
Una rete vietnamita di content farm ha invaso il mondo del ciclismo
Un network di pagine Facebook diffonde storie inventate e toccanti sui ciclisti per poi monetizzare tramite pubblicità
Nelle ultime settimane sui social media in diversi Paesi sono apparse tutta una serie di notizie false sul mondo del ciclismo.
A inventarle e diffonderle è stata una rete di pagine Facebook, gestite in Vietnam, che pubblica in diverse lingue contenuti coinvolgenti, ma infondati, con lo scopo di indirizzare gli utenti verso il proprio sito e monetizzare grazie alle pubblicità.
Un feed di notizie false e immagini IA
Da diverse settimane, la redazione di Facta ha rintracciato un filone disinformativo di post Facebook a tema ciclismo molto simili tra loro nella forma e nella sostanza. Contenuti (falsi) che raccontano retroscena delle gare più importanti come il Tour de France, tattiche di gare, dichiarazioni di ciclisti e cicliste o dei loro familiari, o fatti della loro vita privata. Come la mamma del giovane ciclica messicano Isaac del Toro che avrebbe «trovato il coraggio di raccontare» un aneddoto finora nascosto sul figlio, oppure la famosa coppia Urška Žigart e Tadej Pogačar che annuncia la prima gravidanza.
O ancora, il ciclista italiano Giulio Ciccone che si è detto pentito di aver scelto di non correre il Tour de France, il belga Wout van Aert che ha donato 2 milioni di dollari per costruire un rifugio per le persone senza fissa dimora, e l’olandese Demi Vollering che ha accusato l’avversaria francese Pauline Ferrand-Prévot di credersi, immeritatamente, la miglior ciclista del momento.

Ogni post è accompagnato da un’immagine – o meglio, da un collage di tre immagini – dei protagonisti della storia. Immagini che spesso sono generate con l’intelligenza artificiale, o comunque alterate digitalmente al fine di rendere melodrammatica l’espressione dei personaggi e dare risalto alla storia. È il caso di un ritratto del ciclista italiano Filippo Ganna che viene mostrato arrabbiato durante una conferenza stampa perché sarebbe stato arrabbiato con il già citato connazionale Ciccone. Falsa sia l’immagine, che la storia raccontata. O della giovane promessa francese Paul Seixas che, a pochi giorni dal suo primo Tour De France, avrebbe «svelato un segreto che non riusciva più a trattenere». Anche in questo caso, tutto inventato.
Altra caratteristica rilevante di questi post rintracciati dalla redazione di Facta è la strategia comunicativa utilizzata per raccontare le storie. A prescindere dalla lingua in cui vengono pubblicati – italiano, inglese, francese, spagnolo, neerlandese – i contenuti social hanno una struttura comunicativa pressoché identica. Una narrazione accattivante e ricca di suspense, fatta da una frase a effetto per lanciare la “notizia” – come una dichiarazione “shock” – e un linguaggio sensazionalistico e clickbait.
Il tutto accompagnato da frasi come “scopri di più qui sotto”, che invitano gli utenti a cliccare sul link all’articolo postato nei commenti dalle stesse pagine Facebook. Il link è proprio l’elemento più importante in comune tra le varie pagine Facebook. Nonostante l’url dei link sia ogni volta diverso, rimanda sempre a uno stesso sito: “Luxury blogs”.
La rete di content farm in Vietnam
A diffondere questi contenuti sensazionalistici e falsi su ciclisti e cicliste, con lo scopo di rimandare gli utenti a un preciso sito internet, è una rete di circa 10 pagine Facebook – attualmente attive e identificate da Facta – gestite per lo più in Vietnam.
Gli elementi che collegano tra di loro queste pagine, oltre al rimando a Luxury blogs, sono molteplici. Primo fra tutti, hanno una foto profilo e, quando presente, di copertina generate con l’intelligenza artificiale. Spesso, poi, alcune di queste pagine si seguono tra di loro.
Come già descritto sopra, anche i contenuti che pubblicano rispecchiano uno stesso formato. Le varie pagine analizzate scrivono in lingue diverse, ma le notizie sono molto simili tra loro, se non a volte identiche. Ad esempio la falsa notizia della gravidanza della ciclista slovena Žigart è stata data sia in inglese che in nederlandse da almeno due diverse pagine, utilizzando per lo più immagini IA quasi uguali. La peculiarità è che ogni pagina, oltre a pubblicare notizie sui ciclisti più famosi, condivide anche storie “su misura” per il proprio pubblico di riferimento. Ad esempio i contenuti della pagina “Sprint Cycle”, che scrive in italiano, riguardano i ciclisti italiani più famosi, mentre “The Cycling Scoop”, di lingua francese, si focalizza più sui transalpini come Julianne Alaphilippe o Pauline Ferrand-Prévot, e “Cycling Signal” parla dei ciclisti e delle cicliste belga.
