
La Russia vuole davvero vietare Harry Potter?
Da anni la popolare saga cinematografica è al centro di critiche e speculazioni che la vorrebbero nel mirino del Cremlino
Decenni dopo la sua uscita nelle sale cinematografiche di tutto il mondo, e mentre proseguono le riprese del remake sotto forma di serie tv, la saga dei maghi di Harry Potter fa ancora parlare di sé. La notizia degli ultimi giorni riguarda il suo presunto divieto di diffusione in Russia poiché non rispetterebbe la nuova legge che vieta la “propaganda child-free”, cioè quei messaggi che incoraggerebbero la decisione di non avere figli.
Ma è davvero così? I film di Harry Potter sono stati davvero vietati? Partiamo dall’inizio.
L’origine della notizia
Dal 1° settembre in Russia entrerà in vigore un emendamento, firmato lo scorso maggio, del ministero della Cultura che integra le procedure per il rilascio e la revoca del certificato di distribuzione di un film.
Questo emendamento è stato pensato per conformare i criteri di rilascio di un film alla legge del 2024 sul divieto di promozione nel Paese della cosiddetta “propaganda childfree” su Internet, nei media, al cinema e nelle pubblicità; secondo questa legge, un contenuto non deve incoraggiare o giustificare la decisione di non avere figli, promuovere i vantaggi di vivere senza figli o raffigurare la genitorialità in modo negativo.
Il presidente della Duma – la camera bassa del Parlamento – Vyacheslav Volodin aveva motivato la normativa spiegando che «bisogna fare tutto il possibile per garantire che le nuove generazioni dei nostri cittadini crescano incentrate sui valori tradizionali della famiglia». Nel Paese, il tasso di natalità è ai minimi storici e il saldo migratorio del 2024 è andato in negativo per la prima volta dopo il 1992.
Diverse attiviste per i diritti delle donne hanno criticato questa normativa, che non fa altro che ledere le loro libertà. Tra le problematicità sollevate, viene contestato il fatto che non mirerebbe ad aumentare il tasso di natalità, ma servirebbe per mettere a tacere le voci che parlano di libertà riproduttiva nella sfera pubblica e a trasformare le donne in veicoli per generare figli, senza tenere conto di circostanze, motivazioni e del fatto che aspirino a una carriera o a una famiglia.
Attualmente, in Russia, i certificati di distribuzione non vengono concessi a tutti quei film che contengono pornografia, scene di violenza, e le pellicole a tema Lgbtq+ (ad esempio, film che tocchino il tema della transizione di genere).
Questo nuovo emendamento del ministero della Cultura ha integrato, tra le condizioni di rilascio, anche l’obbligo per le pellicole di non promuovere della “propaganda” che danneggia l’idea e la visione di genitorialità.
Ma cosa c’entra Harry Potter, un film che narra le avventure di un giovane mago, in tutto questo?
La saga è stata citata da Parlamentskaya Gazeta, il giornale ufficiale del Parlamento russo, che in un articolo dello scorso maggio ha menzionato alcuni film e serie TV che potrebbero essere vietati a seguito del nuovo emendamento. Oltre a Harry Potter, nell’articolo di Parlamentskaya Gazeta vengono citate anche le serie televisive “Sex and The City” e “Il Trono di Spade”.
Ma tutte queste pellicole sono state nominate come possibili esempi di contenuti vietati ipotizzati dalla redazione, e non come dei divieti già decisi dalle autorità competenti. «Un altro possibile candidato alla rimozione dalle piattaforme russe, a nostro avviso, è la serie “Sex and the City”, in cui Samantha dimostra evidenti tendenze child-free», scrive il giornale del Parlamento. «Anche nell’innocua saga di Harry Potter, a quanto ci sembra, si può trovare un accenno di childfree: la professoressa McGranitt non ha avuto figli», si legge ancora nell’articolo, «tuttavia, non è noto se questa sia stata una scelta consapevole o se qualcosa non abbia funzionato».
