
Come la Lettonia sta diventando la terra promessa dei misogini online
Una storia virale (falsa) sta trasformando il Paese baltico nel nuovo paradiso dei Passport Bro, i nomadi digitali della manosfera alla ricerca di mogli dai valori tradizionali
«La Lettonia potrebbe presto introdurre la poligamia». Non che sia necessario, visto che «alcuni uomini hanno già più di una moglie». E chi non ce l’ha, «può trovare facilmente una ragazza che offrirà cibo e alloggio gratis, oltreché assistenza nel trovare un lavoro». ll motivo? «80.000 ragazze nel paese non trovano un partner e vista la situazione, non vedono l’ora d’incontrare single stranieri, e se necessario, abbassare i propri standard».
Queste sono solo alcune delle informazioni riportate in una serie di video virali che, negli ultimi mesi, hanno accumulato milioni di visualizzazioni su TikTok e altre piattaforme. I video raccontano di una presunta carenza di uomini nel Paese baltico e delle grandi opportunità per gli stranieri alla ricerca di una partner (o più di una). Il fenomeno è rimbalzato anche in Italia, con youtuber che si sono recati sul posto a verificare, e dibattiti sulla “strana società lettone”, dove le ragazze locali ricorrerebbero persino a “mariti a ore” per essere aiutate nei lavori domestici.
Questa problematica fantasia maschile, però, non ha niente di vero.
Non è la prima volta che la storia (falsa) di un luogo esotico popolato di donne disperate per trovare un marito diventa virale: nel 2014 era successo a Noiva do Cordeiro, una comunità rurale nel Sud-Est brasiliano. A dare origine al mito era stata l’assenza settimanale degli uomini, che si spostavano per lavorare nel villaggio vicino. Nel tempo non erano mancati i visitatori occidentali, spinti a raggiungere la zona dopo averne letto sui tabloid.
Nel caso della Lettonia, Indicator ha rintracciato l’origine di questa storia in un reportage della BBC del 2010. Quel pezzo tuttavia affrontava il tema demografico in modo più accurato, si concentrava sul radicato machismo della società lettone e sulle difficoltà delle donne con un’istruzione elevata nel trovare compagni con valori affini. A distanza di sedici anni la storia è tornata a circolare grazie a due articoli pubblicati sul Sun e sul New York Post, che ne hanno ripreso alcune parti fuori contesto, e senza citare la fonte originaria. La storia si è anche arricchita di nuovi dettagli: un divario demografico a favore delle donne del 15,5 per cento, e un presunto servizio di “partner a ore” con cui le donne lettoni noleggiano dei tuttofare per realizzare riparazioni e altri lavori manuali. Quest’ultimo dettaglio però non era altro che la trovata pubblicitaria di un’azienda di riparazioni locale.
Indicator ha fatto luce sull’uso fuorviante del dato demografico da parte delle due testate: «nel 2025, le donne e le ragazze lettoni hanno superato i loro equivalenti maschili di oltre il 15 per cento. Tuttavia questo squilibrio è interamente concentrato tra le persone più anziane, in particolare quelle con più di 60 anni». Se i video e le immagini che raccontano questa storia mostrano giovani ventenni e trentenni, in realtà, fino ai 44 anni, in Lettonia ci sono più uomini che donne.

Intervistata da Deutsche Welle, Beata Jonite del Marta Center, una ONG lettone per la parità di genere, ha denunciato l’oggettificazione derivante da questi contenuti clickbait: «Si fa passare il messaggio che gli uomini incapaci di trovare una compagna altrove possano farlo qui in Lettonia senza problemi». Secondo l’attivista, la chiave del successo di questa storia falsa è che «agli occhi di molti uomini occidentali la Lettonia è un Paese con valori più conservatori e tradizionali, dove le donne sono meno emancipate».
Il trend dei Passport bro
Già nel 2011 il documentario Frustrated del regista Al Greeze raccontava la storia di uomini etero afroamericani che si trasferivano in Brasile in cerca di relazioni sentimentali. L’opera esplorava il desiderio di rivincita dei giovani statunitensi nei confronti di donne sempre più emancipate e con stipendi più alti, non più disposte ad accettare un ruolo dominante degli uomini. Nel documentario veniva usata l’espressione Passport Bro, destinata a spopolare online negli anni successivi. Il termine è arrivato a descrivere comunemente gli uomini occidentali, spesso nomadi digitali, che si trasferiscono in Paesi dove il proprio stipendio e passaporto garantiscono un maggiore prestigio sociale, e un ruolo di potere nelle relazioni sentimentali con le donne locali.
