
I tentativi di ingerenza della Russia sulle presidenziali francesi sono iniziati con largo anticipo
A otto mesi dalle future elezioni, diversi candidati sono oggetto di una disinformazione che mira a danneggiare la loro corsa all’Eliseo
Fra otto mesi, precisamente il 18 aprile e il 2 maggio 2027, i francesi si ritroveranno alle urne per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica. Dopo due mandati consecutivi, l’attuale capo di stato, Emmanuel Macron, non potrà ricandidarsi e la corsa all’Eliseo è più incerta che mai. In testa agli ultimi sondaggi c’è Marine Le Pen, leader del Rassemblement National, il partito di estrema destra, che raccoglie il 33-35 per cento delle intenzioni di voto. Dopo di lei si situano il centrista Édouard Philippe, il leader della France Insoumise (partito di sinistra radicale) Jean-Luc Mélenchon e il social-democratico Raphaël Glucksmann. Sotto la barra del 10 per cento troviamo poi il leader della destra tradizionale, Bruno Retailleau, l’ex premier macronista Gabriel Attal e l’ecologista Marine Tondelier.
Questi sono i sette candidati preferiti dai sondaggi, ma non sono gli unici in corsa: il 2027 rischia infatti di vincere il record come l’anno con il maggior numero di candidati. Attualmente se ne contano già 30, ma questa cifra potrebbe aumentare: diversi nomi sono infatti già nell’aria e aspettano solo di essere dichiarati pubblicamente, come quello del leader di Reconquête! (partito di estrema destra), Eric Zemmour, o come l’ex presidente del Partito Socialista François Hollande (che ha pubblicato il 3 settembre il suo libro-programma). In particolare, dei 30 candidati attuali, 16 vengo dai ranghi della sinistra che, più che mai divisa, rischia di disperdere i voti e regalare il secondo turno al centro e all’estrema destra.
La sfida per le presidenziali francesi è, così, ufficialmente iniziata. A fine settembre si è tenuto il primo dibattito ufficiale tra i candidati principali, sul campo del Roland Garros. In contemporanea sono iniziate anche le notizie false, diffuse sui social media, mirate a danneggiare alcuni dei candidati. A lanciare l’allerta è stato Viginum, il servizio ufficiale dello Stato francese (creato nel 2021) per proteggere il dibattito pubblico online dalle ingerenze digitali e dalle campagne di disinformazione straniera.
Gabriel Attal, il candidato pro-Ucraina vittime di disinformazione
Le ultime notizie false intercettate risalgono proprio al primo dibattito pubblico e riguardano Gabriel Attal, ex premier macronista. Diversi video finti, creati con l’intelligenza artificiale, hanno mostrato il candidato rispondere alle domande della giornalista con un auricolare che gli suggerisce le risposte (auricolare che invece nel video ufficiale trasmesso live dalla televisione LCI non è presente).
Questa non è la prima campagna di disinformazione che lo prende di mira. Un’altra risale a poche settimane prima e «consiste in una serie di video diffusi da diversi giorni che contengono narrazioni generalmente non veritiere, palesemente inesatte o fuorvianti e diffuse tramite canali non attendibili» aveva commentato Viginum ad AFP, confermando quanto già raccontato dal canale televisivo francese BFMTV. L’operazione riguardava la diffusione sui social media di false prime pagine dei giornali, che riportavano informazioni inesatte sul candidato. «I post diffondono una serie di narrazioni, ad esempio riguardo a una presunta malattia di Parkinson di Gabriel Attal o al coinvolgimento di persone vicine al candidato negli attacchi informatici che hanno preso di mira l’amministrazione fiscale francese», ha spiegato Viginum. Prima di questo attacco, Attal è stato vittima di un altro caso di disinformazione: un video diffuso online e creato con l’intelligenza artificiale mostrava la proiezione, su una delle pareti del Pantheon di Parigi, di una caricatura del volto di Gabriel Attal, seguita da alcuni messaggi offensivi.
Queste operazioni di disinformazione sono state attribuite all’operazione filorussa denominata “Matriochka” (termine russo che indica le celebri bambole russe), attiva dal 2023: si basa sulla pubblicazione online di contenuti inventati e attribuiti a media occidentali. Alcune tematiche sono ricorrenti in questi attacchi: il presidente Emmanuel Macron è spesso accusato di spendere una parte importante del bilancio francese in Ucraina, a scapito della sicurezza del proprio Paese, o di permettere l’ingresso sistematico nel Paese di islamisti radicali. Altre informazioni invece riguardano direttamente il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, rappresentato spesso come un tossicodipendente.
