
Il mercato stranamente florido degli energy drink cristiani
Giovani imprenditori negli Stati Uniti trasformano le bevande energetiche in un veicolo di evangelizzazione, tra promesse di purezza fisica e spirituale
Negli Stati Uniti d’America sta emergendo un curioso mercato di energy drink cristiani. Brand come Agape Energy, Yahweh, Praise Energy, 4GVN o Heir Lion utilizzano nomi biblici, immagini di Gesù, slogan e contenuti social a tema religioso per promuovere bevande energetiche e integratori presentati come di ispirazione cristiana.
La fede e il marketing si uniscono così in un mercato, quello degli energy drink, di cui gli Stati Uniti detengono il primato a livello mondiale. Le vendite di bevande energetiche sono infatti aumentate in modo costante negli USA negli ultimi anni. In base ai dati della società di ricerche di mercato Fortune Business Insights, gli Stati Uniti hanno raggiunto 27,38 miliardi di dollari nel 2025 in questo settore e, secondo il collettore dati Statista, nello stesso anno la sola azienda Red Bull ha fatturato 8,7 miliardi di dollari, seguita da Monster Energy con 6,3 miliardi di dollari.
Proprio in un mercato così florido, alcune frange tradizionaliste evangelicali hanno dato il via a brand di ispirazione cristiana per la messa in commercio di energy drink. La fetta di consumatori potenziali si amplia anche sulla spinta di una lettura cospirazionista che circola da più di una decina d’anni di uno dei principali brand di bevande energetiche, Monster Energy, interpretato come portatore di riferimenti occulti o anticristiani.
Secondo i sostenitori di questa teoria, il logo del marchio dovrebbe essere letto non come una M ma come una tripla ripetizione della lettera ebraica VAV (𐡅), sesta lettera dell’alfabeto e, nel sistema di numerazione ebraico, corrispondente al numero 6. Il logo del brand diventerebbe quindi 666, numero associato al diavolo. Anche lo slogan pubblicitario “Unleash the Beast” (“Libera la bestia”, in italiano) viene ricondotto a un immaginario catastrofico, in particolare alla figura della bestia descritta nel libro dell’Apocalisse (Ap 13,1). Inoltre è malvisto il design della lettera O del marchio, che contiene una croce che viene capovolta nel momento in cui si beve il contenuto della lattina. Questo elemento richiamerebbe le forze del male secondo l’idea diffusa che i seguaci di Satana utilizzino icone cristiane rovesciate.
I brand cristiani che propongono bibite energetiche
Quali sono allora le caratteristiche dei brand che propongono energy drink cristiani? Innanzitutto presentano i loro prodotti come strumenti di evangelizzazione, sostenendo di voler diffondere il Vangelo attraverso una bevanda o di voler offrire alle persone credenti prodotti coerenti con i loro valori. Agape Energy – il cui nome deriva dal greco agape, usato in contesto cristiano per indicare l’amore incondizionato – insiste infatti sull’invito a dichiarare la propria fede senza paura (in un Paese in cui la popolazione cristiana è il 72.17 per cento di quella totale). Il motto del marchio è: «Share a Drink. Share the Gospel. Making Jesus IMPOSSIBLE to Ignore in the beverage industry» (in italiano, “Condividi un drink. Condividi il Vangelo. Rendi Gesù IMPOSSIBILE da ignorare nell’industria delle bevande”) e sul bordo superiore di ogni lattina si legge con tono di sfida: «Are You Bold Enough?» (ovvero, “Sei abbastanza coraggioso?”).
Il design delle lattine e il nome dei prodotti sono combinati in modo da richiamare le Scritture. Di conseguenza White as Snow richiama il versetto di Isaia 1,18 («Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve») e riporta sulla confezione tre croci di legno davanti al volto di un agnello. Mighty Mango pone enfasi sul vigore e la possenza riportando una scena del combattimento tra Davide e Golia (1Sam 17) e un codice QR per approfondire il versetto biblico Filippesi 4,13 in cui si dichiara che tutta la forza viene da Dio. Preachin’ Peach, invece, raffigura Gesù durante la predicazione a una folla e un rimando alla lettera di san Paolo ai Romani sull’urgenza di far conoscere il cristianesimo (Rm 10,14).
Il fondatore di Agape Energy, Tanner Maddocks, 22enne ex quarterback di football dell’Università di Villanova (Pennsylvania), racconta così l’apertura del brand: «La mia più grande paura era quella di travisare l’immagine di Cristo attraverso l’attività commerciale. […] Ho pregato e ho cercato consiglio da persone devote. Infine, mentre sedevo in silenzio con Lui, ho sentito una chiara chiamata a fare un piccolo passo in obbedienza. […] Da quel giorno, Dio ha continuato a benedire questa missione ben oltre qualsiasi cosa avessi potuto pianificare o aspettarmi».
Il brand Yahweh ha invece come slogan: «The Way. The Truth. The Life» (La Via. La Verità. La Vita), che richiama il modo in cui Gesù si definisce davanti ai suoi discepoli nel Vangelo di Giovanni (Gv 14,6). Le lattine riportano il volto di Gesù con il capo circondato da una corona di spine e alcuni versetti evangelici che pongono enfasi sul suo sacrificio (Gv 3,16) e sulla salvezza che viene unicamente dal proclamarsi cristiani (Rm 10,9). Anche i nomi dei vari prodotti uniscono il marketing all’immaginario religioso, come Tropical Paradise e Berry Blessed.