Molte di queste pagine sono nate di recente, nelle scorse settimane o negli ultimi mesi. “Cycling Race Insider”, “Cycling Signal” e “The Cycling Scoop” sono state create lo scorso aprile, mentre altre come “Cycling Pulse” risalgono a metà 2025. La pagina più vecchia e di riferimento (segue quasi tutte le altre pagine) sembra essere “Two Wheels Tribe”, fondata il 1° luglio 2010 col nome “Living mix”, poi modificato a gennaio 2024 in “Rocking Fans Of Travis Scott” e infine diventata, il 29 aprile 2026, “Two Wheels Tribe”. In bio è presente ancora un link vecchio che rimanda a un sito inattivo.
In base alle informazioni riportate in queste pagine, alcune indicano di avere la sede negli Stati Uniti, con tanto di numero di telefono con prefisso statunitense. Controllando gli indirizzi e i numeri indicati, questi tuttavia rimandano a camping negli Stati Uniti che nulla hanno a che fare con il mondo del ciclismo o a pubblicazioni di notizie sportive. Le informazioni riportate nelle informazioni compilate da chi gestisce la pagina, poi, non corrispondono con quanto si legge nelle sezione “Trasparenza della pagina” fornita da Meta: i gestori delle pagine risultano risiedere nella maggior parte dei casi in Vietnam.

Anche chi paga le inserzioni ha spesso un nome o un rimando vietnamita. I contenuti sponsorizzati di “Two Wheels Tribe”, ad esempio, sono stati pagati da «Áo Cưới Trung Hoa Nè», e quelli di “Sprint Cycle” da «Đầm dự tiệc TaNa Shop». Tramite la “Libreria inserzioni” di Meta è stato poi possibile verificare che i contenuti sponsorizzati di varie pagine della rete analizzate da Facta sono state pagate dallo stesso inserzionista. Le varie sponsorizzazioni delle pagine intercettate, tra l’altro, sembra avere una logica temporale: su ogni pagina sono stati sponsorizzati cinque post, per circa cinque giorni, e queste sponsorizzazioni sono state fatte partire nel momento in cui è finita quella di un’altra pagina della stessa rete.
Un fine economico
Lo scopo di questa rete vietnamita non è tanto diffondere false informazioni sul ciclismo, ma attirare più utenti possibili con notizie sensazionaliste e indirizzarli su Luxury blogs. Questo è un sito fondato nel 2023, poco elaborato graficamente, in cui l’utente viene fin da subito inondato da una serie di annunci pubblicitari. Il sito è composto unicamente da articoli falsi e clickbait in più lingue, e guadagna proprio dagli annunci pubblicitari: in questa logica, più visite e più click significano maggior guadagno. I temi trattati non si fermano al ciclismo, ma riguardano anche calcio, boxe e più in generale del mondo dello spettacolo.
Ad esempio, in passato a Facta abbiamo smentito una notizia diffusa da Luxury blogs secondo cui Netflix avrebbe investito 5 miliardi di dollari in uno studio “anti-woke” fondato da Robert Downey Jr. e Mel Gibson. Anche altri fact-checker internazionali hanno smentito articoli pubblicati dal sito.
Luxury blogs dunque che non è altro che un aggregatore di articoli inventati e falsi su personaggi dello spettacolo, che sfrutta le piattaforme social per attirare gli utenti e generare traffico sul proprio sito.
Questa è una strategia che tante altre pagine Facebook utilizzano. Come hanno rilevato varie analisi, il social di proprietà di Meta è ormai invaso da reti di “IA slop”, contenuti di propaganda polarizzante e notizie false clickbait per generare engagement. Gran parte di tutto questo è gestito in Paesi del Sud globale, e riescono ad arrivare a milioni e milioni di utenti.
- Com’è cambiata la violenza online, dai “leoni da tastiera” alle molestie sistematiche con l’AI
Com’è cambiata la violenza online, dai “leoni da tastiera” alle molestie sistematiche con l’AI - Il simbolo della Gen Z indiana è uno scarafaggio
Il simbolo della Gen Z indiana è uno scarafaggio


