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Trump rischia di perdere il sostegno del movimento salutista di Kennedy a causa di un erbicida

Make America Healthy Again non ha preso bene la decisione del presidente USA di accrescere le scorte di fosforo, usato per la produzione di glifosato

18 marzo 2026
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Il 25 febbraio il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato un controverso ordine esecutivo. Ha utilizzato il Defense Production Act, una legge risalente alla guerra di Corea del 1950 che permette al governo di dare priorità alla produzione di materiali strategici per la sicurezza nazionale, per accrescere le scorte di fosforo. Il fosforo è un minerale utile sia a livello militare, per la produzione di proiettili “al fosforo bianco”, legali in contesti bellici ma che costituiscono crimini di guerra se utilizzati in aree con presenza di civili, sia per la produzione di glifosato – il principale erbicida nell’agricoltura statunitense –, che inibisce la proteina che permette a piante e microrganismi di compiere la fotosintesi.

Nel firmare questo ordine esecutivo, Trump si è inimicato una categoria fondamentale che gli ha garantito la rielezione nel 2024: il mondo MAHA, o “Make America Healthy Again”, quel nucleo di influencer salutisti, principalmente madri, che promuovono idee spesso non supportate dalla comunità scientifica contro agenti chimici, pesticidi e cibi ultraprocessati, e, nelle loro frange più estreme, contro gli obblighi vaccinali. Questa comunità aveva sostenuto la candidatura alla presidenza statunitense dell’antivaccinista Robert Kennedy Jr. e poi quella di Trump quando quest’ultimo gli ha garantito l’endorsement. 

MAHA vs MAGA

Per le MAHA Moms – così vengono chiamate le sostenitrici di Kennedy, molto influenti sui social – in America sarebbe in corso un avvelenamento graduale dei cittadini, principalmente attraverso pesticidi e agenti chimici messi in commercio dalle case farmaceutiche. In particolare, il glifosato, introdotto come prodotto commerciale negli anni ’70 dall’azienda Monsanto, oggi di proprietà del grande gruppo farmaceutico tedesco Bayer, è ritenuto da queste persone altamente cancerogeno, e vedono nell’aumento della produzione richiesta da Trump un tradimento. 

Le valutazioni scientifiche sul glifosato sono divergenti. Nel 2015 l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, parte dell’Organizzazione mondiale della sanità, lo aveva classificato tra le sostanze «probabilmente cancerogene» (gruppo 2A): una decisione non condivisa da Monsanto, che ha scritto sul suo sito web che «l’OMS mette allo stesso livello di rischio del glifosato bere bevande calde e mangiare carne rossa». Secondo l’Agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente, invece, non c’è alcun rischio per la saluta umana, così come per l’Autorità europea per la sicurezza alimentare. Dopo un lungo percorso di approvazione, infatti, anche in Unione europea oggi si può utilizzare il glifosato in agricoltura, anche se è vietato nella fase di pre-raccolta, ossia il periodo immediatamente precedente alla raccolta. 

Il leader del movimento MAHA, l’attuale segretario alla Salute statunitense Robert Kennedy Jr., ha strenuamente combattuto il glifosato per anni, dichiarando più volte di essere convinto che la sostanza causi il cancro. Da avvocato ambientalista, nel 2018, ha rappresentato un cittadino malato di cancro contro Monsanto che diceva di essersi ammalato a causa dell’esposizione al glifosato: in quel caso, l’azienda era stata condannata a un risarcimento milionario. Nonostante le sue posizioni passate, Kennedy ha supportato la decisione di Trump affermando che il presidente «non ha costruito questo sistema, lo ha soltanto ereditato» e che purtroppo gli Stati Uniti sono dipendenti dal glifosato in tutto il settore agricolo: senza di esso, infatti, «l’ottanta per cento degli agricoltori non riuscirebbe a far fronte alla produzione», spiega sempre Kennedy. Eliminarlo velocemente sarebbe, dunque, impossibile. 

