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Zelensky, biolaboratori e virus bovini: sulle rinnovabili in Sardegna si è scatenata la tempesta perfetta della disinformazione

Una nuova versione del negazionismo climatico isolano che, nel portare avanti la sua tesi, ha tirato in ballo anche oligarchi ucraini e il presidente Volodymyr Zelensky

11 febbraio 2026
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Questo articolo è un estratto della seconda uscita della terza stagione di “A Fuoco”, la newsletter climatica di Facta e Pagella Politica. In questo numero, dal titolo “Sulle rinnovabili in Sardegna si è scatenata la tempesta perfetta della disinformazione”, l’autore Alessandro Pilo racconta l’avversione all’installazione di nuovi impianti per le energie rinnovabili in Sardegna e come questa sia stata alimentata dalla disinformazione. Una nuova versione del negazionismo climatico che, nel portare avanti la sua tesi, ha tirato in ballo anche oligarchi ucraini e il presidente Volodymyr Zelensky, non mancando di menzionare teorie cospirazioniste di ogni genere.

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Sul fronte politico e complottista, il giornalista di punta dell’Unione Sarda ed ex governatore della Sardegna, Mauro Pili, ha trasformato alcuni investimenti nelle rinnovabili in un intrigo internazionale, sostenendo che dietro ci sarebbe addirittura la “longa manus” del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. È vero che l’azienda energetica ucraina Dtek è attiva in Europa nel settore delle rinnovabili, anche in Sardegna. Tuttavia il suo fondatore, il miliardario Rinat Akhmetov, è in realtà un noto oppositore politico del presidente ucraino. Un dettaglio secondario, visto che Pili lo presenta come l’oligarca di Zelensky e insinua senza troppe sottigliezze il coinvolgimento del presidente ucraino: «Zelensky sta a guardare o è complice di questo shopping in terra sarda?». I progetti di Dtek hanno le stesse criticità di molti altri investimenti stranieri sull’isola, ma Pili è riuscito a sfruttare la vicenda in chiave demagogica: mentre l’Italia continua a fornire aiuti e finanziamenti all’Ucraina, quei soldi finirebbero nelle mani degli oligarchi e verrebbero usati per rubare la terra ai sardi.

Le accuse di Pili hanno dato il via a varianti sempre più fantasiose. In alcune, Zelensky starebbe preparando il terreno per trasferirsi in Italia e prendere la cittadinanza italiana, mentre la pista ucraina della speculazione sarda si è fusa con vecchi miti complottisti. In un video da quasi 120 mila visualizzazioni il complottista Franco Fracassi, più volte ospite di Byoblu, “ricostruisce” la vicenda partendo dai sotterranei dell’acciaieria Azovstal (effettivamente di proprietà di Akhmetov prima dell’occupazione russa di Mariupol). Lì, secondo questa versione, si trovava un bio-laboratorio della NATO, poi privatizzato e finito nelle mani di Hunter Biden. Da quel laboratorio sarebbe uscito il virus della dermatite nodulare bovina, attualmente responsabile di un focolaio in Sardegna. Gli allevatori, piegati dalla morte del bestiame, sarebbero costretti a svendere i terreni al miliardario ucraino, che li userà per impianti rinnovabili. In questa ricostruzione infondata c’è spazio anche per teorie cospirative sulle zanzare geneticamente modificate provenienti da una fabbrica di Terni di proprietà di Bill Gates. 

La dermatite nodulare bovina (LSD) è una malattia zootecnica endemica dell’Africa sub-Sahariana, arrivata negli ultimi anni anche in varie parti d’Europa. Il primo caso ufficiale in Italia è stato registrato a giugno 2025, in Sardegna. Pur avendo un tasso di mortalità molto basso, i focolai possono portare all’abbattimento di numerosi animali per contenere la diffusione. Contro la LSD esistono vaccini efficaci e non ci sono prove che delle aziende energetiche abbiano sfruttato la situazione per acquisire terreni. Eppure questa teoria, già ripresa anche da Marco Rizzo, è uscita ormai dai circuiti online ed è approdata nel mondo reale, unendosi tra l’altro al sentimento antivaccinista. L’8 agosto nell’anfiteatro di Macomer si è tenuto un evento dal titolo eloquente: “La Sardegna tra speculazione energetica e dermatite bovina”. Sul palco, amministratori locali, volti noti del movimento anti-rinnovabili e a moderare l’ex direttore dell’Unione Sarda Antonangelo Liori, lo stesso che qualche tempo fa tuonava su Facebook contro l’indottrinamento dei bambini con le pale eoliche Lego, e che prima dell’evento in questione denunciava i protocolli vaccinali per controllare l’epidemia di dermatite bovina, a suo avviso mossi dagli interessi di Big Pharma.

 

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