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La sentenza di Milano sul nesso tra vaccini e autismo risale al 2014 ed è stata in seguito ribaltata

La sentenza di Milano sul nesso tra vaccini e autismo risale al 2014 ed è stata in seguito ribaltata

18 febbraio 2026
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  • Circola sui social media la notizia che un giudice a Milano avrebbe stabilito un nesso causale tra l’autismo e i vaccini e condannato a pagare il ministero della Saute un risarcimento a vita a un bambino autistico.
  • È una notizia presentata in maniera fuorviante.
  • La sentenza è del 2014 e quanto scritto dal giudice non trova alcune conferma nelle evidenze scientifiche. Nel 2018 questa decisione è stata completamente ribaltata in appello.

Il 17 febbraio 2026 su Facebook è stato pubblicato lo screenshot di una presunta notizia data da Mediavideo (il teletext del gruppo Mediaset chiuso nel 2022) dal titolo “Giudice: autismo causato da vaccini” e datato «25 novembre», senza un riferimento all’anno. 

Nella porzione di articolo si legge che «Il ministero della Salute dovrà versare un assegno bimestrale per tutta la vita a un bambino autistico al quale nel 2006 fu iniettato il vaccino esavalente prodotto dalla GlaxoSmithKline». Questo sarebbe quanto stabilito dalla sentenza del Tribunale del lavoro di Milano, che avrebbe riconosciuto «il nesso causale tra vaccinazione e la malattia». Lo stesso contenuto è stato diffuso anche su X.

È un contenuto presentato in maniera fuorviante.

La sentenza citata da Mediavideo esiste ed è stata emessa a novembre 2014. Come riportato all’epoca da diversi media nazionali e locali il vitalizio era stato riconosciuto a un «piccolo malato» dal giudice del lavoro di Milano Nicola Di Leo, secondo cui sarebbe stata «acclarata la sussistenza del nesso causale» tra il vaccino esavalente somministrato al bambino nel 2006 «e la malattia». Citando la perizia del medico legale Alberto Tornatore, nominato dal Tribunale, Di Leo aveva concluso: «È probabile che il disturbo autistico del piccolo sia stato concausato, sulla base di un polimorfismo che lo ha reso suscettibile alla tossicità di uno o più ingredienti (o inquinanti), dal vaccino Infanrix Hexa Sk [vaccino esavalente somministrato con tre iniezioni nel primo anno di vita, ndr]». 

All’epoca la sentenza era stata però criticata dalle principali federazioni mediche italiane con un comunicato stampa congiunto in cui si leggeva che «la comunità scientifica è unanime nel ribadire che non esiste alcun legame tra vaccinazione esavalente e autismo, così come tra questa malattia e vaccino contro morbillo, parotite e rosolia (MPR)». Dopo la decisione del giudice Di Leo, il ministero della Salute aveva presentato appello alla Corte di appello di Milano.

Quattro anni dopo, nel 2018, la sentenza era stata ribaltata dalla Corte d’appello del Tribunale del lavoro di Milano, dopo che il collegio, presieduto da Laura Togni, aveva ordinato una nuova consulenza medica che aveva smentito la lettura alla base del pronunciamento del 2014. I giudici di secondo grado scrissero che «le evidenze disponibili nella letteratura scientifica non documentano un’associazione fra le sostanze contenute nel vaccino e l’autismo».

Precisiamo che la tesi infondata che afferma che l’autismo sarebbe causato dai vaccini ha avuto origine da uno studio pubblicato nel 1998 ma che, come è stato poi dimostrato, si basava su dati manipolati e distorti. Studi successivi, basati su campioni molto ampi di popolazione, hanno dimostrato che i vaccini non causano l’autismo.

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