
Shipping, fandom e fanfiction. Come le storie d’amore inventate si sono prese Internet
Le comunità online che immaginano relazioni tra personaggi di finzione sono sempre esistite, ma ora sono uscite dalla nicchia in cui erano confinate
L’invenzione delle ship da parte di un fandom – cioè una comunità di persone unite da una forte passione condivisa per un fenomeno culturale – non è affatto rara. Molti prodotti pop degli anni ’90 e 2000 giocano (consapevolmente o meno) sulla tensione romantica irrisolta tra i personaggi: un meccanismo che tiene il pubblico agganciato anche quando è chiaro che quella storia d’amore non si realizzerà mai. Su questa dinamica si innesta lo shipping, ovvero il desiderio che due personaggi sviluppino una relazione sentimentale.
Il termine deriva da relationship (“relazione”): nel 1993 nasce infatti relationshipper, neologismo usato per descrivere i fan che facevano il tifo per la storia tra Fox Mulder e Dana Scully, i protagonisti di X-Files.
Già alla fine degli anni ’90 relationshipping viene abbreviato in shipping, che in italiano diventa “shippare”. Nei primi anni 2000, alle coppie al centro dell’attenzione del fandom si attribuivano spesso nomi “nautici”, complice l’assonanza con la parola inglese ship (“nave”). È il caso di S.S. Leather & Libraries, usato per indicare Hermione e Draco in Harry Potter, o di H.M.S. Wolfstar per Remus e Sirius – una ship molto diffusa nella cosiddetta “Era dei Malandrini”, sempre legata alla saga di Harry Potter. Con il tempo, questi battesimi in stile marittimo lasciano spazio a un sistema più immediato: la fusione dei nomi dei personaggi, unendo sillabe o parti riconoscibili. Nascono così i Dramione (Draco + Hermione), ma anche Spuffy (Spike + Buffy, da Buffy l’ammazzavampiri) o Chyan (Chad + Ryan, da High School Musical).
Si tratta di un fenomeno molto diffuso nel mondo digitale perché, come spiega Effie Sapuridis, docente di Comunicazione al LIM College di New York, «per molti versi, l’atto di shipping è un esercizio di appagamento emotivo per i fan». Ciò avviene innanzitutto per via di un meccanismo di immedesimazione: il fandom empatizza con i personaggi, entra in sintonia con loro, soprattutto quando trascorre molto tempo interagendo con contenuti sul tema.
Se poi la tensione che lega quei personaggi resta sospesa o viene risolta in modo insoddisfacente, lo spazio dell’immaginazione si apre ulteriormente e la creazione di fanfiction, edit (video creati dai fan montando diverse clip su una base musicale) e altri contenuti digitali diventa il modo per far continuare la loro storia d’amore. Come sostiene l’autrice Brit Kelley nel suo volume Loving Fanfiction (2021): «L’architettura stessa [delle narrazioni] incoraggia il pubblico e i fan a partecipare, a diventare parte delle cose, mettendo “mi piace”, condividendo e commentando. È un accumulo di capitale affettivo che, è chiaro, è piuttosto seducente».
Nel caso delle ship LGBTQ+ si aggiunge poi un’ulteriore questione: davanti a una rappresentazione mediatica scarsa o limitata, il fandom ha imparato a leggere tra le righe, a riconoscere sottotesti e ambiguità, trasformando lo shipping in un atto di rivendicazione. Tra le ship più celebri del mondo queer si trovano le Faberry, cioè Rachel Berry e Quinn Fabray della serie TV “Glee”, i già citati Wolfstar, cioè Remus e Sirius di “Harry Potter”, Xena e Gabrielle di “Xena: Principessa guerriera” e naturalmente i Chyan di “High School Musical”.
I Chyan: la ship di High School Musical
A partire dai primi anni 2000, il floridissimo fenomeno delle speculazioni del fandom sulle possibili relazioni nascoste tra i personaggi ha investito “High School Musical”, il film ambientato in una scuola superiore di Albuquerque che racconta la storia d’amore tra il capitano della squadra di basket e una studentessa modello. A vent’anni di distanza, il fandom del popolare franchise non ha mai smesso di produrre teorie parallele e materiale su storie d’amore mai concretizzatesi, in particolare sui Chyan, la presunta relazione tra i personaggi maschili di Chad e Ryan. Ma perché queste ship sono così diffuse tra i fandom di libri e film?
Chad Danforth (interpretato da Corbin Bleu) incarna lo stereotipo dell’atleta. Appassionatissimo di basket, spesso con una palla in mano, si dedica interamente alla squadra della scuola, la East High Wildcats, durante le vacanze estive lavora ed è il migliore amico del protagonista Troy Bolton (Zac Efron). D’altra parte Ryan Evans (interpretato da Lucas Grabeel) è un theatre kid, un appassionato di musical che recita nella produzione scolastica. Si veste in modo eccentrico, è il fratello gemello di Sharpay, la ragazza popolare dell’istituto (Ashley Tisdale), è cresciuto in un contesto agiato e sogna di fare il ballerino e il coreografo.
Nel 2020 Kenny Ortega, il regista di “High School Musical”, ha confermato di aver immaginato fin dall’inizio il personaggio di Ryan come gay ma, trattandosi di uno show per adolescenti dei primi anni 2000, non è stato ritenuto opportuno. Va considerato che la Walt Disney Pictures, casa di produzione dell’intero franchise, è nota per aver volutamente taciuto le identità LGBTQ+ sia dei personaggi che del cast in quel periodo.
