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La campagna di disinformazione filorussa per screditare l’Ucraina alle Olimpiadi invernali

Un’operazione coordinata ha diffuso video e immagini IA per dipingere gli atleti ucraini antipatici e violenti

23 febbraio 2026
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Domenica 22 febbraio si sono ufficialmente concluse le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. L’evento ha attirato l’attenzione del pubblico da tutto il mondo. Si è trattato di un grande palcoscenico che proprio per la sua portata globale è inevitabilmente finito al centro di notizie false e fuorvianti. Alcune delle quali avevano però dietro una precisa regia. 

Durante lo svolgimento dei Giochi olimpici sono state infatti andate in scena vere e proprie campagne di disinformazione pro Cremlino mirate a screditare l’Ucraina agli occhi dell’opinione pubblica internazionale.

Tra il 30 gennaio e il 10 febbraio 2026 un’analisi di NewsGuard, progetto di monitoraggio dei media che si occupa di analizzare le dinamiche della disinformazione a livello internazionale, ha identificato 28 video e immagini che, anche con l’uso dell’intelligenza artificiale, imitavano fonti di notizie e agenzie governative in cui si affermava che il «personale ucraino addetto alla ristorazione alle Olimpiadi sputava nel cibo, che la World Anti-Doping Association ha “semplificato i test antidoping” per gli atleti olimpici ucraini e che il rapper Snoop Dogg avrebbe rifiutato di farsi fotografare con la delegazione ucraina a causa del presunto nazismo nelle Forze armate ucraine». 

Secondo gli analisti di NewsGuard tutte queste notizie false sembrano essere collegate alla campagna di influenza filorussa nota come “Matrioska”, che diffonde falsi contenuti attributi a importanti media occidentali e già attiva anche durante le Olimpiadi estive di Parigi 2024. I video e le immagini analizzate imitavano infatti contenuti di varie testate giornalistiche internazionali e istituzioni governative, tra cui Reuters, Euronews e il ministero della Salute italiano. In diversi casi questi contenuti disinformativi sono stati poi rilanciati da Pravda, una rete strutturata e coordinata di 193 siti che diffondono propaganda russa in Europa e negli Stati Uniti, e da importanti media russi, riporta sempre NewsGuard.

Un lavoro d’indagine parallelo condotto da BBC Verify – la redazione di fact-checking dell’emittente pubblica britannica –, insieme ai ricercatori statunitensi dTeam e dagli analisti della Clemson University, ha individuato su Telegram e X 43 contenuti disinformativi sulle Olimpiadi e contro l’Ucraina legati sempre all’operazione “Matrioksa”.

Pochi giorni dopo l’inizio delle Olimpiadi, ad esempio, sui social media è iniziato a circolare un presunto servizio di Cbc News in cui la corrispondente dal villaggio olimpico Adrienne Arsenault afferma che gli atleti ucraini sarebbero stati stati alloggiati il ​​più lontano possibile dagli atleti degli altri Paesi perché durante le Olimpiadi di Parigi la delegazione ucraina aveva creato troppi problemi, alimentando un clima tossico. 

Questo servizio non è però mai stato trasmesso dall’emittente canadese e la giornalista non ha mai dato quella falsa notizia sugli atleti ucraini, come smentito dalla stessa Cbc News.

Il contenuto disinformativo è stato manipolato con strumenti di intelligenza artificiale. Nella prima parte del filmato falsamente attribuito alla rete canadese si vede Adrienne Arsenault parlare dal villaggio olimpico. A un certo punto, però, il suo volto scompare. Nel filmato infatti compaiono foto di atleti ucraini e interni delle stanze dei partecipanti ai giochi olimpici, mentre la sua voce prosegue, affermando che gli ucraini sarebbero tenuti lontani dai loro colleghi a causa della loro aggressività mostrata nel corso delle Olimpiadi di Parigi.

La prima parte del filmato, in cui Adrienne Arsenault è al villaggio olimpico, è reale. Al contrario, la seconda parte del servizio sugli atleti ucraini, in cui si sente solo la voce della giornalista, è stata ricreata interamente con l’intelligenza artificiale. 

La stessa tecnica è stata utilizzata per un altro contenuto disinformativo filorusso sulle Olimpiadi invernali diffuso in questi giorni. In questo caso è stato utilizzato il video della conferenza stampa del 1° febbraio 2026 trasmessa da Euronews di Kirsty Coventry, la presidente del Comitato Olimpico internazionale (CIO). Nel video virale viene inquadrata prima Coventry mentre parla e poi subentra una serie di foto accompagnate dal voiceover dell’ex atleta che critica gli atleti ucraini, dicendosi scioccata dal fatto che questi atleti siano venuti a Milano «per una folle campagna pubblicitaria politica», che gli atleti di questo Paese si stiano comportando in modo aggressivo e che «non ha mai incontrato persone così irritanti». Durante la conferenza stampa, tuttavia, la presidente del CIO non ha mai affermato una cosa del genere. Anche in questo caso, il voiceover in cui Coventry critica l’Ucraina è stato generato artificialmente.

In altri casi, invece, a essere manipolate digitalmente sono state le immagini. Come abbiamo analizzato negli scorsi giorni, sui social media era stata diffusa viralmente la foto dell’atleta di sci di fondo ungherese Adam Konya che durante una gara aveva mostrato in favore delle telecamere una scritta fatta a mano sul suo guanto. Nel testo si poteva leggere: «We’re all fed up with “U”» (in italiano, «ne abbiamo abbastanza di voi»). Questa immagine è stata condivisa con un commento secondo il quale si sarebbe trattato di un gesto di Konya contro gli atleti ucraini (nella scritta, c’è il gioco di parole con la “U” di “voi”, e di “Ucraina”) che avevano mostrato solidarietà al compagno Vladyslav Heraskevychl, atleta di skeleton squalificato dalle gare perché indossava un casco che ricordava i colleghi uccisi durante l’invasione russa dell’Ucraina, ritenuto non conforme alle linee guide del Comitato olimpico internazionale.

A sinistra l'immagine manipolata, a destra lo scatto originale.

La foto, però, era un falso. Nello scatto originale, pubblicato l’ 8 febbraio 2026 dalla pagina Facebook ufficiale della squadra olimpica ungarese, l’atleta non ha alcuna scritta nel suo guanto. Non risultano nemmeno dichiarazioni pubbliche di Konya contro la delegazione olimpica ucraina.

«La Russia vuole che gli ucraini appaiano, francamente, antipatici», ha dichiarato alla BBC Darren Linvill, esperto di analisi forense dei media presso la Clemson University. Linvill ha concluso avvertendo che per il pubblico giusto questi contenuti hanno il potenziale per essere molto convincenti. 

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