Logo

La destra polacca vuole uscire dall’Unione europea usando giovani donne create con l’IA

La strategia degli antieuropeisti polacchi consiste nel diffondere sui social deepfake di ragazze che inneggiano alla sovranità nazionale e alla protezione dei “valori tradizionali”

27 gennaio 2026
Condividi

Tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, una serie di video diffusi sui social network in lingua polacca ha portato al centro del dibattito pubblico in Polonia una narrazione apertamente antieuropeista. Le protagoniste dei filmati sono giovani donne che indossano magliette con la bandiera bianca e rossa e l’aquila nazionale e illustrano i presunti vantaggi di una possibile uscita della Polonia dall’Unione europea, la cosiddetta “Polexit”. L’idea è da tempo associata all’estrema destra polacca, che la presenta come un modo per recuperare la sovranità nazionale e proteggere i valori “tradizionali” dalle influenze esterne.

Ogni video presenta una donna diversa, tutte accomunate da un messaggio chiaro: lasciare l’UE sarebbe una scelta vantaggiosa per il Paese. Uno dei contenuti più popolari ha raggiunto quasi centomila visualizzazioni nel periodo in cui è stato online e questo successo non sorprende se si considera che i messaggi sono costruiti per adattarsi perfettamente al linguaggio di TikTok e delle piattaforme online: contenuti brevi, semplici ed emotivamente incisivi.

C’è solo un piccolo dettaglio: come ha rivelato a fine dicembre 2025 il portale polacco di fact-checking Konkret 24 i video in questione a favore dell’uscita della Polonia dall’UE erano stati tutti generati con l’intelligenza artificiale.

Una cascata di video creati con l’IA per promuovere la “Polexit

Uno dei profili più popolari analizzato da Konkret 24, “Prawilne_Polki”, ha pubblicato sette video ognuno con protagonista una donna diversa, tutte giovani, bianche e rappresentate secondo canoni estetici ricorrenti sui social network. Uno dei contenuti più popolari recitava: «Sì, voglio la Polexit. Basta con la Polonia governata da Bruxelles. Basta con le minacce che non possiamo gestire senza il consenso esterno. Sono le nostre leggi, i nostri soldi e le nostre decisioni». Altri, invece, non affrontavano direttamente il tema dell’uscita dall’UE, ma rilanciavano messaggi riconducibili ad altre narrazioni tipiche della destra polacca. In uno, ad esempio, si criticava una presunta politica migratoria troppo permissiva, mentre in un altro l’attuale governo – guidato da Donald Tusk, di Piattaforma Civica – veniva definito come «traditore». Un altro, invece, faceva riferimento a specifiche figure politiche polacche come l’europarlamentare di estrema destra Grzegorz Braun o Jarosław Kaczyński, politico conservatore e fondatore del partito di destra polacco Diritto e Giustizia (PiS), chiedendo agli utenti chi sarebbe il miglior leader per la destra polacca. 

Sempre secondo quanto riportato da Konkret 24, il canale era presente su TikTok da maggio 2023, ma ha adottato il nome “Prawilne_Polki” solo il 13 dicembre 2025. In precedenza, l’account apparteneva probabilmente a un utente anglofono che pubblicava contenuti di intrattenimento non legati alla Polonia. I nuovi proprietari del profilo l’hanno rilevato quando questo aveva già un importante numero di follower e il 13 dicembre 2025 ne hanno cambiato nome e descrizione, la quale inneggiava al patriottismo e alla “Polexit”. 

Alcuni analisti della società di analisi dati Res Futura Data House, attraverso un post pubblicato su X, hanno suggerito che questi video pro-Polexit generati con l’intelligenza artificiale sono rivolti ai giovani tra i 15 e i 25 anni, uno sforzo strategico per influenzare la prossima generazione di elettori polacchi, in particolare attraverso messaggi politici estremi come questi. La maggior parte di questa fascia d’età, infatti, voterà alle elezioni parlamentari nel 2027, il che suggerisce che la campagna per conquistare gli elettori più giovani potrebbe già essere cominciata. Il messaggio è chiaro, coerente e perfettamente calibrato sugli algoritmi che determinano cosa gli utenti di TikTok vedono.

Aleksandra Wójtowicz, senior analyst per le nuove tecnologie e la digitalizzazione presso l’Istituto Polacco degli Affari Internazionali, ha spiegato a Facta che questi video hanno principalmente due scopi: «da un lato convincere le donne che ci sono altre donne, belle, fantastiche e attraenti che promuovono l’idea di Polexit», ma anche attirare gli uomini dimostrando quante donne già abbiano idee tanto antieuropeiste. «In un certo senso» ha aggiunto la ricercatrice, «credo che questa narrazione sia anche in grado di far credere alle persone in Polonia che la Polexit è effettivamente un’opzione». Wójtowicz ha osservato inoltre che, se prima il tema non era molto discusso, oggi anche chi ne viene a conoscenza tramite i normali media di qualità finisce per considerarlo come parte dello spettro politico nazionale, vista la grande diffusione e il numero di persone che ne parlano.   

Dopo che TikTok aveva iniziato a segnalare i contenuti come generati dall’IA, il profilo è stato  rimosso e il governo polacco ha dichiarato che si tratta «senza dubbio» di disinformazione russa. Il portavoce Adam Szłapka ha anche spiegato in una conferenza stampa del 30 dicembre 2025 che le agenzie governative adotteranno le misure necessarie per contrastare la campagna. Inoltre, il viceministro per gli Affari digitali Dariusz Standerski ha annunciato su X di aver presentato una richiesta alla vicepresidente della Commissione europea, Henna Virkkunen, chiedendo di adottare misure di vigilanza e di avviare un’indagine sul caso. 