Nello stesso articolo Parlamentskaya Gazeta riporta una dichiarazione di Alexander Yushchenko, vicepresidente della Commissione per la Politica dell’Informazione della Duma, che spiega che «la decisione [di vietare o meno un film, ndr] viene presa caso per caso da specialisti, che valutano il contenuto e lo interpretano in conformità con la legge».
Al momento in cui scriviamo, dunque, nessuna autorità russa ha vietato la diffusione nel Paese di Harry Potter perché in contrasto con la legge sulla “propaganda child-free”.
Anzi, l’autorità russa che si occupa della regolamentazione dei media, Roskomnadzor, ha smentito all’agenzia di stampa statale, la TASS, queste voci: «“House of Cards”, “Sex and the City”, “Game of Thrones” e “Harry Potter” non saranno rimossi o bloccati per propaganda childfree, poiché non soddisfano i criteri che giustificano il blocco».
Anche un altro vicepresidente della Commissione per la politica dell’informazione della Duma, Andrey Svintsov, ha affermato che in Harry Potter non è presente propaganda “child-free”. Il deputato ha dichiarato di non aver visto “Game of Thrones”, ma di conoscere la saga del mago. «Per quanto riguarda i film di Harry Potter, non ho visto propaganda “child-free” lì. Non credo che questa saga verrà vietata nel nostro Paese. A dire il vero, le informazioni al riguardo sono più simili a fake news».
L’ossessione della Russia per Harry Potter
Questa non è la prima volta che si è parlato di vietare in Russia la saga scritta dall’autrice britannica J.K. Rowling. Quasi tre anni fa, gli attivisti ortodossi del movimento Sorok Sorokov avevano scritto una lettera al ministero della Cultura chiedendo di mettere al bando Harry Potter perché non sarebbe altro che «una propaganda della stregoneria e del satanismo».
Secondo gli attivisti, «la saga di Harry Potter è la quintessenza brillantemente progettata dalla cultura occidentale: razionalismo, individualismo e materialismo, saturi di valori spirituali a noi estranei. I principali personaggi dei romanzi non sono persone, ma stregoni, streghe e maghi, e le persone comuni in giro sono o mascalzoni o mezzi scemi, e comunque esseri di livello inferiore. La stregoneria e il satanismo, assolutamente proibite da Dio ai cristiani, sono il motore della trama».
Le lamentele, come aveva riportato Skytg24, erano arrivate a seguito della programmazione di una serie di musical a tema Harry Potter previsti a Mosca e in altre città del Paese per il periodo delle feste natalizie, e ai concerti con le musiche della saga dei maghi eseguite all’interno di chiese luterane e anglicane. «In Russia sono apparsi dei furfanti che organizzano musical e concerti sulla vita dell’Anticristo con una cicatrice sulla fronte», avevano scritto i membri di Sorok Sorokov.
Tempo addietro, nel 2002, aveva riportato la BBC, un’altra organizzazione aveva tentato di far vietare i libri scritti da J.K. Rowling nelle scuole, in quanto potrebbero «indirizzare i bambini verso il satanismo».
Tutti questi tentativi di divieto, però, non sono mai (almeno per ora) stati recepiti dal Cremlino.
Anzi, qualche anno fa il presidente russo Vladimir Putin aveva citato l’autrice della saga – molto criticata per le sue posizioni transfobiche – in un suo discorso contro la cosiddetta “cancel culture” dei Paesi occidentali. «Non molto tempo fa, la scrittrice per bambini Joan Rowling è stata censurata perché è autrice di libri che hanno venduto centinaia di milioni di copie in tutto il mondo: non è piaciuta ai sostenitori delle cosiddette libertà di genere», aveva detto Putin.
Un commento che non era piaciuto a Rowling, che su X aveva risposto duramente: «le critiche alla cancel culture occidentale non possono essere fatte da coloro che attualmente massacrano i civili per il reato di resistenza o che imprigionano e avvelenano i loro oppositori».
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