
Pinterest sta perdendo la battaglia contro la “sbobba artificiale”
La piattaforma che aveva costruito il suo successo sulla creatività continua a investire in IA, ma fatica a moderare i contenuti non umani
La “sbobba digitale”, o AI slop in inglese, ha ormai invaso quasi ogni spazio dell’esperienza online, colonizzando in modo particolare i feed dei social network. Se in alcuni casi questi contenuti generati automaticamente possono sembrare curiosi o perfino divertenti, nella maggior parte delle situazioni si rivelano ripetitivi, di scarsa qualità, quando non apertamente ingannevoli.
Molte piattaforme tollerano senza troppe restrizioni questa deriva, ma altre stanno iniziando a intervenire offrendo agli utenti strumenti per limitarne la diffusione e riprendere, anche se parzialmente, il controllo dei contenuti suggeriti in bacheca, come nel caso di Pinterest.
La “sbobba artificiale” ha invaso Pinterest
Pinterest è un motore di ricerca visiva e piattaforma di social network lanciato nel 2010 con l’obiettivo di aiutare gli utenti a trovare «idee come ricette, progetti per la casa, ispirazione di stile e non solo». In sostanza, funziona come una grande bacheca digitale dove è possibile “appuntare” immagini o altri contenuti, un po’ come si faceva con le lavagnette di sughero e le puntine o con i fogli attaccati al frigorifero tramite magneti. I materiali salvati vengono organizzati per temi o categorie e possono essere condivisi con gli altri membri della community. Per anni il sito è rimasto privo di pubblicità, conquistando una community fedele di creativi, e oggi conta oltre mezzo miliardo di utenti attivi. La piattaforma è diventata particolarmente popolare tra artisti e creativi che cercano ispirazione, creano moodboard, ma soprattutto promuovono e diffondono il proprio lavoro. Tuttavia, secondo alcuni utenti insoddisfatti, di recente i feed stanno iniziando a riflettere un mondo molto diverso da quello che avevano amato.
Da poco più di un anno, infatti, Pinterest non è più lo stesso di prima. Dopo il lancio di Sora nel dicembre 2024, lo strumento di generazione video di OpenAI, Pinterest, come molte altre piattaforme, ha visto un aumento di contenuti di bassa qualità prodotti con l’intelligenza artificiale abitare i feed degli utenti. In un “subreddit” dedicato a Pinterest, cioè una sorta di forum tematico dove tutti possono condividere contenuti, scrivere post e partecipare a discussioni tematiche su Reddit, alla fine di agosto 2025 un utente ha scritto che «l’AI Slop ha portato Pinterest sull’orlo del collasso. È terribile. Trovare contenuti reali creati da esseri umani è come cercare un ago in un pagliaio».
Il termine “AI slop” in italiano si può tradurre come “sbobba artificiale” e indica contenuti di bassa qualità generati con l’intelligenza artificiale, che possono essere descritti come l’equivalente digitale del cibo spazzatura. Testi, immagini o video prodotti in massa, privi di valore reale e spesso imprecisi o falsi, creati solo per attirare click.
Alexios Mantzarlis, direttore della Security, Trust, and Safety Initiative (SETS) presso l’università Cornell Tech di New York, e cofondatore della newsletter Indicator, ha spiegato a Wired che il feed di Pinterest, fatto quasi tutto di immagini, è particolarmente vulnerabile all’AI slop: generare foto realistiche è più semplice per i modelli rispetto ai video. La piattaforma indirizza inoltre gli utenti verso siti esterni, dove i click sono più redditizi per le “content farm”, cioè siti web che producono grandi quantità di contenuti a basso costo, spesso di scarsa qualità, con l’obiettivo principale di attrarre traffico e guadagnare attraverso la pubblicità.
Anche l’aumento della pubblicità sembra avere un ruolo in questa dinamica. A partire dalla fine del 2022, Pinterest si è riposizionato come un «assistente allo shopping basato sull’IA», riempiendo i feed di annunci più mirati. Nel 2024, la piattaforma ha lanciato anche uno strumento di IA generativa rivolto agli inserzionisti: secondo l’azienda, questi contenuti sintetici aiutano gli utenti a scoprire e agire sulla propria ispirazione in modo più immediato.
Per molti utenti di Pinterest, però, questi contenuti tradiscono la funzione del sito come luogo in cui scambiare ispirazione reale. La studentessa universitaria Sophia Swatling ha dichiarato a Wired che questa situazione «è l’antitesi della piattaforma che era una volta, che privilegia senza vergogna il consumismo, i ricavi pubblicitari e contenuti non umani di bassa qualità rispetto ai contenuti che sorreggono l’intero senso del sito».
