- È tornata a circolare una tabella secondo cui le persone trans o non binarie sarebbero i maggiori responsabili delle sparatorie di massa negli USA tra il 2015 e 2025.
- I dati sono completamente inventati.
- In quel periodo, si contano solo 5 sparatorie commesse da persone trans o non binarie su un totale di oltre 5mila.
L’11 febbraio 2026 su X è stato condiviso un grafico in inglese che mostrerebbe le statistiche delle stragi con armi da fuoco avvenute tra il 2015 e il 2025, divise per categoria demografica. Ai primi due posti ci sarebbero persone trans o non binarie, poi uomini asiatici, seguiti da uomini neri e bianchi. A chiudere la classifica ci sono donne asiatiche e uomini ispanici.
L’immagine è stata condivisa in riferimento alla strage avvenuta il 10 febbraio 2026 a Tumbler Ridge, nella Columbia Britannica, in Canada, compiuta da una ragazza transgender che si faceva chiamare Jesse Strang e nella quale sono morte nove persone (tra cui la stragista) e 27 sono rimaste ferite.
Il contenuto diffonde una notizia infondata e transfobica.
Il grafico è iniziato a circolare sui social media per la prima volta a fine agosto 2025, dopo la strage nella scuola elementare cattolica di Minneapolis, dove una persona trans di nome Robin Westman aveva ucciso due bambini e ne aveva feriti diciassette.
Nel grafico non c’è alcun riferimento sulla fonte da cui proverrebbero questi dati. Questa mancanza è un primo importante campanello d’allarme sulla sua affidabilità.
Sentito all’epoca dai fact-checker di Lead Stories e di FactCheck.org, Mark Bryant, fondatore della ONG indipendente statunitense Gun Violence Archive, che tiene conto di tutte le stragi con armi da fuoco negli Stati Uniti, ha spiegato di non sapere «da dove provengano quei dati, ma sono palesemente inaccurati».
Secondo i dati raccolti da diversi fonti ufficiali (tra cui polizia locale e federale, media ed enti governativi) e verificati dalla ONG sopra menzionata, invece, tra l’inizio del 2013 e settembre 2025 nel Paese ci sono state 5.748 stragi per armi da fuoco (ovvero quelle con più di 4 vittime ferite e/o uccise, escluso l’autore), e di queste solo cinque sono attribuibili a persone trans o non-binarie, una percentuale inferiore all’1 per cento del totale.
Sentito l’11 febbraio 2026 dal servizio pubblico radiotelevisivo canadese CBC, James Densley – co-fondatore di The Violence Prevention Project, centro di ricerca apartitico con sede all’Hamline University di Saint Paul – ha affermato che negli Stati Uniti il 97,5 per cento delle stragi presenti nel database del centro è stato commesso da uomini cisgender (ovvero coloro che si identificano con il genere assegnato alla nascita), il 2 per cento da donne cisgender e lo 0,5 per cento da persone transgender.
Non è dunque vero che le persone trans o non-binarie sono la prima «categoria demografica» responsabile delle stragi per arma da fuoco.
Come spiegato inoltre a FactCheck.org da Ragy Girgis, professore alla Columbia University in psichiatria clinica ed esperto di omicidi di massa, essere transgender «non è un fattore causale nelle sparatorie di massa. Quindi, quando si verifica, è del tutto casuale: i dati sono chiari al riguardo».
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