Attal è lontano dall’essere l’unico candidato colpito dalle ingerenze russe, ma, con cinque attacchi in poco più di un mese, è sicuramente quello che è stato più toccato. Da sempre molto vicino alla politica dell’attuale presidente, Attal è una personalità che sostiene apertamente l’Ucraina, proprio come Emmanuel Macron. Sul media francese Brut, qualche mese fa il candidato spiegava essersi recato più volte in Ucraina e dichiarava: «L’ucraina si batte per la sua libertà e per la nostra». Ricordiamo che, come detto dai suoi avvocati, Gabriel Attal ha già sporto denuncia per “ingerenza straniera”.
Contattato da AFP, il collettivo Antibot4Navalny, che monitora le operazioni legate alla Russia, ha stimato il numero di visualizzazioni dei falsi servizi giornalistici ad «alcune centinaia di visualizzazioni organiche per video».
Anche Philippe e Glucksmann nel mirino
Altri due candidati alle elezioni presidenziali, il centrista Édouard Philippe e il social-democratico Raphaël Glucksmann, sono stati vittima di operazioni d’influenza filorusse. A fine luglio, infatti, diversi presunti articoli circolati sui social media mostravano il candidato Philippe – secondo nei sondaggi, a circa 13 punti percentuale dalla candidata del Rassemblement National – come affetto da demenza frontotemporale, una malattia degenerativa che quindi ne avrebbe messo a rischio la candidatura.
Stessa sorte anche per il leader di Place Publique, Raphaël Glucksmann, e per la sua compagna, la giornalista Lea Salamé. La grafica del media indipendente Blast e il nome di uno dei suoi giornalisti sono stati ripresi e contraffatti per far circolare delle false informazioni sul candidato, attualmente quarto nei sondaggi. I giornalisti di Blast hanno parlato di un’usurpazione di identità fatta da parte di un sito con un dominio simile a quello del media. Su X, Glucksmann ha spiegato che «il Segretariato Generale della Difesa e della Sicurezza Nazionale (SGDN) mi ha informato che sono stato preso di mira da un attacco del gruppo Storm-1516, guidato direttamente dal GRU (i servizi segreti dell’esercito russo)».
Il candidato ha poi concluso scrivendo che «non permetteremo ai tirapiedi del Cremlino di minare la nostra democrazia. […] Non permetteremo a potenze straniere ostili di rubare un’elezione così cruciale per il futuro della Francia». Il tribunale di Parigi ha aperto delle indagini sulle campagne disinformative che hanno toccato i tre candidati.
Come la Russia vuole pilotare le elezioni francesi
Le elezioni francesi sono ormai delle habitué delle fake news russe. Nel 2023 Viginum aveva già individuato la campagna disinformativa Storm-1516, che tra tra agosto 2023 e marzo 2025 contava 77 operazioni di propaganda filorussa. In un rapporto del 2025, Viginum scriveva che «l’obiettivo principale di Storm-1516 sembra essere innanzitutto quello di screditare il governo ucraino, probabilmente nella speranza di provocare la sospensione degli aiuti occidentali all’Ucraina nel contesto dell’invasione del suo territorio da parte della Russia».
Dalle analisi di Viginum, però, Storm-1516 non si limita all’Ucraina, ma prende di mira anche personalità politiche europee, come nel caso dei candidati francesi, spesso tramite la diffusione di finte prime pagine, articoli di giornali o video. «Il modello di diffusione di Storm-1516 è particolarmente complesso e si è evoluto nel corso del tempo», scrive, ed «è caratterizzato dalla diffusione iniziale dei contenuti tramite account usa e getta controllati dagli operatori, o tramite account a pagamento. Le notizie false vengono poi amplificate da una rete di attori filo-russi». Secondo Viginum, le reti filorusse si coordinano spesso tra di loro ed è già stata attestata la collaborazioni tra reti come Storm-1516 e i progetti filorussi di disinformazione Lakhta e CopyCop.
Il primo grande vero attacco risale alle elezioni presidenziali del 2017, con i cosiddetti “MacronLeaks”. Diverse email dell’equipe dell’allora candidato Macron erano infatti state piratate e divulgate prima del secondo turno. La diplomazia francese aveva accusato direttamente lo Stato russo. Da allora le ingerenze sono continuate, aumentando notevolmente di numero con l’inizio della guerra russa su larga scala. Nel 2025 il ministero della Difesa francese ha parlato di una vera e propria “guerra d’informazione” messa in atto dalla Russia.
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