Secondo Standerski, il contenuto che invitava la Polonia a lasciare l’UE portava i segni distintivi di una «campagna di disinformazione coordinata» e rappresenta una minaccia per l’ordine pubblico e la democrazia sia in Polonia sia nell’Unione europea. Il viceministro, sempre nello stesso post, sosteneva che TikTok non stava rispettando i propri obblighi come piattaforma online di grandi dimensioni e nella lettera inviata a Virkkunen, ha chiesto, tra le altre cose, che la piattaforma renda chiare le misure adottate per rimuovere i contenuti polacchi antieuropeisti. L’esecutivo dell’UE ha dichiarato che esaminerà la conformità di TikTok alla legge dell’Unione europea sulla moderazione dei contenuti, il “Digital Services Act” (DSA). Come ha riportato Politico, TikTok ha dichiarato di essere in contatto con le autorità polacche e la Commissione europea e di aver rimosso i contenuti che violano le regole della piattaforma. 

La destra polacca vuole uscire dall’Unione europea

Nonostante il governo della Polonia abbia dichiarato in modo convinto che dietro ai filmati creati con l’intelligenza artificiale ci sia la Russia, secondo l’analista Aleksandra Wójtowicz la situazione è «più complicata di così», e si tende a «dare alla Russia troppo potere, a livello narrativo». La ricercatrice è convinta che non ci siano prove rispetto al fatto che quei contenuti provengono dalla Russia, anche se quest’ultima ovviamente trae beneficio dalla creazione di un clima antieuropeista, «ma ci sono molti attori politici in Polonia che usano queste informazioni per il proprio tornaconto». L’estrema destra nazionale, infatti, manifesta da tempo il desiderio di uscire dall’Unione europea e quelle espresse non sono idee del tutto nuove. 

Polexit” non è soltanto lo slogan presente nei video antieuropeisti creati con l’IA spopolati sui social, ma anche un partito polacco fondato tra il 2018 e il 2019 dall’ex eurodeputato ultracattolico e conservatore Stanisław Żółtek. Nel 2024, in vista delle elezioni per il Parlamento europeo di giugno, il partito aveva lanciato la sua campagna elettorale con uno slogan chiaro: portiamo Varsavia fuori dall’UE per il bene dei polacchi. Alle stesse elezioni, oltre al comitato elettorale di Żółtek, si erano presentati altri due comitati elettorali con un profilo politico simile e che ponevano come richiesta principale l’uscita della Polonia dall’UE. 

Si trattava di “Polexit Indipendenza” (in polacco: “Polexit Niepodległość”) e “Polexit? È giunto il momento!” (in polacco: “Polexit? Najwyższy Czas!”). Il primo era stato fondato da Robert Bąkiewicz, responsabile dell’organizzazione della “Marcia dell’Indipendenza” che si tiene ogni anno in occasione del Giorno dell’Indipendenza polacca (l’11 novembre), a cui solitamente partecipano molti movimenti europei di estrema destra, nazionalisti, ma anche neofascisti e neopagani. Il fondatore del secondo comitato, invece, è l’ex eurodeputato Janusz Korwin-Mikke, diventato famoso all’interno del Parlamento europeo durante la scorsa legislatura per le sue dichiarazioni d’odio sull’Islam, le donne e le persone nere. 

«C’è un partito in Polonia», ha poi aggiunto Wójtowicz, «che è molto legato alla Russia». Si tratta del partito di estrema destra KPP, che in italiano si può tradurre come Confederazione della Corona Polacca, di Grzegorz Braun, che porta avanti idee razziste, discorsi d’odio e narrative antieuropeiste. 

Eppure, con il passare del tempo, l’euroscetticismo sembra non essere più solo un sentimento di estrema destra. Un sondaggio condotto a dicembre 2025 da United Surveys, un progetto europeo di sondaggi elettorali della fondazione IBRiS, per il sito web Wirtualna Polska, ha mostrato infatti che l’idea di un’uscita della Polonia dall’Unione europea, pur restando una posizione minoritaria, sembra essersi lentamente spostata verso aree più centrali del centrodestra, segnando un cambiamento significativo nel dibattito politico del Paese. 

Nonostante sul caso polacco non ci siano certezze rispetto a chi ha orchestrato la narrazione antieuropeista, è importante evidenziare che da qualche anno l’estrema destra europea utilizza l’intelligenza artificiale generativa per attrarre elettori ed elettrici. 

In ogni caso i video pro-Polexit in Polonia, generati con l’intelligenza artificiale, mostrano come le narrazioni politiche antieuropeiste stiano cambiando forma e linguaggio, adattandosi sempre più alle logiche delle piattaforme digitali. Contenuti sintetici, emotivi e difficili da distinguere da quelli autentici diventano strumenti efficaci per spostare il dibattito pubblico, soprattutto tra le fasce più giovani. Al di là delle responsabilità specifiche ancora da chiarire, l’episodio polacco evidenzia una tendenza più ampia: l’uso dell’IA come moltiplicatore di messaggi politici radicali, in un contesto in cui l’euroscetticismo non è più confinato ai margini, ma inizia a permeare settori sempre più ampi dello spazio politico europeo.

Potrebbero interessarti
Segnala su Whatsapp