
Una nuova iniziativa europea per combattere la disinformazione tramite la cittadinanza attiva e l’innovazione
Nel mese di marzo 2026 è stata lanciato un nuovo progetto europeo che coinvolgerà cittadini, studenti ed esperti nella lotta alla disinformazione. Il progetto SPQR – Problema Sociale, Risposta Efficace:contrastare la disinformazione attraverso la collaborazione dei cittadini (Social Problem, Quality Response: Countering Disinformation through Citizen Collaboration), mira a rafforzare la resilienza del pubblico contro la disinformazione, ponendo i cittadini, piuttosto che le istituzioni, al centro dei processi di fact-checking.
SPQR si pone l’obiettivo generale di sensibilizzare i cittadini – in particolare i giovani – affinché partecipino attivamente e in modo collaborativo alle iniziative contro la disinformazione, fornendo loro strumenti tecnologici innovativi, conoscenze e competenze pratiche e mobilitando comunità transnazionali e multisettoriali di cittadini impegnati nella lotta per l’integrità dell’informazione.
Comprendere e agire: l’approccio partecipativo al contrasto alla disinformazione
L’avvento di internet e dei social media ha rivoluzionato l’accesso all’informazione, ma ha innescato un’ondata di disinformazione, propaganda e bufale. In Europa, questa diffusione mina costantemente l’integrità dell’informazione: erode la fiducia pubblica, alimenta la polarizzazione sociale e minaccia direttamente i processi democratici. A confermare la gravità del problema, l’ultimo Global Risks Report del World Economic Forum classifica la disinformazione e la misinformazione come le principali minacce globali per i prossimi 2 anni. Nello specifico, il continente europeo ha già affrontato, e continua ad affrontare, diverse crisi informative — durante l‘invasione russa in Ucraina, la pandemia di coronavirus, e, oggi, la guerra tra Iran e USA-Israele — in cui teorie del complotto hanno oscurato e sopraffatto le fonti affidabili.
Alla luce delle sfide contemporanee, SPQR si prefigge di:
- Potenziare le competenze dei cittadini europei, specialmente i giovani, per contrastare la disinformazione tramite workshop specifici sul fact-checking e sul contrasto attivo alla disinformazione;
- Coinvolgere esperti di vari settori per validare i contenuti creati dai cittadini, garantendo qualità e massima credibilità ai risultati;
- Sviluppare una comunità europea multidisciplinare e transfrontaliera di cittadini, esperti e giornalisti per costruire risposte collaborative e dal basso contro la disinformazione;
- Coinvolgere gli stakeholder (giovani, fact-checker, ONG, istituzioni) diffondendo risorse pratiche per replicare il modello SPQR in altre università e comunità europee.
Oltre 2000 cittadini europei mobilitati tra università e territorio
Cuore del progetto sarà un’innovativa piattaforma digitale collaborativa, già collaudata in Spagna, che consentirà a chiunque di segnalare contenuti potenzialmente fuorvianti e di contribuire alla loro verifica. Il suo obiettivo è incoraggiare i giovani, gli studenti e i cittadini in senso lato a partecipare attivamente all’identificazione e alla lotta contro la disinformazione, promuovendo la collaborazione con fact-checker professionisti.
Al di là della piattaforma digitale, SPQR prevede anche il coinvolgimento attivo di oltre 2000 cittadini europei attraverso una serie di eventi ibridi e collaborativi, studiati per unire lo sviluppo delle competenze all’attivazione civica. I partecipanti acquisiranno gli strumenti necessari per individuare, analizzare e contrastare la disinformazione, impegnandosi in un processo che spazia dalla prevenzione (prebunking) alla verifica (debunking) fino alla post-analisi (post-bunking).
Attraverso workshop strutturati e sessioni pratiche sull’uso della piattaforma, implementati sia su scala nazionale che transfrontaliera, i partecipanti non si limiteranno a sviluppare le abilità necessarie per identificare, analizzare e neutralizzare le fake news, ma riceveranno anche le risorse e la motivazione per trasformare queste competenze in una pratica sostenibile e quotidiana.
Un consorzio europeo per combattere la disinformazione
Il Progetto SPQR è co-finanziato dall’Unione Europea e riunisce 14 organizzazioni provenienti da Italia, Spagna e Polonia:
- Fundación Maldita.es (Spagna)
- Demagog (Polonia)
- Equipo Europa (Spagna)
- Universidad Miguel Hernández de Elche (Spagna)
- Pagella Politica & Facta (Italia)
- Università Degli Studi Di Roma La Sapienza (Italia)
- Università Vita-Salute San Raffaele (Italia)
- Università Degli Studi Di Teramo (Italia)
- Uniwersytet SWPS (Polonia)
- Uniwersytet Jagiellonski w Krakowie (Polonia)
- Uniwersytet Gdanski (Polonia)
- Uniwersytet im. Adama Mickiewicza w Poznaniu (Polonia)
- Universidad de Granada (Spagna)
- Universidad de Navarra (Spagna)
Il progetto durerà 2 anni, e Facta e Pagella Politica supporteranno l’implementazione delle attività in Italia in collaborazione con le Università.
Co-finanziato dall’Unione europea. Le opinioni espresse appartengono, tuttavia, al solo o ai soli autori e non riflettono necessariamente le opinioni dell’Unione europea o dell’Agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura (EACEA). Né l’Unione europea né l’EACEA possono esserne ritenute responsabili.

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