- Su Facebook sta circolando la presunta foto dell’uomo che in provincia di Udine avrebbe segnalato alla polizia tre adolescenti che vendevano dolci e bevande senza le dovute autorizzazioni.
- La notizia è vera, ma quello non è il cittadino che ha fatto la segnalazione.
- Si tratta di Gian Marco Saolini, noto creatore di bufale virali, che da quando è uscita la notizia si è finto il proprietario di un bar che ha segnalato l’accaduto.
Il 9 agosto 2026 su Facebook è stato condiviso un post di critica nei confronti di un uomo che avrebbe «denunciato i bimbi che vendono limonata» davanti al suo bar perché i bambini «non hanno la licenza». In allegato al post è stata condivisa anche la foto del presunto protagonista della vicenda.
È un contenuto nato con intento satirico, ma che poi è stato creduto reale.
A inizio agosto a Pradamano, in provincia di Udine, tre ragazzi di 13 e 14 anni sono stati richiamati dalla polizia locale per aver allestito un banchetto in cui vendevano bevande (come caffè e limonata) e biscotti senza autorizzazioni. I ragazzi volevano racimolare il denaro necessario per comprarsi un motorino. L’azione, ha spiegato la polizia locale, era partita da una segnalazione di un cittadino per presunta somministrazione di alimenti priva dei requisiti igienico-sanitari, e si è conclusa senza la contestazione di alcun illecito.
L’uomo nella foto però non è la persona che ha segnalato il banchetto alla polizia locale. Si tratta invece di Gian Marco Saolini, noto creatore di bufale virali di cui su Facta ci siamo occupati più volte in passato.
Da quando è uscita la notizia, Saolini ha pubblicato alcuni post sui propri account social in cui finge di essere un proprietario di un bar, denominato “Bar La Limonata”, che ha segnalato l’accaduto. Saolini ha creato anche la pagina social del fittizio bar.
In uno di questo, pubblicato il 9 agosto, ha scritto «Non mi sento in colpa per aver fatto chiudere il banco a quei bambini. Se sei un fuorilegge, sei un fuorilegge. [..] Io ho un bar qui a Udine e pago fior fior di tasse, se le pago io, le pagano tutti». Nel post è presente anche la fotografia in analisi intera; si tratta di un’immagine generata con l’intelligenza artificiale che lo ritrae mentre parla con due agenti della polizia locale davanti a un banchetto di due adolescenti.
- Questa femminista spagnola che “considera la masturbazione una violenza sessuale” non esisteQuesta femminista spagnola che “considera la masturbazione una violenza sessuale” non esiste
- Questo post che “difende la Sharia” non è di un vero account femministaQuesto post che “difende la Sharia” non è di un vero account femminista