«Quindi, mi sono semplicemente preso la responsabilità di fare scelte che ritenevo potessero essere apprezzate da chi guardava. L’avrebbero visto, l’avrebbero sentito, l’avrebbero capito e si sarebbero identificati con esso. Ed è quello che è successo» spiega in un’intervista per Variety. L’orientamento sessuale di Ryan viene inserito nel franchise solo nel 2023, all’interno del trailer dell’ultima stagione della serie TV “High School Musical: The Musical”. Mentre, ormai adulto, si sta esibendo sul palco, si avvicina al pubblico e dice a un uomo: «Significa così tanto per me che tu sia qui» per poi scambiarsi un bacio.
È proprio a partire dall’uscita del film, a inizio 2000, che all’interno del fandom si è diffusa una teoria che legge una tensione romantica tra Chad e Ryan, in particolare nel sequel “High School Musical 2” (2007) e nel brano “I Don’t Dance”. La scena si apre con Ryan che cerca di persuadere Chad a partecipare al talent show del country club in cui stanno trascorrendo l’estate. Pur essendo presente in numerose coreografie del primo film del franchise, lo sportivo rifiuta dichiarando di non ballare per principio, perché non fa per lui. Di conseguenza Ryan lo sfida durante una partita di baseball perché «If I could do this, well, you could do that» («Se io posso fare questo, be’, tu puoi fare quello») e Chad si convincerà che anche lui può salire sul palco e danzare.
Prima di “I Don’t Dance” i due erano distanti, quasi rivali, ma dopo diventano molto uniti, tanto da essere inquadrati mentre indossano l’uno i vestiti dell’altro. Questo dettaglio, unito alla tensione che durante il brano emerge tra i due personaggi, ha generato un grande interesse nel fandom, che ha visto la canzone come una metafora dell’omosessualità e della sperimentazione. Mentre si guardano intensamente e ammiccano l’uno all’altro sul campo da baseball, in quello che viene letto come un gioco di seduzione, i due cantano alternandosi, prima Ryan e poi Chad: «You’ll never know» («Non lo saprai mai») / «Oh I know» («Oh lo so») / «If you never try» («Se non provi mai») / «There’s just one little thing that stops me every time» («C’è solo una piccola cosa che mi ferma tutte le volte»).
In un’intervista per Business Insider l’attore Luca Grabeel ricorda che «Kenny [Ortega], proprio all’ultimo minuto, ci ha chiesto: “Perché non vi scambiate i cappelli? […] Anzi, perché non vi scambiate anche le magliette?” […] Non doveva essere una cosa omoerotica, ma credo che Kenny sapesse un po’ di più come sarebbe venuta fuori». Al netto delle intenzioni originali, la scena di “I Don’t Dance” è diventata un simbolo nel fandom di “High School Musical” e un vero e proprio motore che ha generato speculazioni, fanfiction e tanto altro materiale digitale.
Su Reddit sono anni che gli utenti raccolgono argomentazioni e citazioni dai film a sostegno della coppia Chyan. Un utente infatti scrive: «“I don’t dance” è stato il culmine del loro flirt e il modo in cui Chad accetta di non essere eterosessuale (che sia bisessuale, gay o altro), quindi una volta finita la canzone si sono messi d’accordo e sono diventati una coppia non ufficiale. Visto che era il 2007, molto probabilmente non si sentivano a loro agio a fare coming out al liceo, quindi hanno tenuto questa piccola cosa per sé».
Su YouTube abbondano i commenti risalenti a più di un decennio fa che evidenziano i sottotesti queer della scena sul campo da baseball, come «“I’ll show you how I swing” not very subtle Disney» («“Ti mostrerò come mi muovo” non molto sottile Disney») o «When you and your boyfriend fight over weather to either go dancing or to a baseball game» («Quando tu e il tuo ragazzo litigate per decidere se andare a ballare o a una partita di baseball»). Sui social media la scena è stata ripresa anche recentemente, paragonandola alla serie TV canadese di successo “Heated Rivalry” con lo slogan: «This was my Heated Rivalry growing up».
Su Tumblr, mentre veniva rilasciata la serie “High School Musical: The Musical” (2019-2023), si immaginava addirittura la trama di un ipotetico “High School Musical 4” ambientato durante il matrimonio tra Chad e Ryan. Sulla piattaforma di fanfiction Archive of Our Own (AO3) si trovano più di 700 storie con il tag “Chad Danforth/Ryan Evans”. Ѐ infatti la coppia con più fanfiction di tutto “High School Musical”, con ben più storie delle circa 300 sui protagonisti del franchise: Troy e Gabriella.
Anche la piattaforma Fanfiction.net raccoglie molti racconti nati da chi immagina una relazione amorosa tra Ryan e Chad. Gli ultimi testi caricati risalgono al 2025, mentre i primi al 2007 e prendono spunto proprio dalla scena di “I Don’t Dance”. Lo stesso accade su Wattpad. Nel corso degli anni sono stati realizzati anche numerosi edit, che raccolgono le scene dei tre film di “High School Musical” in cui Ryan e Chad compaiono insieme, creando una cornice narrativa a supporto della loro ipotetica relazione romantica.
L’attenzione verso questa coppia nel corso del tempo è stata talmente forte che ad anni di distanza Ryan e Chad fanno ancora parlare di sé. Nel 2024 Grabeel e Bleu sono stati ospiti del programma canadese Etalk e hanno raccontato il dietro le quinte della famosa scena di “I Don’t Dance”. Bleu ha dichiarato: «Il fatto che “I Don’t Dance” già nel testo contenga così tante allusioni credo sia stato il colpo di grazia», mentre Grabeel ha spiegato che: «La linea era tracciata e stavamo solo scompigliando le cose».
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