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Per 48 ore alcune testate hanno usato la foto di un innocente per parlare dei fatti di Modena

Repubblica e La Stampa sembrano aver preso la foto dal profilo Instagram di un utente con il nome simile al colpevole

18 maggio 2026
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Sabato 16 maggio un uomo di 31 anni, Salim El Koudri, ha investito volontariamente con la sua macchina una quindicina di persone nel centro di Modena. Nell’incidente ne sono rimaste ferite sette, di cui quattro gravi. Tra i feriti, lievemente, si aggiunge anche uno degli uomini che ha bloccato El Koudri, una volta uscito dalla sua auto con un coltello in mano dopo essersi schiantato.

Al momento in cui scriviamo, El Koudri si trova nella sezione “I Care” – dedicata ai reclusi considerati a rischio suicidio – della Casa circondariale di Modena con l’accusa di strage e lesioni aggravate. In passato, l’uomo con la cittadinanza italiana dal 2009 che abitava a Ravarino (provincia di Modena), era stato in cura presso il Centro di igiene mentale di Castelfranco Emilia per un disturbo schizoide della personalità. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha dichiarato «al momento, ma poi saranno ulteriori accertamenti a dirlo», quanto accaduto a Modena «sembra di fatto che sia collocabile soprattutto in una situazione di disagio psichiatrico».

Nel riportare la notizia e il profilo di El Koudri, diversi giornali hanno pubblicato alcune sue fotografie. Ansa e il Corriere della Sera hanno diffuso una foto della persona arrestata in bianco e nero (a sinistra nell’immagine sotto). Repubblica e la Stampa hanno usato una foto diversa, che tuttavia non combacia con quelle pubblicate dagli altri media (a destra). 

A sinistra la foto dell’autore dell’attacco di Modena. A destra la foto sbagliata.

Guardando e confrontando le diverse foto condivise dai giornali si nota immediatamente che i due uomini hanno dei tratti somatici differenti. In particolar modo i lineamenti del viso, il taglio degli occhi, la forma della bocca e delle labbra, così come la dimensione e l’attaccatura delle orecchie.

Come ha scoperto Facta, l’uomo nella foto a colori non è il responsabile dei fatti di Modena. Il team legale di El Koudri ci ha confermato che la foto in questione, pubblicata da La Stampa e la Repubblica, non ritrae il loro assistito. Il 31enne arrestato, invece, è quello della foto in bianco e nero stile fototessera. Anche la Polizia ha confermato a Facta che soltanto la foto in bianco e nero mostra l’uomo che ha investito le persone a Modena.

Dopo che abbiamo segnalato a la Repubblica e La Stampa l’errore, in data 18 maggio, le due redazioni hanno modificato gli articoli con la foto corretta ed eliminato molti dei propri post sui social che riportavano la foto sbagliata. Su X, tuttavia, è ancora presente un post di Repubblica con l’immagine errata. Lo scambio di identità è rimasto sulle homepage delle due testate per circa 48 ore.

Secondo la ricostruzione di Facta, l’errore sembra essere nato da un caso di quasi omonimia. Le redazioni avrebbero preso la foto dal profilo Instagram di un utente chiamato “Salim Koudri”, che al momento risulta non più attivo. Nome molto simile a quello dell’uomo arrestato (“Salim El Koudri”).

Questa disattenzione ha poi dato il via alla diffusione di disinformazione islamofoba. Il 17 maggio, l’account Instagram di estrema destra imperium.veritas ha pubblicato un carosello con foto e commenti (in arabo) di un profilo presente sul social media di Meta, sostenendo si trattasse dell’uomo che ha compiuto l’attacco di Modena. Nella prima slide è presente proprio la foto erroneamente diffusa da la Repubblica e La Stampa. Nelle slide successive si vedono altre immagini della stessa persona (prese dal profilo in questione) e suoi commenti in arabo con preghiere rivolte ad Allah. Il post di imperium.veritas sembra quindi voler collegare i fatti di Modena all’Islam. Un legame che ad oggi le indagini degli inquirenti non hanno confermato, specificando che non stati riscontrati segnali di radicalizzazione.

Questi contenuti sono stati poi rilanciati sui social il giorno successivo anche da RadioGenoa, account di disinformazione xenofoba in lingua inglese, e dalla Lega, che ha commentato i messaggi con la didascalia: «Ecco cosa scriveva sui social Salim El Koudri, attentatore di Modena». Il partito di governo, insomma, ha condiviso foto e post appartenenti a una persona che risulta totalmente estranea ai fatti e che ha visto la sua foto e i suoi post pubblicati da alcuni dei più seguiti account sui social.

Non è stato possibile al momento verificare la reale identità della persona coinvolta per errore nei fatti di Modena. 

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