- Sui social media circola una mail proveniente dagli Epstein files che dimostrerebbe, secondo chi l’ha condivisa, che la pandemia di Covid-19 sarebbe stata pianificata a tavolino anni prima e che dietro ci sarebbe la responsabilità di Bill Gates.
- È un contenuto presentato in maniera fuorviante, che diffonde una notizia infondata.
- La mail in questione esiste, ma in alcun passaggio si parla della pandemia di Covid-19 e di una sua pianificazione. Nel testo invece compare un passaggio sulle simulazioni pandemiche, un pratica nota e utile per preparare risposte a crisi sanitarie.
Il 3 febbraio 2026 su X è stata pubblicato un post in cui si afferma che, in base a mail presenti negli Epstein files, «Bill Gates e Jeffrey Epstein lavoravano a una “simulazione di pandemia da ceppo virale” e a “un certificato digitale contenente informazioni sulla salute” (green pass)?». L’autore del post continua suggerendo che questa mail dimostrerebbe che la pandemia di Covid-19 sarebbe stata in realtà programmata a tavolino.
Nel post è presente anche lo screenshot di una mail datata 3 marzo 2017 proveniente dagli Epstein files e intitolata «bgc3 Deliverables and Scope» (in italiano, «bgc3 Risultati attesi e ambito di applicazione») che dimostrerebbe la verità di questa presunta notizia. Lo stesso contenuto è stato diffuso anche su Facebook.
È un contenuto presentato in maniera fuorviante, che diffonde una notizia infondata.
Lo scorso 30 gennaio il dipartimento di Giustizia statunitense (DOJ) ha pubblicato nuovi documenti relativi al caso giudiziario di Jeffrey Epstein, finanziere morto suicida in carcere nel 2019 dopo essere stato accusato di abusi sessuali e traffico internazionale di minorenni
Come è possibile verificare consultando il database di tutti i documenti del caso diffusi dal DOJ, la mail citata nel post in analisi esiste. Si tratta di un messaggio mandato il 3 marzo 2017 alle 17:31 da una persona (il cui nome risulta oscurato) a Bill Gates e Larry Cohen, ex dirigente di Microsoft, a capo di bgC3, società fondata nel 2008 dallo stesso Gates e incentrata sui problemi di salute e sviluppo globale e con risorse per investimenti tecnologici. Nel 2018 bgC3 ha poi cambiato nome in Gates Ventures.

Nella mail vengono elencati una serie di progetti per l’allora bgC3: migliorare l’accesso e proteggere i dati sanitari personali, redigere un documento che analizzi la spesa sanitaria dei consumatori negli Stati Uniti, sviluppare raccomandazioni sulle neurotecnologie relative le malattie croniche/degenerative, scrivere un report sulle neurotecnologie come armi nell’intelligence e nella difesa nazionale e infine «fornire raccomandazioni di follow-up e/o specifiche tecniche per la simulazione di un nuovo ceppo pandemico».
Nella mail in questione non si fa tuttavia alcun riferimento al nuovo coronavirus Sars-CoV-2 e alla Covid-19. Inoltre, come spiegato dai fact-checker di Factual, «le simulazioni pandemiche sono esercitazioni di salute pubblica utilizzate da governi, organizzazioni internazionali e istituzioni accademiche per preparare risposte a potenziali crisi. Non si tratta di piani per causare malattie reali, ma piuttosto di strumenti di preparazione basati su scenari ipotetici». Quella di simulare un’emergenza sanitaria è una pratica consigliata dalla stessa Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e serve a testare l’effettiva preparazione di una comunità di fronte allo stress derivante da un’epidemia su larga scala. Negli anni sono state organizzate diverse simulazioni simili.
A ottobre 2019, ad esempio, il Johns Hopkins Center for Health Security, il World economic forum e la Bill & Melinda Gates Foundation hanno ospitato a New York un’esercitazione virtuale chiamata “Event 201” in cui è stata simulata una pandemia globale di coronavirus. L’obiettivo era sottolineare la necessità di una cooperazione globale pubblica e privata per contrastare gli impatti economici e sociali di gravi pandemie. Durante la fase emergenziale della pandemia di Covid-19 questa simulazione è stata poi rilanciata in maniera fuorviante online e usata per alimentare teorie del complotto infondate secondo cui la diffusione mondiale del virus Sars-CoV-2 sarebbe stato in realtà pianificato a tavolino anni prima.
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