Alimentato dal vittimismo e un senso di rivalsa verso l’emancipazione femminile, negli ultimi anni il trend dei Passport Bro si è diffuso online nella manosfera, e soprattutto tra i gruppi incel. Il motore di tutto ciò è una tossica fantasia coloniale: se le donne occidentali diventano femministe che “odiano gli uomini”, l’unica cosa che resta da fare è trasferirsi altrove, dove le donne mostrano verso il proprio partner il rispetto che gli sarebbe dovuto. Sebbene questo trend sfumi spesso nel turismo sessuale, l’obiettivo primario resta la ricerca di relazioni sentimentali basate su ruoli di genere “tradizionali”, e dinamiche di potere fortemente sbilanciate a favore dell’uomo.
Online, il movimento dei Passport Bro si sviluppa attraverso subreddit — comunità tematiche all’interno del forum Reddit — con più di 100 mila follower, ma ha anche i suoi creator che diffondono contenuti misogini e offrono corsi a pagamento su come incontrare e sposare (rigorosamente all’estero) la donna della propria vita.
Tra le destinazioni più ambite spiccano diversi Paesi dell’America Latina, dell’Europa dell’Est o del Sud-Est asiatico. Una delle figure più note online è Austin Abeyta, autodefinitosi un digital bromad, che su TikTok elogia la sua fidanzata filippina, cresciuta in un contesto culturale che l’avrebbe formata per essere una brava moglie e trovare un buon marito. In un recente video su TikTok, Abeyta chiede ai suoi follower: «la mia ragazza mi chiede se può pubblicare una storia su Instagram. Alcune volte ho detto di no e a lei andava bene così. In particolare, se mostra un po’ di pelle, chiede prima il permesso. È una cosa tossica oppure no?».

Nel frattempo, persino Clavicular, noto streamer e figura di spicco della manosfera legato al fenomeno del looksmaxxing — la pratica nata online di ottimizzare il proprio aspetto fisico anche attraverso interventi estetici o pratiche radicali — si è inserito nel trend: dopo aver criticato il mercato del dating statunitense, ha annunciando la sua intenzione di dedicarsi al geomaxxing, ossia recarsi in Stati economicamente deboli per fare mogging, che nello slang looksmaxxing è l’atto di affermare la propria dominanza visiva ed estetica su un’altra persona. Quella di Clavicular sembra una mossa destinata a popolarizzare una deriva ancor più radicale e tossica del movimento.
Del resto, le conseguenze della presenza dei Passport Bro sono già drammaticamente evidenti: in America Latina il loro l’afflusso sembra aver provocato un aumento delle molestie sessuali verso le donne locali, e ha spinto molte di loro a denunciare il fenomeno sui social: «non cascateci, non vi vedono come uguali a loro. Vengono qui a esercitare una forma di privilegio e a consumarvi come uno stereotipo coloniale», ha detto qualche anno fa su TikTok l’insegnante di yoga messicana Andrea Guzmán. Mentre la creator filippina Big Lumpia ha riflettuto sulla normalizzazione del fenomeno nelle Filippine, e si è rivolta alle sue connazionali che la vedono come una strategia per uscire da situazioni economiche difficili: «relazioni di questo tipo hanno chiare dinamiche di potere, e non sono a vostro favore. Per favore, abbiate sempre un piano di fuga».
La strana parabola di una storia virale
Nel frattempo un travel blogger ha definito la Lettonia «la soluzione all’epidemia di solitudine maschile», un’agenzia di viaggi indiana ha trasformato la presunta carenza di uomini nel Paese in uno strumento promozionale, e alcuni account (a volte gestiti anche da donne) hanno iniziato a creare contenuti pensati per i Passport Bro che intendono visitarlo. Il Paese baltico, tra l’altro, nell’immaginario etnonazionalista di destra esercita un fascino ulteriore. Recentemente su Reddit un utente ha chiesto: “Ci sono Stati più indicati in cui trovare donne bianche, tradizionali e cristiane da sposare?”
Non è di certo la prima volta che internet prende un contenuto, un meme o un pezzo di cultura pop e, attraverso infinite rielaborazioni, lo capovolge fino a trasformarlo nel suo esatto opposto. Una parabola surreale di questo tipo sta prendendo forma davanti ai nostri occhi proprio con la Lettonia: una storia nata da un reportage sulle difficoltà delle donne lettoni, autonome ed emancipate, nel trovare partner a loro volta moderni, è stata stravolta online e ha trasformato il Paese baltico in un’esotica meta ideale per uomini stranieri e reazionari in cerca di trad wife.
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