La campagna pubblicitaria si concentra sul coraggio di mostrare la propria fede in modo audace e aperto. Si legge: «Che tu sia in viaggio, al lavoro o immerso nella routine quotidiana, ogni lattina è pensata per rinfrescare il tuo corpo e rispecchiare il tuo scopo. Ovunque ti porti la vita, porta Lui con te». Tra gli ingredienti: zero zuccheri, zero calorie, caffeina naturale definita pulita e «un’energia che rispecchia i tuoi valori. Sei pronto a impegnarti per qualcosa di più grande?».
Anche Praise Energy, che riporta una croce nel nome del brand, utilizza una comunicazione che parla di purezza nutrizionale per arrivare alla purezza spirituale. In questo caso lo slogan è “Delicious Blast Of Energy that Honors the Soul” (Una deliziosa esplosione di energia che onora l’anima) e la mascotte è Zion, un leone che indossa una T-shirt su cui si legge «I love Jesus». È ispirato al leone di Giuda, che simboleggia forza, sovranità e il Messia trionfante e, secondo il brand, «rappresenta la forza che deriva dalla fede, il coraggio senza arroganza e la fiducia radicata nella convinzione».
Praise Energy nasce su iniziativa di Bryce Crawford, 22enne evangelicale statunitense che utilizza i media digitali per parlare di religione. Sul sito del marchio scrive: «Quella che era nata come un’idea per portare prodotti puliti e funzionali nella vita di tutti i giorni si è trasformata in un marchio guidato da uno scopo preciso, radicato in valori, intenzioni e senso di comunità. Ogni prodotto è realizzato per favorire la concentrazione, lo slancio e la resistenza, rimanendo saldi nella fede e onorando il compito che Dio ci affida». Questa insistenza sulla purezza e la pulizia degli ingredienti (in inglese viene usato l’aggettivo clean) accomuna le bevande di ispirazione cristiana. Nel caso di Praise Energy all’assenza di zuccheri si unisce l’assenza di coloranti artificiali e OGM, sottolineata per proporre un drink «senza scorciatoie».
4GVN, come l’inglese forgiven, “perdonato” grazie al sacrificio di Gesù, presenta lattine più semplici dal punto di vista grafico, quasi monocromatiche, ma sempre di ispirazione religiosa e con un’offerta maggiore rispetto agli altri brand. Nello shop online si trovano una decina di gusti diversi, tra cui Heavenly Ice, Kingdom Citrus, Gospel Gummy, Possible Pink e un’edizione speciale per celebrare il Giorno dell’Indipendenza degli Stati Uniti, di cui nel 2026 ricorre il 250esimo anniversario. Ogni prodotto è accompagnato da una citazione biblica che richiama la grandezza divina e dallo slogan «Fuel with Purpose» (cioè “Energia con uno scopo”). Anche in questo caso si evidenziano il basso apporto calorico e l’assenza di zuccheri, grassi e aromi artificiali.
Heir Lion ha invece una grafica più geometrica, che riprende il simbolo del leone e invita a «Drink with Purpose. Stand for the Kingdom» (Bere con uno scopo. Difendere il Regno). È l’unico tra i band di energy drink cristiani che dichiara di donare una percentuale delle vendite a sostegno delle missioni globali dell’associazione Word For The Nations. Sul profilo Instagram del marchio ci sono delle fotografie di minori davanti ai pasti distribuiti, ma né sui canali social né sul sito è presente una rendicontazione delle donazioni.
L’emergere di questo mercato è dato anche dal gymbro revival, un fenomeno che unisce il cristianesimo tradizionalista e il culto della forma fisica e che riguarda soprattutto i giovani uomini, a partire dagli USA per arrivare anche in Europa. Le bevande energetiche cristiane sono quindi il prodotto della convergenza tra cultura fitness ed evangelizzazione digitale, e sono soprattutto rivolte a chi frequenta le palestre, che alcuni brand indicano come luoghi ideali per «predicare il Vangelo».
Questi marchi si presentano come alternative “più pulite” rispetto agli energy drink tradizionali, enfatizzando ingredienti naturali, prodotti ipocalorici e un consumo coerente con l’idea del corpo come «tempio dello Spirito Santo» (1 Cor 6,19). Per quanto i promotori insistano sul fatto che l’obiettivo non sia solo commerciale ma anche missionario, queste bevande si inseriscono chiaramente in strategie di marketing, in cui i diversi brand sono in competizione tra loro e rivendicano ciascuno il primato come Christian energy drink.
Davanti al moltiplicarsi di bevande energetiche cristiane, la giornalista Lydia Bugg si chiede infatti sul The Guardian: «Questi marchi contribuiscono a diffondere la conoscenza del cristianesimo, o trattano semplicemente Gesù come un Topolino senza copyright? Dopotutto, gode già di una notorietà del marchio pressoché universale». Attorno agli energy drink cristiani si è sviluppato quindi un dibattito che accusa i brand di sfruttare il linguaggio religioso per finalità economiche, critica che i marchi respingono rivendicando una ricompensa ultima di natura spirituale.
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