I tentativi di moderazione di Pinterest in realtà non stanno funzionando
Pinterest sta cercando di arginare l’ondata di contenuti generati con l’intelligenza artificiale di scarsa qualità. Nonostante le misure introdotte, però, la piattaforma fatica ancora a contenere del tutto questo fenomeno.
Nell’aprile 2025 la piattaforma ha lanciato nuove funzionalità con l’obiettivo di aumentare la trasparenza e rendere più riconoscibili i contenuti generati con l’intelligenza artificiale. Da un lato ha introdotto un’etichetta che segnala automaticamente le immagini rilevate come create o modificate tramite IA generativa, permettendo agli utenti di visualizzarne meno durante la ricerca di argomenti simili. L’azienda afferma inoltre di aver sviluppato classificatori in grado di individuare contenuti generati dall’IA anche in assenza di metadati identificativi, pur riconoscendo che questi sistemi possono risultare imperfetti, per questo è prevista la possibilità di fare ricorso in caso di etichettatura errata. Dall’altro lato, qualche mese dopo, Pinterest ha rafforzato gli strumenti di auto-moderazione, introducendo l’opzione “vedi meno” per ridurre la presenza di Pin generati con IA in alcune categorie particolarmente esposte, come bellezza e arte, con l’intenzione di estendere progressivamente la funzione ad altri ambiti.
«Oltre a essere pieno di immagini create con l’intelligenza artificiale che stanno rovinando completamente la piattaforma, Pinterest ha implementato una pessima moderazione basata sull’intelligenza artificiale, che sta scatenando l’ira della community. Sta bannando persone a caso e continuo a ricevere notifiche di rimozione per i pin» ha commentato a 404 Media l’artista e utente di Pinterest Tiana Oreglia.
Oreglia negli ultimi mesi ha notato un aumento di foto apparentemente innocue di donne segnalate e rimosse dai sistemi di moderazione automatica di Pinterest. L’artista ha spiegato sempre a 404 Media che esiste uno schema ricorrente nei contenuti presi di mira: in particolare immagini di figure femminili, anche quando sono completamente vestite. Tra le opere segnalate compaiono, ad esempio, la foto di una donna muscolosa in bikini che impugna dei coltelli, un dipinto che ritrae due donne vestite in un abbraccio intimo e perfino una foto stock di un uomo al telefono con una pistola in mano, etichettata come “autolesionismo”. Nella maggior parte dei casi Oreglia è riuscito a ottenere il ripristino dei contenuti, ma i ricorsi richiedono tempo, un tempo sottratto al lavoro creativo, e non sempre vengono accolti. «Lo scenario peggiore è che l’account venga bannato», ha aggiunto.
Secondo il commento di un utente che è intervenuto nel forum di Reddit dedicato proprio a questo argomento, «il fatto che questi sistemi non siano abbastanza sofisticati da distinguere la differenza, cosa che invece è facile con la giusta combinazione di intervento umano e automazione, è ciò che sta sfuggendo di mano». Un altro ha commentato che nonostante le sue illustrazioni siano fatte «100 per cento a mano», Pinterest continua ad aggiungere automaticamente il tag “Modificato dall’IA” ai suoi Pin. «Ogni volta che faccio ricorso, Pinterest lo esamina e rimuove l’etichetta IA» ha aggiunto l’utente, «ma poi… la stessa cosa si ripete sui nuovi Pin e sulle nuove opere d’arte» e questo contribuisce ad elevare la frustrazione.
Altre persone hanno dichiarato di essere state in grado di eliminare la maggior parte dei contenuti generati con l’intelligenza artificiale dalle loro bacheche, ma questo ha richiesto tempo prezioso e molta attenzione.
Eppure, mentre prova a rassicurare la community, Pinterest continua a investire con decisione proprio sull’intelligenza artificiale. All’inizio di febbraio 2026 l’azienda ha annunciato il licenziamento del 15 per cento della forza lavoro nell’ambito di una riorganizzazione che punta a dare priorità proprio all’IA. In un’email interna, poi condivisa su LinkedIn da un’ex dipendente, il CEO dell’azienda Bill Ready ha spiegato che la società sta «raddoppiando l’impegno in un approccio orientato all’intelligenza artificiale, dando priorità a ruoli, team e modalità di lavoro incentrati sull’IA». Una scelta che conferma la direzione strategica della piattaforma, ma che rischia di ampliare la frattura con una parte degli utenti. Molti raccontano di aver ridotto l’uso della piattaforma o di averla abbandonata del tutto, stanchi di vedere i propri contenuti etichettati come generati con l’IA e di non riconoscere più lo spazio creativo che un tempo consideravano un punto di riferimento.
La sfida, per Pinterest, non è solo tecnica, ma culturale. Si tratta di capire se sia possibile conciliare l’espansione dell’intelligenza artificiale con quell’idea di ispirazione autentica che ne aveva decretato il successo.
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