Nonostante non abbiano attaccato direttamente Kennedy, le influencer salutiste del movimento MAHA hanno protestato aspramente sui social. Alex Clark, una delle voci più importanti delle MAHA Moms, ha affermato che con questa scelta «Trump ha perso le elezioni di metà mandato» (che saranno a novembre di quest’anno, ndr), aggiungendo che «le donne pensano di aver sentito solo menzogne e diventa difficile farle votare repubblicano alle elezioni di midterm». Kelly Ryerson, divenuta famosa sui social con il soprannome di “ragazza glifosato” a indicare la sua contrarietà alla sostanza, ha affermato che gli indipendenti pro-Kennedy e gli ex democratici che hanno votato Trump per la percepita attenzione al tema della salute lo starebbero abbandonando. D’altronde, una prima crepa si era aperta con la nomina di Lee Zeldin all’Agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente: le MAHA Moms avevano lanciato una petizione perché Trump lo licenziasse, in quanto voleva eliminare le restrizioni per molti agenti chimici e approvare l’utilizzo di nuovi pesticidi, compresi alcuni contenenti sostanze globalmente riconosciute come forever chemicals o PFAS, sostanze chimiche molto resistenti ai processi naturali di degradazione, associati a rischi per la salute umana. Avevano protestato e definito “Anti-MAHA” il modo in cui si era mossa l’agenzia, fino a quando Zeldin non le ha incontrate e ha promesso di portare avanti l’agenda del movimento. 

Un altro problema delle influencer MAHA con Trump è che, oltre ad aver aumentato per decreto la produzione, si è schierato con Bayer in un caso giunto all’attenzione della Corte Suprema che renderebbe più difficile citare in giudizio per danni i produttori di pesticidi. Bayer, infatti, vorrebbe patteggiare centinaia di cause pagando 7,25 miliardi di dollari totali: nel patteggiamento, non si ammetterebbe nessuna responsabilità, mantenendo la linea che il glifosato non causa il cancro. 

I voti dei salutisti diventano contendibili

In questa distanza tra le influencer e Trump si sono inseriti i democratici, che hanno anch’essi attaccato l’amministrazione statunitense: il senatore Cory Booker ha parlato di un messaggio chiaro proveniente dalla Casa Bianca, che denota come i profitti delle aziende chimiche sarebbero più importanti della salute. Nel frattempo, ancora la capofila del movimento MAHA Alex Clark ha affermato che «se a destra pensano di avere garantiti i voti MAHA fino al 2028, si sbagliano» e se le promesse non verranno portate a termine, il movimento potrebbe confluire sui democratici. 

D’altronde, l’ambientalismo e il salutismo sono cause storicamente più vicine ai democratici, mentre i repubblicani con la deregulation erano più vicini agli interessi industriali, e lo stesso Kennedy, prima di annunciare la candidatura come indipendente alla Casa Bianca nel 2024, si era inizialmente candidato per la nomination democratica. Una difficoltà che si riscontra anche nelle parole di Zen Honeycutt, fondatrice di Moms Across America, un’associazione che fa parte del movimento MAHA, che ha affermato come l’ordine esecutivo sul glifosato le abbia fatto venire il mal di stomaco, dato che sperava che la nomina di Kennedy alla Salute sarebbe stata l’inizio di un movimento per bandire del tutto i pesticidi. Alcune no-profit alleate ai democratici hanno già iniziato a lanciare messaggi di supporto alle MAHA Moms, affermando che Kennedy ha tradito il movimento, dato che aveva promesso una rivoluzione salutista in America mentre in realtà non avrebbe fatto altro che far ammalare ancora di più la popolazione.

I sondaggi in vista delle midterm, per Trump, non sono buoni: i democratici sarebbero in vantaggio, infatti, per riconquistare la Camera. L’attuale guerra in Iran ha aumentato il prezzo della benzina e rischia di aumentare l’inflazione, e nel frattempo il presidente si deve guardare anche da un gruppo d’interesse, come il movimento MAHA, che chiede conto delle promesse fatte in campagna elettorale. Trump ha ottenuto il voto del movimento MAHA e ha dato un posto di rilievo a Kennedy, ma non è un blocco di consensi da dare per assodato: se non darà seguito alle richieste di bandire pesticidi e combattere seriamente i forever chemicals, le altre aperture al movimento potrebbero non bastare.

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