alcuni account in spagnolo come Rabino Gabriel Shalom ed Eliel Shalom hanno rispettivamente accumulato 2,4 e 1,3 milioni di like su TikTok. Più recentemente sono comparsi anche vari account in italiano, tra questi il già citato Rabbino Ricco (20mila like su TikTok), Yeray Rabbi (66mila follower su Instagram) e il personaggio femminile Samuela David. Il fatto che gli stessi stessi contenuti vengano riproposti in varie lingue suggerisce l’esistenza di una rete che gestisce più account contemporaneamente, anche se non si può escludere che alcuni profili siano stati semplicemente copiati e replicati altrove. In alcuni casi questi account impersonano rabbini realmente esistenti sfruttandone l’aspetto; è il caso dei religiosi Yaakov Aryeh Alter e Moshe Hillel Hirsch.

Quasi tutti gli account identificati rimandano, tramite un link, all’acquisto di un libro che promette di svelare il segreto della ricchezza. Nella pagina web si legge che «tutti i principi e le strategie di questa guida sono basati sulla saggezza del Talmud (testo sacro dell’ebraismo, ndr) e sulla legislazione finanziaria vigente». Non mancano i dettagli sospetti: le recensioni sono tutte positive, un contatore in tempo reale segnala costantemente almeno dieci persone che completano l’acquisto, e viene garantito un rimborso valido a vita, con le spese di spedizione del reso a carico dell’editore. Ma tra i commenti dei video social dei finti rabbini sono frequenti le lamentele di chi, dopo averlo pagato, quel libro non l’ha mai ricevuto. Il manuale è attualmente in vendita anche su Amazon.

Screenshot di un sito che vende manuali finanziari di un finto rabbino.

Probabilmente non è l’unico modo in cui si sviluppa questa truffa: il giorno dopo aver iniziato a seguire uno di questi profili, la redazione di Facta ha ricevuto un messaggio su TikTok per sapere se fosse interessata a «qualche consiglio su come investire online utilizzando una strategia basata sull’intelligenza artificiale che analizza il mercato ed effettua operazioni sui titoli più redditizi per ottenere buoni profitti».

L’account TikTok Yeray Rabbino entra in contatto per proporre investimenti online.

Sebbene Facta non sia riuscita a ottenere conferme dai diretti interessati, alcuni commenti sotto i post dell’account TikTok Yeray Rabbino lasciano intendere che qualche utente abbia effettivamente perso dei soldi in questo modo.

Un utente mette in guardia dagli investimenti consigliati dall’account.

La sbobba artificiale diventa content creator

Come veri e propri content creator, i falsi rabbini generati con l’IA costruiscono il proprio seguito attraverso video in cui offrono consigli, suggerimenti e riflessioni. Alcuni contenuti si presentano come pillole di saggezza di un anziano, ma non mancano quelli più propriamente legati ai trending topic, a volte accompagnati da un cosplay che ne rafforza il messaggio. 

Le versioni generate con l’IA dei rabbini Moshe Hillel Hirsch e Yaakov Aryeh Alter riflettono su incendi e Mondiali di calcio.

La maggior parte dei contenuti, però, è  pensata per apparire come uno sguardo privilegiato sulla vita dei ricchi, in grado di svelare quali sono le abitudini, o la mentalità giusta, per vivere come le élite. Grazie a queste “rivelazioni” scopriamo che i ricchi non ordinano mai insalata al ristorante, le persone povere amano il rumore, e che per scrollarsi di dosso la povertà è importante non circondarsi di amici poveri.

Non mancano poi i consigli finanziari veri e propri, altrettanto discutibili. Negli ultimi mesi l’account Instagram yerayrabbi ha suggerito di aprire un conto bancario nello stato caucasico della Georgia, un metodo per fare soldi che ha definito «poco etico ma completamente legale»,  ha incoraggiato a puntare sul business delle eredità non reclamate, e ha sostenuto che il vero business del futuro non sono le criptovalute o l’intelligenza artificiale, ma il noleggio dei pedalò.

Scorrendo i commenti sotto i post di questi account, tanti sembrano generati da bot, ma sono numerosi anche quelli di utenti reali che, non avendo notato l’originale artificiale del rabbino, interagiscono e dicono la loro sulle idee contenute nei video.

Truffe online come nuovo terreno di radicalizzazione

La truffa in questione si basa su una formula tanto innovativa quanto inquietante: i peggiori stereotipi antisemiti, tradizionalmente usati per denigrare gli ebrei, vengono trasformati in una fonte di autorevolezza. I finti rabbini affermano candidamente che sì, gli ebrei sanno cose ignote alle persone comuni e ne traggono cinicamente vantaggio. Per questo motivo, chi vuole  comprendere come va il mondo farebbe bene ad ascoltarli. Negli ultimi mesi questi account hanno diffuso diverse teorie del complotto: nel 2029 la Banca Centrale Europea controllerà ogni euro speso dai cittadini, facendoci perdere la libertà, Donald Trump avrebbe inscenato falsi attentati ogni volta che la sua popolarità calava, ma più in generale il mondo non sarebbe altro che una coreografia di bugie. In questa allucinazione complottista generata con l’IA, gli ebrei occupano gli stessi spazi di potere in cui questi intrighi verrebbero orchestrati, ma allo stesso tempo porgono la pillola rossa che aprirà gli occhi. 

A differenza di quanto accade in Matrix, però, questa nuova consapevolezza non va usata per ribellarsi al sistema. La soluzione proposta da questi account è tutt’altra: se il mondo è corrotto, l’obiettivo diventa capire come sfruttarne le storture per trarne un beneficio personale. Un’impostazione ideologica non troppo distante da quella diffusa tra gli influencer della manosfera: la povertà viene descritta come una scelta, mentre con il giusto mindset, competitivo e improntato a un individualismo estremo,  l’arricchimento sarebbe a portata di mano. Non stupisce quindi che questi account, rivolti prevalentemente a un pubblico maschile, offrano anche contenuti apertamente misogini, o mostrino il proprio fascino verso i regimi autoritari. 

Ci troviamo davanti a un territorio inesplorato. Se un tempo il rischio di una truffa online si limitava al danno economico per gli utenti più incauti, il caso dei finti rabbini mostra una minaccia ancora più insidiosa: anche chi non cade vittima della frode viene esposto a una produzione pervasiva di post in grado di accelerare i processi di radicalizzazione, e diffondere nel pubblico una sfiducia nichilista verso qualsiasi istituzione.

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